Attacco con caduta

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Avvertenza
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Per attacco con caduta (drop attack in inglese), si intende una forma di caduta improvvisa a terra, dovuta a cause imprecisate (ma che possono essere un eccessivo riflesso neurovegetativo, un attacco ischemico transitorio, epilessia, aritmia cardiaca, sindrome vertiginosa) che comporta la perdita dell'equilibrio, mentre il paziente sta in piedi o cammina, con involontaria claudicazione e/o caduta, senza alcun segno di perdita di coscienza e con pronto recupero nel giro di secondi o minuti. Si osserva soprattutto nel sesso femminile.[1] In tali eventi, che possono verificarsi ripetutamente nel tempo,[2] il paziente può andare incontro ad ulteriori lesioni, anche gravi, specialmente fratture dell'anca, oppure gravi lesioni maxillo-facciali con ematomi (preoccupanti quelli retro-orbitari) ed ulteriori lesioni encefaliche, con lesione delle meningi e rinoliquorrea oppure otoliquorrea, specialmente se il paziente colpisce la testa contro spigoli di vasi, marciapiedi, ecc.

Esperienza soggettiva del paziente[modifica | modifica wikitesto]

La persona che viene colpita da tale disturbo sente all'improvviso le gambe cedere, a volte in forma più lieve per cui il paziente può avvertire una sensazione di leggero sbandamento[2] o di vertigine e dopo la caduta è in grado di rialzarsi con le proprie forze.

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

I "drop attacks" propriamente detti, si presentano tipicamente in pazienti anziani, si ritiene che la causa più comune sia l'ipersensibilità dei riflessi vagali del seno carotideo, che risultano sia in brevi periodi di asistolia reversibile, oppure in una marcata caduta della pressione arteriosa in risposta al massaggio del seno carotideo.

L'esatta eziologia nelle maggioranza dei casi rimane sconosciuta anche se viene attribuita a dei deficit improvvisi dei riflessi motori dovuti all'età.[2] Attraverso studi clinici si sono poi individuate altre correlazioni: un coinvolgimento cardiaco (nel 12% dei casi esaminati) o cerebrale (7%-15% dei casi).[3]. In letteratura successivamente ha avuto molto risalto la sua natura cerebrale, riscontrando tale manifestazione in varie sindromi, soprattutto in quella di Ménière[4].

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

I "drop attack" sono responsabili di circa il 25% delle cadute negli anziani.[5]

Gli attacchi sono più diffusi in età avanzata sopra la quarta decade di età, soprattutto nel sesso femminile.[2]

Patologie correlate[modifica | modifica wikitesto]

Tale manifestazione si ritrova anche in patologie come la sindrome di Menière,[6] e la sindrome di Lennox-Gastaut.[7] Si tratta inoltre di una manifestazione comune nelle crisi epilettiche e in molte altre malattie che interessano a livello cerebrale l'individuo.[8]

Diagnosi in urgenza[modifica | modifica wikitesto]

La diagnosi avviene tramite:

Diagnosi differenziale neurologica[modifica | modifica wikitesto]

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda il trattamento (nei casi ad eziologia sconosciuta o quelli da alterati riflessi carotidei), solitamente non si pratica alcun intervento, dal momento che se si non presentano con carattere di ripetitività l'evoluzione della malattia tende ad essere benigna.

Attacco ischemico transitorio

I pazienti diagnosticati come affetti da TIA, vengono sottoposti a terapia con antiaggregante piastrinico, come la cardioaspirina. Se sono anche ipercolesterolemici, gli viene prescritta una dieta a basso colesterolo, e le resine che ne impediscono l'assorbimento. Se si tratta di pazienti che auto-producono grosse quantità di colesterolo nell'organismo (ipercolesterolemia familiare si preferisce impiegare le statine (come la lovastatina, la pravastatina, la rosuvastatina), attualmente ritenute molto efficaci, addirittura in grado di ridurre le placche ateromatose.

Epilessia

Nei casi dovuti a coinvolgimento cerebrale spesso si attua una terapia medica, con diversi farmaci antiepilettici,[7]. Soltanto in casi rari, di grave epilessia farmacoresistente, con manifestazioni convulsive che non rispondono ai farmaci,[10] si utilizza l'intervento chirurgico denominato callosotomia, di carattere estremamente delicato, che si dimostra risolutivo nella maggioranza dei casi.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ D. L. Stevens and W. B. Matthews, Cryptogenic Drop Attacks: An Affliction of Women, in Br Med J., 1973, pp. 439–442..
  2. ^ a b c d Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine Pag 76, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  3. ^ Meissner I, Wiebers DO, Swanson JW, O'Fallon WM., The natural history of drop attacks, in Neurology., vol. 36, 1986, pp. 1029-34.
  4. ^ Goto F, Kunihiro T, Araki Y, Saito A, Ogawa K., [Two cases of Meniere's disease with drop attacks, in Nippon Jibiinkoka Gakkai Kaiho., maggio 2008.
  5. ^ Lipsitz, L.A, The drop attack: a common geriatric symptom, in J. Am. Geriatr, vol. 31, 1983, pp. 617-620.
  6. ^ Ozeki H, Iwasaki S, Murofushi T., Vestibular drop attack secondary to Meniere's disease results from unstable otolithic function., in Acta Otolaryngol., febbraio 2008.
  7. ^ a b Glauser T, Kluger G, Sachdeo R, Krauss G, Perdomo C, Arroyo S., Rufinamide for generalized seizures associated with Lennox-Gastaut syndrome, in Neurology., vol. 70, maggio 2008.
  8. ^ Zeiler K, Zeitlhofer J., Syncopal consciousness disorders and drop attacks from the neurologic viewpoint, in Wien Klin Wochenschr., vol. 100, 1988, pp. 93-99.
  9. ^ Dallan I, Bruschini L, Nacci A, Bignami M, Casani AP., Drop attacks and vertical vertigo after transtympanic gentamicin: diagnosis and management, in Acta Otorhinolaryngol Ital., vol. 25, dicembre 2005, pp. 370-373..
  10. ^ Kim DS, Yang KH, Kim TG, Chang JH, Chang JW, Choi JU, Lee BI., The surgical effect of callosotomy in the treatment of intractable seizure., in Yonsei Med J., vol. 45, 2004, pp. 233-240.
  11. ^ Maehara T, Shimizu H., Surgical outcome of corpus callosotomy in patients with drop attacks, in Epilepsia., vol. 42, 2001, pp. 67-71.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Sandro Bartoccioni, Terapia 2004 (following therapeutic patterns of Karolinska Sjiukhuset Stockholm), La Treggia, 2003.
  • Bruno Bergamasco, Mutani, La Neurologia di Bergamini, Torino, Libreria Cortina, 2007, ISBN 88-8239-120-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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