Ambra Vallo

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Ambra Vallo (Napoli, ...) è una ballerina classica italiana.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Diplomatasi in Belgio al "Ballet Royal des Flandres", ha vinto numerosi premi e concorsi internazionali di danza (Primo premio, "Luxemburg International Grand Prix"; Medaglia d'argento, Houlgate, Francia); in Italia, "Danza e danza" (Migliore ballerina, 2004), "Positano" (Premi della critica, 1991 e 2002), "Rieti" (Medaglia d'oro).

A soli diciotto anni è stata invitata da Vladimir Vassiliev come ospite dal Teatro dell'Opera di Roma, inaugurando la stagione di balletto e le sono state consegnate le chiavi del Teatro.

Già prima ballerina a diciassette anni dell'"Opéra Royal of Wallonie" e, subito dopo, del "Ballet Royal des Flandres", è stata dal 1993 "Senior soloist" e poi prima ballerina dell'English National Ballet, dove fu scelta da Rudolf Nureyev per il ruolo di Giulietta[1].

Ha danzato al Metropolitan Opera House di New York dove è stata l'etoile in una rara ricostruzione di balletti di Frederick Ashton (Ambra Vallo extraordinary per Anna Kisselgoff sul New York Times).

È dal 2001 la più nota "Principal" (Prima ballerina) del Royal Ballet con sede a Birmingham.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Alla sua prima interpretazione di Giulietta ebbe l'onore di essere nominata in palcoscenico Prima Ballerina ricevendo i complimenti personali di Lady Diana presente in sala[2].

Molto amata dal pubblico inglese: è stata definita "diamond" dal Times (Debra Crain) e "First Class Ballerina" da "The Stage" (Emma Manning). Indicata tra i mille personaggi più famosi del Regno Unito per eccezionali meriti artistici, culturali, scientifici o politici dal "Debrett's people of today".

All’Expo 2005, in Giappone, ha rappresentato l’Italia insieme a Roberto Bolle.

Nel 2009 riceve al teatro San Carlo, insieme a Gianluigi Aponte, Fabio Cannavaro ed altri "napoletani eccellenti nel mondo" il relativo premio dell'Unione industriali di Napoli dalle mani del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi[3].

Dancing Times, la principale rivista britannica di danza, le dedica la copertina di dicembre 2010[4].

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Repubblica.it
  2. ^ Repubblica.it
  3. ^ Videocomunicazioni.it
  4. ^ Dancingtimes.uk
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