Aspidiotus nerii

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Cocciniglia bianca del limone
Limone infestato dalla cocciniglia bianca.jpg
Limone infestato da Aspidiotus nerii[1].
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Phylum Arthropoda
Subphylum Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Exopterygota
Subcoorte Neoptera
Superordine Paraneoptera
Sezione Rhynchotoidea
Ordine Rhynchota
Sottordine Homoptera
Sezione Sternorrhyncha
Superfamiglia Coccoidea
Famiglia Diaspididae
Genere Aspidiotus
Specie A. nerii
Nomenclatura binomiale
Aspidiotus nerii
Bouché, 1833
Sinonimi

Aspidiotus hederae
Vallot

La cocciniglia bianca del limone (Aspidiotus nerii Bouché, 1833) è un insetto fitomizo dell'ordine dei Rhynchota Homoptera Sternorrhyncha (superfamiglia Coccoidea, famiglia Diaspididae).

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

È una specie diffusa ovunque nelle aree del bacino del Mediterraneo, dove attacca gli agrumi e, in particolare il limone, ma essendo assai polifaga vive anche su altre piante, all'aperto e in serra: olivo, aucuba, edera, oleandro, palma, acacia, agave, carrubo, asparago, ecc.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È riconoscibile per il colore e la forma dei corpi (follicolo). Come in tutti i Diaspini, la femmina e le neanidi di 2ª età sono racchiuse in un follicolo, un involucro protettivo costruito con seta, cera, escrementi ed esuvie degli stadi preimmaginali precedenti. Il follicolo femminile è rotondeggiante, lungo circa 2 mm, è di colore nocciola chiaro, con esuvie di colore giallo poste al centro. Il follicolo maschile, che interessa solo la neanide di 2ª età, è più piccolo di quello femminile, di colore bianco candido e di forma leggermente ovale[2][3][4].

Ciclo biologico[modifica | modifica wikitesto]

La cocciniglia svolge nei nostri ambienti 3-4 generazioni annuali. L'Aspidiotus nerii trascorre il periodo invernale in vari stadi di sviluppo con prevalenza, però, dello stadio di femmina non fecondata.

In primavera le femmine vengono fecondate dai maschi ed inizia la deposizione delle uova (da 50 a 100 unità). Le neanidi della 1ª generazione nascono in maggio dopo 15 giorni di incubazione, abbandonano il follicolo materno e, dopo un periodo di mobilità di alcune ore, si fissano ed iniziano l'attività trofica avviando nel contempo la formazione dello scudetto protettivo.

Raggiunta la maturità, queste femmine generano la 2ª generazione, con la comparsa delle neanidi in luglio. Seguono poi la 3ª generazione, con la nascita delle neanidi in settembre, e nelle località più calde un'eventuale 4ª generazione.

Danni[modifica | modifica wikitesto]

Sugli agrumi il diaspino attacca generalmente rami, foglie e frutti, provocando un generale deperimento della pianta. La cocciniglia infesta preferibilmente la pagina inferiore delle foglie, ricoprendola talora interamente. Il danno sulle foglie, in seguito alla sottrazione dei succhi vegetali si manifesta con ingiallimenti, disseccamenti e filloptosi[5].

I danni più massicci interessano i frutti di limone sui quali è presente spesso in gran numero formando talora incrostazioni ben evidenti. I frutti colpiti stentano a crescere e perdono valore commerciale. Sui limoni, in particolare, le zone circostanti i punti di insediamento delle cocciniglie rimangono di colore verde e spiccano fortemente sul frutto maturo. Infatti, anche un lieve attacco lascia maculature circoscritte ma deturpanti sui frutti, arrecando un danno di tipo estetico con conseguente deprezzamento del prodotto.

Antagonisti[modifica | modifica wikitesto]

Questo fitofago è limitato da numerosi parassitoidi e predatori.

Fra i predatori si annoverano diversi Coleotteri Coccinellidi, quali Chilocorus bipustulatus, Exochomus quadripustulatus, Lindorus lophantae e Scymnus spp.

Fra i parassitoidi vi sono Imenotteri Calcidoidei Afelinidi come Encarsia citrina (syn. Aspidiotiphagus citrinus), e Aphytis spp. ectofagi.

Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Per il suo controllo risultano soddisfacenti i trattamenti con oli bianchi all'1-2%, alla comparsa delle neanidi mobili.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le macchioline verdi indicano il punto di insediamento dell'insetto
  2. ^ Tremblay, pp. 284-286.
  3. ^ Servadei et al., pp. 586-587.
  4. ^ Pollini ed al., pp. 426-427.
  5. ^ Filloptosi: caduta delle foglie.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Tremblay. Entomologia applicata, vol. II, pars I. 2ª ed. Napoli, Liguori Editore, 1988. ISBN 88-207-1025-0.
  • A. Pollini. Manuale di entomologia applicata. Bologna, Edagricole, 1998. ISBN 88-206-3954-8.
  • A. Servadei et alii. Entomologia generale ed applicata. Padova, Cedam, 1972.
  • G.Goidànich et alii. La difesa delle piante da frutto. Bologna, Edizioni agricole, 1990. ISBN 88-206-3076-1
  • M. Ferrari et alii. Fitopatologia, entomologia agraria e biologia applicata. Bologna, Edagricole, 2006. ISBN 88-529-0062-4.
  • G. Liotta, G. Bissanti, A. Lombardo Dinamica di Popolazione di Aspidiotus nerii Bouchè (Hom. Diaspididae) su limone in Sicilia. Palermo, 1985.
  • J. Penny, P.S. Cranston. Lineamenti di entomologia. Bologna, Zanichelli, 2006. ISBN 88-08-07039-5.
  • Gennaro Viggiani. Lotta biologica e integrata nella difesa fitosanitaria vol. I e vol. II. Napoli, Liguori Editore, 1997. ISBN 88-207-2541-X.
  • A. Pollini, I. Ponti, F.Laffi. Fitofagi delle piante da frutto. Verona, Edizioni L'informatore agrario, 1988.
  • S. Vicidomini, F. Raimo, C. Pignataro, Attacco di Aspidiotus nerii (Hom.: Diaspididae) Bouché, 1933 su Aucuba japonica (Aucubaceae) in provincia di Caserta (Campania) (PDF), in Il Naturalista Campano, n. 7, pp. 1-5, ISSN 1827-7160 (WC · ACNP). URL consultato il 10 novembre 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Agrumi: Cocciniglia bianca del limone, Assessorato all'Agricoltura e alle Attività Produttive, Regione Campania. URL consultato il 10 novembre 2008 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2009).
  • (FREN) Oleander scale, su HYPP Zoologie en ligne, INRA, Institut national de la recherche agronomique. URL consultato il 10 novembre 2008.