Bernoulli

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La famiglia Bernoulli aveva origini in Anversa. Da qui fuggì nel 1583 per sottrarsi al massacro degli Ugonotti perpetrato dai Cattolici. Dopo un periodo di rifugio a Francoforte, la famiglia si trasferì in Svizzera e si stabilì a Basilea.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il fondatore della dinastia dei Bernoulli si alleò con una delle più vecchie famiglie di Basilea e diventò un commerciante di successo. Anche Nicola il Vecchio , capostipite della tavola genealogica, fu un commerciante come lo erano stati suo nonno e il suo bisnonno; tutti avevano sposato delle figlie di commercianti e, tranne il bisnonno, avevano accumulato ingenti fortune. Il primo che si allontanò dalla tradizione si fece medico; il genio matematico, tuttavia, forse latente da qualche generazione, si manifestò a partire dai figli di Nicolaus Bernoulli.[2]

Tra i membri di questa famiglia, infatti, circa una dozzina (si veda l’albero genealogico) si affermarono nel campo della matematica e della fisica e quattro furono eletti membri stranieri dell’Académie des Sciences. Il primo a raggiungere una posizione preminente nel campo della matematica fu Jakob Bernoulli, conosciuto anche come Jacques o James.

Nessuna famiglia nella storia della matematica ha prodotto tanti matematici celebri come i Bernoulli. Diversi membri della famiglia hanno contribuito alle scienze al punto che spesso nello studio di tali discipline si incontra il cognome Bernoulli.

Vista la ricorrenza dei nomi all'interno della famiglia, alcuni dei personaggi vengono citati con un progressivo, come i membri di una dinastia; inoltre, tenuto conto delle origini e di altri aspetti della storia, vengono citati sia con i nomi tedeschi che con i nomi francesi.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Contrariamente ad altri scienziati della loro epoca, poco o nulla conosciuti, la famiglia Bernoulli fu una dinastia di geni e scienziati che godette, già all'epoca, di una enorme fama e popolarità, fino a costituire sinonimo, nell'immaginario popolare, di portatori di inarrivabile scienza. È noto un aneddoto che amava ricordare Daniel Bernoulli, il quale, presentatisi a un compagno di viaggio col suo cognome, ricevette dall'interlocutore una risposta tra l'incredulo e il sarcastico: "Se lei è veramente un Bernoulli allora io sono Isaac Newton".[3]

Alla famiglia Bernoulli è stato dedicato un asteroide, 2034 Bernoulli.

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E.T. Bell, I grandi matematici, cap. VIII
  2. ^ Ibidem.
  3. ^ Simon Singh, "L'Ultimo Teorema di Fermat", Editore BUR, ISBN 8858635175, 9788858635179

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