Basilica Ave Gratia Plena

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Basilica Ave Gratia Plena
Torre Annunziata Basilica Ave Gratia Plena.jpg
La facciata e il campanile
StatoItalia Italia
RegioneCampania Campania
LocalitàTorre Annunziata-Stemma.png Torre Annunziata
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMadonna della Neve
Diocesi Nola
Inizio costruzione1319
Completamento1622
Sito webSito ufficiale
La consolle dell'organo Giuseppe Rotelli. Fu il primo organo costruito dall'organaro cremonese con tre tastiere. Le prime due pneumatiche la terza elettrica.

La basilica Ave Gratia Plena, o santuario della Madonna della Neve, è un luogo di culto cattolico sito in piazza Giovanni XXIII a Torre Annunziata, ed è dedicato alla Madonna della Neve.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Venne costruita originariamente nel 1319 ad opera del principe Nicolò D'Alagno, feudatario del posto, con il nome di "chiesa dell'Annunciata".

Nella basilica si conserva un'antica icona della Madonna. Secondo la tradizione popolare, il 5 agosto del 1354, nel giorno della festa della Madonna della Neve, l'effigie fu trovata da alcuni pescatori nella acque antistanti lo scoglio di Rovigliano, rinchiusa in una cassa; si decise quindi di custodirla nella chiesa dell'Annunziata, dedicata da allora alla Madonna della Neve.

Sotto Carlo III di Borbone la chiesa divenne abbazia. Il 25 ottobre 1856 venne eretta come parrocchia, e nel 1953 divenne santuario della diocesi di Nola.

Nel luglio 1979 papa Giovanni Paolo II l'ha elevata alla dignità di basilica minore.[1]

Interno[modifica | modifica wikitesto]

La basilica ha una pianta a croce latina; nel transetto c'è la cappella dedicata alla Madonna della Neve, raffigurata nell'icona in terracotta del XIV secolo. Nella chiesa sono presenti alcuni affreschi ottocenteschi, opera di Achille Iovane, e una tavola raffigurante l'Annunciazione, risalente al XVI secolo.

Organo[modifica | modifica wikitesto]

L'Organo a canne Giuseppe Rotelli ebbe come committente il parroco don Emilio Lambiase che in occasione del centenario del miracolo del 22 ottobre 1822, volle far restaurare la parrocchia e nel contesto costruire un nuovo organo idoneo alla grandezza della chiesa pagandolo la notevole cifra di £. 100.000 donata quasi totalmente dagli industriali, pastai e commercianti di Torre Annunziata. Nell'ambito degli eventi del centenario dal miracolo, la Madonna della Neve fu incoronata su un palco allestito sull'attuale Corso Vittorio Emanuele III, di fronte alla Piazza E. Cesaro, luogo dove avvenne il prodigio.

Lo strumento possiede le timbriche generate da un organo di notevoli dimensioni d’inizio ‘900 che mantiene ancora intatte le sue originali caratteristiche. Sono originali i registri, le trasmissioni pneumatiche e tutti gli accessori contemplati nel progetto iniziale di Giuseppe Rotelli. Fu costruito fra il 1922 e il 1929.

L’organo è diviso in: organo portale e secondo organo. Il primo posto si trova sulla cantoria in controfacciata. La cassa, opera dei falegnami F.lli Bormetti di Ponte di Legno è indorata in più parti, si integra perfettamente allo stile architettonico della navata. Sculture angeliche sovrastano l’intera struttura. Due angeli laterali suonanti trombe circondano la dicitura nella volta della campata centrale «laudate deum in chordis et organo» (dal Salmo 150). Su due lati opposti, due stemmi indorati sono retti da puttini sui quali è scritto: lato sinistro: centenario del miracolo e sul lato destro: xxii x mcmxii (22 ottobre 1922), altri sulla sommità cantano in gruppo. Possiede 2.173 canne all’organo portale, (di cui 1090 alla prima tastiera (Grand’Organo) 1.083 canne alla seconda tastiera. Le canne di prospetto corrispondenti al registro Principale 8' sono 47 e distribuite nelle cinque campate della cassa nella disposizione: 9+9+11+9+9. Bocche allineate, provviste di baffi. Il labbro superiore è a scudo. La canna più grande (in legno d’abete) corrispondente al Do1 del contrabbasso (pedaliera) supera i 6 mt. di altezza, e ha una sezione quadrata con lati di 25 cm. Le canne interne sono in lega stagno/piombo, zinco e in legno. Intonazione delle canne, corista 432 Hz. 15 °C.

Il secondo organo è posto nella nicchia ricavata nel transetto sinistro (Cappellone della Madonna della Neve). Viene suonato tramite la terza tastiera e possiede N°213 canne. Complessivamente l’organo Rotelli ha 2.386 canne per un numero di 33 registri.

La trasmissione è pneumatico/tubolare per i primi due manuali e pedaliera ed elettrica per il terzo manuale per comando secondo organo e campane. '

I somieri sono a canali per registro e a valvole coniche. Il somiere del Grand’Organo è collocato in posizione sopraelevata. I crivelli sono in legno; le canne parlano al di sopra dei crivelli. La consolle è rivoltata, tutta in legno noce, impiallacciata, disposta al centro della cassa. È dotata di un copritastiera ribaltabile con leggio integrato. Tre le tastiere con 58 tasti ciascuna, estensione: Do1- La5 con prima ottava cromatica. I tasti diatonici (bianchi) sono ricoperti in galalita; i cromatici (neri) placcati in ebano - Inserimento dei registri (registrazione libera): tramite placchette di diverso colore a spostamento verticale a scatto in ceramica decorate con cornice rotonda d’oro allineate su unica fila, sotto la terza tastiera per un totale di 46. Sopra ogni placchetta corrispondono relativi pistoncini ad estrazione realizzati in galatite placcati in rosso. In dotazione la panca (originale) per l’organista. In dotazione: misuratore graduato in porcellana con lancetta di bronzo e targhetta rotonda in porcellana con dicitura: Giuseppe Rotelli - Cremona.

L’organo è dotato attualmente di un mantice funzionante a lanterna con due pieghe. Altre quattro pompe di compensazione, come il mantice azionato con sistema rotativo a biella con caricamento manuale per supportare gli sforzi del motore nel caso di inserimento di tutti i registri o di abbassamento di tensione elettrica, ora sono stati disazionati. Nel secondo organo è applicato un altro piccolo mantice. È presente un nuovo elettroventilatore, marca «Aug. Laukuhff» (modello Ventus), trifase 230/400 Volt, 50 Hz - 1400 giri al minuto. Produce una pressione dell’aria fino a 180 mm/H2O – Potenza 3 HP - lubrificazione ad olio. Pressione nella pneumatica: 120 mm d’acqua.

La pedaliera è in legno di rovere dritta, o piana (prima ottava cromatica) con 27 note (Do1-Re3). Sotto la prima tastiera si trovano N° 7 pistoncini fissi per combinazioni fisse: p-mf-f-ff. Ancora per le combinazioni libere cl (combinazione libera) - cd (crescendo) – a (annullatore). Idem per la seconda tastiera sono collocati N° 5: p – mf – f - ff – a. Due staffe per: Crescendo/Diminuendo «Sweller». La staffa sinistra apre meccanicamente le griglie della cassa d’espressione sia dell’organo portale, ed elettricamente anche per le griglie del secondo organo. Le unioni sono comandate tramite tre pedaletti (Tastiera Ia al Pedale – Tastiera IIa al Pedela - Tast. Ia alla IIa). Un pedaletto per il Fortissimo. Sono presenti anche le campane tubolari, costituite da dodici tubi di vero bronzo armonico che riproducono nell’ottava cromatica l’effetto “campane”.

Dopo la guerra e l’eruzione del Vesuvio, l’organo fu ripulito sommariamente per renderlo utilizzabile. Il giorno della tragedia del 21 gennaio 1946 a Torre Annunziata, anche lo strumento venne coinvolto dalle deflagrazioni dello scoppio dei carri nella Stazione di Torre Annunziata Marittima. Il temerario Parroco Lambiase si diresse dalla sua abitazione di via Sepolcri, e con sprezzo del pericolo dei possibili crolli, insieme a un filiano si avventurarono tra le macerie illuminati da una candela per raggiungere al sacro edificio. L’atmosfera surreale assumeva volta per volta una dimensione sempre più drammatica. L’odore dell’aria reso acre degli esplosivi e degli incendi in atto, i primi morti che venivano tirati fuori e i feriti che gridavano soccorso intrappolati sotto i cumuli di macerie, facevano rabbrividire l’animo del sacerdote. Arrivati alla meta, volle essere il primo ad effettuare un sopralluogo; il pesante portone d’ingresso della chiesa era stato divelto dal violento spostamento d’aria, ed appena entrati, la prima vista non fu affatto confortante: il suo caro organo appariva sulla cantoria ridotto ad un ammasso di canne spezzate e pendenti.

Il terremoto del 1980 causò alcuni danni alla chiesa e al campanile. La cantoria si distaccò di alcuni centimetri dalle mura maestre, ed alcune canne di facciata si posizionarono pericolosamente pendenti. All’interno della cassa, i delicati congegni dell’organo vennero danneggiati e compromessi seriamente.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lino De Gregorio L’appassionante storia dell’organo Giuseppe Rotelli di Cremona - Cento anni tra “glorie” e sventure - Edizioni Fusco (SA) Cod. ISBN 9788899927004 (2016) (Presente nel Catalogo OPAC SBN)
  • Lino De Gregorio, Gli organisti municipali in servizio nel secolo xix presso le chiese di Torre Annunziata - Edizioni Serassi (RE) (2018) ISBN 88-98958-76-5
  • Lino De Gregorio, “I lavori effettuati dall’organaro Giuseppe Rotelli di Cremona nelle regioni meridionali” dalla Rivista N° X 2018 (Raccolta di studi d’arte organaria: - Edizioni Serassi (RE) ISBN 9788898958788
  • Lino De Gregorio,“Vicende storiche sul “Rotellone”. Il grande organo della Basilica della Madonna della Neve” Arte organaria ed organistica - Casa Musicale Edizioni Carrara (BG)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]