Alfred von Schlieffen

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Alfred von Schlieffen
Alfred von Schlieffen.png
Il generale von Schlieffen con l'uniforme dell'Ordine dell'Aquila nera (Schwarzer Adlerorden), 1890

Capo di stato maggiore tedesco
Durata mandato 7 febbraio 1891 –
1º gennaio 1906
Monarca Guglielmo II
Capo del governo Leo von Caprivi
Chlodwig zu Hohenlohe-Schillingsfürst
Bernhard von Bülow
Predecessore Alfred von Waldersee
Successore Helmuth Johann Ludwig von Moltke

Dati generali
Università Università Humboldt di Berlino
Professione Militare
Alfred von Schlieffen
SoprannomeAlfred von Schlieffen
NascitaBerlino, 28 febbraio 1833
MorteBerlino, 4 gennaio 1913 (79 anni)
Dati militari
Paese servitoFlag of the Kingdom of Prussia (1803-1892).svg Prussia
Germania Germania
Forza armataEsercito imperiale tedesco
GradoFeldmaresciallo
GuerreGuerra franco-prussiana
InnovazioniPiano Schlieffen
Comandante diStato maggiore tedesco
DecorazioniOrdine dell'Aquila nera
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Alfred Graf von Schlieffen (Berlino, 28 febbraio 1833Berlino, 4 gennaio 1913) è stato un generale tedesco[1]. Feldmaresciallo e stratega, servì come capo di stato maggiore dell'esercito imperiale dal 1891 al 1905. È famoso per aver ideato l'omonimo piano militare concepito per sconfiggere la Francia e la Russia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Schlieffen nacque a Berlino, figlio di un ufficiale prussiano. Entrò nell'esercito nel 1854, all'età di vent'anni. Presto destinato allo Stato maggiore, partecipò alla guerra austro-prussiana del 1866, dove ricevette la nomina a capitano, e alla guerra franco-prussiana del 1870-71, come maggiore nello staff del granduca del Meclemburgo. Dal 1876 al 1884 fu comandante del reggimento Ulani della Guardia e membro dello Stato Maggiore. Nel 1884 divenne capo della sezione storica dello Stato Maggiore; nel 1888 divenne intendente generale e delegato del capo settore truppe, generale Alfred von Waldersee; nel 1891 succedette a quest'ultimo come capo di Stato Maggiore. Nel 1903 fu nominato colonnello generale.

Nel 1905 presentò il piano che da lui prese il nome. Tale piano strategico si preoccupava di evitare alla Germania di combattere una guerra su due fronti, sconfiggendo prima la Francia con una campagna fulminea, per poi rivolgersi con tutte le forze contro la Russia. Il resto della carriera lo impiegò inculcando nell'esercito le idee operative necessarie al funzionamento del suo lavoro strategico.

Il piano venne applicato nella prima guerra mondiale e, secondo il parere di molti studiosi, esso sarebbe riuscito, se non fosse stato per le modifiche, in particolare l'indebolimento dell'ala destra dello schieramento tedesco, apportate dal successore di Schlieffen, il feldmaresciallo Helmuth Johann Ludwig von Moltke. In particolare, l'eliminazione dal fronte d'attacco dei Paesi Bassi (il che non evitò alla Germania il biasimo internazionale) mise a disposizione della 1ª e 2ª Armata tedesca solo la ferrovia belga delle Ardenne; a ciò si aggiunse l'invio di rinforzi all'offensiva in Alsazia del Principe della Corona: così facendo la potenza tedesca si disperse su un fronte troppo vasto, non risultando in nessun punto preponderante.

Le conseguenze del suo piano, comunque, furono drammatiche. Un presupposto per la riuscita era la violazione della neutralità del Belgio, garantita sino ad allora dalle grandi potenze europee. Quando ciò avvenne, condusse all'entrata in guerra della Gran Bretagna e allo scatenarsi di una guerra di dimensioni europee.

Schlieffen si ritirò nel 1906 e morì a Berlino nel 1913 e si narra che le sue ultime parole siano state: «Rinforzate l'ala destra»[2].

Influenza[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene alcuni lo abbiano criticato per il suo «approccio scolastico, di mente ristretta», Schlieffen fu forse il più noto stratega del suo tempo. Le sue teorie operative erano destinate ad avere un profondo impatto sullo sviluppo della guerra di movimento nel ventesimo secolo, soprattutto per il suo lavoro di trattatista. Le sue teorie furono studiate a fondo, specie nelle accademie militari di Stati Uniti ed Europa, dopo la prima guerra mondiale.

Il generale Erich Ludendorff, un discepolo di Schlieffen e che ne applicò gli insegnamenti riguardo l'accerchiamento nella battaglia di Tannenberg, una volta lo definì «uno dei più grandi soldati della Storia». Molto tempo dopo la sua morte, nel periodo fra le due guerre mondiali, gli ufficiali dello Stato Maggiore tedesco, ed in particolare il generale Hans von Seeckt, riconobbero un debito intellettuale nei confronti delle sue teorie per lo sviluppo della dottrina del Blitzkrieg.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine supremo dell'Aquila Nera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine supremo dell'Aquila Nera
Cavaliere dell'Ordine Reale dinastico di Hohenzollern con spade - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Reale dinastico di Hohenzollern con spade
Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite
— 1870
Croce di ferro di I classe, mod. 1870 - nastrino per uniforme ordinaria Croce di ferro di I classe, mod. 1870
Croce di ferro di II classe per combattenti (mod. 1870) con barretta foglie di quercia per il 25° (1888) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di ferro di II classe per combattenti (mod. 1870) con barretta foglie di quercia per il 25° (1888)
— 1870
Cavaliere dell'Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo
Croce al merito militare di I classe (Granducato di Meclemburgo-Schwerin) - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito militare di I classe (Granducato di Meclemburgo-Schwerin)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il titolo tedesco di Graf si potrebbe tradurre come conte, non fa quindi parte integrante del nome.
  2. ^ La tregua del Natale 1914, ilpost.it, 25 dicembre 2014. URL consultato il 26 dicembre 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Capo di Stato Maggiore di Germania Successore Kaiserliche Kriegsflagge (1903).png
Alfred von Waldersee 1891 - 1905 Helmuth Johann Ludwig von Moltke
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