Basilica della Santissima Annunziata (Ispica)

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Basilica della Santissima Annunziata
Ispica Chiesa della Annunziata.JPG
Facciata della Chiesa
Stato Italia Italia
Località Ispica
Religione Cattolica
Titolare Santissima Annunziata
Diocesi Noto
Consacrazione 1720
Stile architettonico Architettura del tardo barocco
Inizio costruzione 1703
Completamento 1720

Coordinate: 36°47′17.2″N 14°54′33.47″E / 36.78811°N 14.909298°E36.78811; 14.909298

La basilica della Santissima Annunziata è una chiesa di Ispica (RG) Sicilia costruita dopo il terribile terremoto del 1693 che sconvolse la Sicilia orientale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il terremoto che distrusse l'antico tempio presente all'interno del castello della forza (Fortilitium), anch'esso andato distrutto, fu provvisoriamente allestita una baracca di legno. Questa dopo la costruzione dell'attuale chiesa, fu intitolata a San Francesco di Paola e andò distrutta dopo il 1791. La prima pietra della nuova chiesa fu posta il 21 ottobre 1703 e i lavori durarono ininterrottamente per oltre 15 anni, grazie ai contributi di principi e dei signori del Fortilitium ed in particolare grazie al principe Francesco V Statella, allora feudatario in carica dello Stato di Spaccaforno, al quale si deve anche la ricostruzione di gran parte della città e delle altre chiese. Nel gennaio del 1727 un altro sisma divaricò l'arcata maggiore che venne rifatta per evitare il crollo. Nel 1779 iniziarono i lavori di stucco di cui tuttora è possibile ammirarne la bellezza. Il 23 marzo 1869, martedì santo, cadde il prospetto della chiesa per imprudenti lavori di restauro e quindi si rese necessario presentare immediatamente il progetto della nuova facciata. Un progetto venne ideato da un fabbro locale e un altro venne in seguito fatto nel 1874 dall'ingegnere avolese Salvatore Rizza, ma la costruzione fu affidata allo scalpellino Carlo di Gregorio. I lavori durarono circa otto anni prevedendo la costruzione del campanile.

Architettura e Arte[modifica | modifica wikitesto]

Campanile della chiesa

Il pregio artistico della basilica è costituito dagli stucchi del palermitano Giuseppe Gianforma, lo stuccatore più importante del Settecento siciliano. Si contano 13 grandi pannelli di stucco, in basso ed alto rilievo, che decorano la navata centrale, il transetto e il cappellone. L'edificio è a croce latina e la navata centrale comprende quattro arcate con volta a botte e all'incrocio del transetto si erge la maestosa cupola. Si pensa che il disegno originario appartenga all'architetto netino Rosario Gagliardi. La prima facciata era completamente differente dall'attuale, molto simile alla cattedrale di Noto con schema a due piani, dove ai lati si ergevano due campanili raccordati da volte. Dopo il crollo del 1869, la nuova facciata fu progettata basandosi sul Palladio e sul Vignola. Per ragioni economiche si passò da cinque a quattro arcate e la lunghezza della navata si ridusse.

Oggi è costituita da tre piani dove nel primo troviamo otto colonne in stile ionico poste sopra un basamento in calcare. Il secondo piano, in stile corinzio, troviamo un bel finestrone in vetro con colonnine laterali. Infine nel terzo troviamo un'altra finestra, decorazioni con grandi rose scolpite e colonne. Nella parte superiore della facciata in un primo tempo si lasciò aperta la finestra centrale, per ottenere l'effetto di trasparenza del cielo azzurro, ma nel 1960 si preferì collocare una statua dell'Annunciazione, opera di uno scalpellino locale. Il primo campanile fu costruito nella parte posteriore della chiesa, ma risultando inadatto alla propagazione del suono fu demolito e ricostruito nella parte anteriore nel lato sinistro su progetto dell'ingegnere Vincenzo Tomasi. I lavori furono iniziati e interrotti molte volte a causa dei costi di costruzione e terminarono definitivamente nel 1954 con la costruzione dell'attuale volta e la sistemazione della campana più antica risalente al 1811. All'esterno troviamo un loggiato risalente ai primi dell'Ottocento e fino alla fine del secolo utilizzato per la fiera di Pasqua, poi abbandonata. Nell'altare destro del transetto è custodita l'immagine del Santissimo Cristo con la Croce mentre nell'altare sinistro è custodita l'immagine del Cristo Risorto entrambi oggetto di particolare devozione durante la settimana santa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Melchiorre Trigilia – La chiesa della Santissima Annunziata

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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