Banu Hilal
I Banū Hilāl o Beni Hilāl (in arabo بنو هلال?) erano i componenti di una tribù araba del Najd (branca dei B. ʿĀmir b. Ṣaʿṣaʿa), che emigrò in Nordafrica nell'XI secolo.
Origine
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Secondo Ibn Khaldun, i Banū Hilāl erano accompagnati dalle mogli e dai figli quando giunsero in Maghreb, nel quale si installarono dopo aver sconfitto a più riprese i Berberi, con i quali in seguito si mescolarono.
Ibn Khaldūn, descrivendo la loro genealogia, identificava due tribù principali: Banū Hilāl e Banū Sulaym. Queste due tribù originarie del Najd avevano come antenato comune Mansur e come cugini comuni la tribù di al-Yās, ramo della tribù dei B. Quraysh, alla quale era appartenuto il profeta Maometto.
All'inizio della migrazione gli Hilāl erano composti da tre famiglie: Athbedj, Riyan e Zughba.
Dalla loro migrazione ai giorni nostri è ormai quasi impossibile parlare di un puro lignaggio arabo, a causa dei matrimoni tra i due rami arabi e berberi, che hanno creato quella che certi storici definiscono la società arabo-berbera del Grande Maghreb. In seguito anche gli Ottomani si sono mescolati a famiglie arabo-berbere, creando la discendenza definita Kouloughli.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Originari della regione del Najd in Arabia, i Banū Hilāl emigrarono dapprima nel sud dell'Egitto, per poi muovere da lì alla volta del Maghreb. I Banū Hilāl, sbarcati nel Nordafrica sotto la guida di Abu Zayd al-Hilali, erano tra i 200.000 e 250.000, di cui oltre 50.000 guerrieri e 200.000 nomadi. La tribù fu scatenata contro il Maghreb dai Fatimidi che volevano così punire i loro antichi vassalli Ziridi, che si erano proclamati indipendenti dal Cairo, arrivando ad abbandonare lo Sciismo ismailita dei loro signori e a riconoscere il califfato abbaside sunnita, nemico principale dei Fatimidi. Questi ultimi, quindi, ottennero il duplice scopo di eliminare i loro avversari e nello stesso tempo di allontanare dall'Alto Egitto una tribù difficile da controllare.
Gli Ziridi furono rapidamente vinti e i loro vicini Banū Ḥammād (o Hammadidi) e i berberi Zenata ne uscirono indeboliti. L'ultima battaglia fu fatale: la coalizione Beni Hilāl-Hammadidi decapitò nel 1058 il comandante dell'esercito berbero, Abū Sūdah b. Khalīl degli Ifrenidi (B. Yafran in arabo بنو يفرن?), e i Berberi abbandonarono il paese ai Banū Hilāl.
I Banū Hilāl in seguito si opposero sia agli Ottomani sia ai Francesi; contro questi ultimi i combattimenti furono guidati dall'emiro Abd el-Kader nella regione ovest dell'Algeria.
Arabizzazione
[modifica | modifica wikitesto]L'invasione del Nordafrica da parte dei Banū Hilāl (e delle altre tribù e sottotribù che li accompagnarono: Banū Sulaym, Banu Maʿqil, Banu Hassan...) ebbe profonde conseguenze sul piano linguistico: queste tribù, eminentemente nomadi, invasero soprattutto le campagne, portando la lingua araba anche in territori fino ad allora esenti dall'arabizzazione. Numerose tribù berbere nomadi, poi (soprattutto gli Zanata) si fusero con essi adottandone usi e lingua, ed è da qui che è originata la preponderanza della lingua araba nel Nordafrica. In precedenza l'arabizzazione aveva toccato soprattutto le città.
Anche oggi, i dialetti arabi parlati in Nordafrica vengono distinti dagli studiosi in due grandi sottogruppi:
- dialetti pre-hilalici (anteriori all'arrivo dei Banū Hilāl), prevalentemente nelle maggiori città;
- dialetti hilalici, maggioritari, parlati soprattutto nelle campagne.
Alcune caratteristiche fonetiche e morfologiche permettono di distinguere immediatamente i dialetti dell'uno e dell'altro tipo. Una spia fonetica molto evidente è la pronuncia del qāf: occlusiva uvulare (o, a volte, glottidale) sorda nei parlari pre-hilalici, suono [g] (occlusiva velare sonora) nei dialetti hilalici.
Organizzazione sociale
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Molte tribù vivono nelle zone aride e semidesertiche. I Beni Hilāl sono portati per la pastorizia (ovini e caprini) ma poco esperti nell'agricoltura.
I Beni Hilāl sono molto conservatori e la religione islamica è fede della maggioranza della popolazione. Inizialmente erano sciiti, ma dopo la loro conquista del Maghreb hanno abbracciato il madhhab malikita sunnita.
La struttura familiare è patriarcale e ogni tribù ha un capo che decide per essa.
Inizialmente nomadi abitanti in tende, durante le invasioni si sono stabiliti in diverse città dell'Algeria come Ouargla, Biskra, El-Oued, Mascara, Sidi Bel Abbes, Tlemcen, sedentarizzandosi.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Lemma «Hilaliens», su: Encyclopédie berbère, n. 23, 1° ottobre 2000, pp. 3465–3468 (ISSN 1015-7344, DOI 10.4000/encyclopedieberbere.1593, online [archive], consultato il 4 dicembre 2025).
- Ismaël Hamet, "Notice sur les Arabes hilaliens", Revue d'histoire des colonies, vol. 20, 1932, pp. 241–264.
- H. R. Idris, La Berbérie orientale sous les Zīrīdes, Xe-XIIe siècles, Paris, Librairie d'Amérique et d'Orient, Adrien-Maisonneuve, 1962.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- hilal, banu, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- (EN) Banū Hilāl, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
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