Arroganza

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Con arroganza (dal latino arrogantia) si definisce un senso di superiorità nei confronti di un altro soggetto, manifestato attraverso un costante disdegno e un'irritante altezzosità. Il termine ha origine giuridica: l'espressione ad rogare, in latino, indica la richiesta e l'appropriazione di ciò su cui non si possono vantare diritti.

Una persona arrogante manifesta dunque una sfacciata insolenza, con modi prepotenti e arbitrari, dovuta ad un'eccessiva presunzione di sé.

L'arroganza è molto simile alla superbia, con cui condivide il bisogno ingiustificato di avere diritti e privilegi che il soggetto in realtà non merita.

Nel diritto romano arrogare aveva invece il significato di "domandare al popolo": per esempio, l'adozione di una persona senza patria potestà richiedeva il consenso pubblico dell'intero popolo riunito.

« L'uomo nella sua arroganza si crede un'opera grande, meritevole di una creazione divina. Più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente dagli animali. »

(Charles Robert Darwin)

« L'arroganza è il peggior cappello che si possa portare in testa. Fa parte del corredo dell'ignoranza. La buona educazione è l'abito migliore delle persone intelligenti. Con essa non si fa mai brutta figura. »

(Juli Moranduzzo)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Cardini,(a cura di) La paura e l'arroganza, ed Laterza,2003
  • W.Bion,L'arroganza.in Le rabbie croniche, Bollati Boringhieri1992
  • Alistair Horne,Hybris. L'arroganza del potere e la guerra nel Novecento 2017
  • Claudio Calandra,L' arroganza del cuore,ed Falzea,2010

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