Albo illustrato

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Un albo illustrato

Un albo illustrato è un libro caratterizzato dall'uso di poche parole e molte figure[1]. Si rivolge a un pubblico che va dai bambini in età prescolare, grazie all'uso delle illustrazioni, fino agli adulti. L'albo illustrato è di solito il primo testo scritto che un bambino incontra. Ospita una varietà di stili, tecniche di illustrazione e scelte iconografiche. Il testo, se presente, approfondisce la storia già narrata dalle immagini.

Caratteristiche dell'albo illustrato sono la sua brevità e il fatto di essere composto da immagini e parole. Il testo può essere assente, breve, in rima, con una sola parola per pagina o con un racconto che le attraversa. Ha un ritmo rapido, ha un verso di lettura e la sequenza degli eventi è in ordine cronologico. Inoltre, il rapporto fra le parole e le immagini può essere simmetrico o ironico.

Generalmente, i libri e le pubblicazioni inseriscono immagini subordinate al testo; l'albo illustrato invece pone specifica importanza verso l'illustrazione, in quanto la pubblicazione è creata appositamente come contenitore d'immagini, in cui testo e illustrazione agiscono non come elementi semplicemente giustapposti, ma con un linguaggio omogeneo, composto di poetica pittorica e poetica letteraria integrate. Silvia Blezza Picherle e Luca Ganzerla scrivono che "con il termine picturebook (albo illustrato) il significato della storia è creato e trasmesso attraverso l'interazione delle parole e delle immagini [...] In questo libro le parti verbali e iconiche instaurano tra di loro un continuo gioco di rimandi e richiami, tanto da definire un insieme indivisibile"[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

un'edizione illustrata dell'Orbis Pictus.

Prima che l'albo illustrato divenisse una categoria editoriale evoluta in progetti destinati ai bambini, quest'ultimi hanno condiviso il destino di molti altri lettori illetterati, con fogli volanti portati da venditori nelle piazze, immagini di santi e storie popolari, oppure immagini che stavano fuori casa, su muri e soffitti di chiese e palazzi.

Una prima e fondamentale esperienza di libro illustrato pensato espressamente per i giovani è pubblicato nel XVII secolo dal pedagogista ceco Comenius, con il titolo Orbis Sensualium Pictus (1658).

Gli albi illustrati moderni sono nati in Inghilterra alla fine del XIX secolo. Tra gli autori più importanti figurano Randolph Caldecott, Walter Crane e Kate Greenaway, che curarono i primi libri illustrati destinati appositamente per i bambini delle famiglie borghesi.

Albi del Novecento considerati dei classici sono quelli degli statunitensi Leo Lionni (Piccolo blu e piccolo giallo, 1959) e Maurice Sendak (Nel paese dei mostri selvaggi, 1963).

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia gli albi illustrati fanno il loro ingresso nella seconda metà del Novecento. In precedenza, i bambini potevano osservare le immagini della vite dei santi o dei dizionari illustrati. Come riporta Antonio Faeti nel suo saggio Guardare le figure, nell'infanzia dei nostri genitori o nonni, quando in Italia gli albi non erano diffusi, i bambini trascorrevano ore sui dizionari illustrati, sui cataloghi di vendita per corrispondenza, sulle figurine allegate dal marketing oppure a sfogliare un classico della letteratura illustrato.

I libri destinati ai bambini avevano generalmente finalità didattiche o moraleggianti e non erano curati né nei contenuti né nelle immagini. Bruno Munari, negli anni quaranta del Novecento, rivolge la sua attenzione al libro per bambini, operando sperimentazioni differenti come i tagli e i buchi sulle pagine o i libri illeggibili. Egli riflette sul fatto che per il bambino un libro è prima di tutto esperienza sensoriale. Tra gli anni cinquanta e sessanta, il design si apre alla sperimentazione e alla ricerca, e si rivolge anche ai libri dell’infanzia. Un passaggio rilevante è nel 1966, quando Rosellina Archinto fonda a Milano la Emme Edizioni, contribuendo a rinnovare l’albo illustrato destinato ai bambini.

Gli albi illustrati oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nella vita di ogni giorno, ragazzi e bambini sono circondati da un mondo di immagini. Imparare a riconoscerle, analizzarle, utilizzarle è diventato uno dei bagagli conoscitivi più significativi del terzo millennio. I bambini e le bambine crescono interagendo con le immagini e gli schermi visivi ben prima di imparare a leggere. Nello sviluppo dell’età evolutiva, l’alfabetizzazione visiva precede quella verbale: la bambina o il bambino imparano a guardare e riconoscere persone, animali e oggetti prima di imparare a nominarli.

L’albo illustrato permette di sviluppare competenze di visual literacy, ovvero di capacità di leggere e interpretare criticamente testi visivi.

Gli scrittori giocano sia con le immagini e le parole all'interno del testo, ma anche con la forma delle pagine del libro. Infatti, alcuni artisti e progettisti del visivo, tra cui Munari, giocano con la cartotecnica, cioè tolgono e aggiungono parole e immagini fino a progettare libri illeggibili, le cui pagine sono fogli di carta colorata, con tagli diversi, ma senza testo né segni. Alcuni albi prevedono l'utilizzo delle mani usandole in maniera divertente e creativa.

Responsabile della unione di entrambi i linguaggi è l'illustratore, che figura col proprio nome in copertina poiché ritenuto come autore del libro o coautore quando interviene anche uno scrittore. L’illustratore non è più un artigiano dell’immagine; oggi il suo ruolo è diventato indubbiamente più complesso e articolato, non solo per quanto riguarda gli albi, ma anche nei tradizionali libri illustrati o di divulgazione scientifica e umanistica. La professionalità dell’illustratore, sin dal Novecento, si caratterizzava per l’attenzione al libro, composto da una serie di elementi non solo iconici e grafici ma anche materiali, come ad esempio il formato, la presenza di fustellature o buchi, e molteplici funzioni di ordine semantico. L'illustrazione è un'attività artistica protetta dalla legislazione sul diritto d'autore, in quanto opera creativa. L'albo illustrato è la specialità che più caratterizza l'illustratore come artista figurativo nel mondo del libro, diversamente da quanto accade con altri tipi di pubblicazioni basate fondamentalmente sul testo.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

L’albo illustrato è la prima esperienza di lettura dei bambini intorno ai 10-12 mesi; infatti i libri dedicati alla fascia 0-3 anni spesso contengono solamente immagini o poche parole descrittive; sono perciò denominati wordless picturebooks o silent book[3] e considerati “giocattoli istruttivi”[4], nonostante ne sia riconosciuta l’importanza per lo sviluppo dell’immaginazione e la stimolazione alla verbalizzazione attraverso la figura dell’adulto mediatore[5].

Oggetti ludici che invitano il bambino all’esplorazione ed alla scoperta diretta ed inclusi all’interno dei lavori di fiction e non-fiction: libri di stoffa, da colorare, musicali, pop-up e con i buchi. In particolare quest’ultimi sono albi caratterizzati da fustellature attraverso cui da una pagina si può scorgere la seguente, anticipando i dettagli della storia e suscitando così la curiosità nel lettore che riuscirà a prevedere quanto accadrà in seguito, sviluppando inoltre la capacità di astrazione, l’autostima e la percezione di sé.

A partire dagli anni sessanta vengono pubblicati numerosi silent book che non contengono solamente nomi o azioni, ma suoni onomatopeici e contrasti fra grandezze, colori, quantità.

Questa tipologia di libri rappresenta solitamente oggetti vicini all’ambiente del bambino, come gli animali, oppure appartenenti a categorie astratte, quali forme, numeri, lettere, in accordo con l'idea che i prototipi siano fondamentali per la categorizzazione della realtà[6]. Albi che cercano in tal modo di consolidare il rapporto tra forma o parola e concetto sono definiti concept book, in quanto rappresentano oggetti della stessa categoria, come nel caso dell'ABC di Munari o di grandi libri cartonati come Il grande libro delle figure e delle parole (2011) dell'autore tedesco Ole Könnecke. Fondamentale nella narrazione di queste storie è la presenza del climax e riferimenti affettivi che, oltre a definire scopi, cause ed effetti delle azioni, coinvolgono emotivamente il lettore[7].

È stata rilevata scientificamente l’importanza della lettura sin dai primissimi anni dell’infanzia per la precoce acquisizione di competenze narrative: introduzione al principio di sequenzialità fondamentale per la comprensione di un testo, rilevazione del rapporto tra le immagini, abilità nella produzione di immagini mentali degli oggetti[5].

Lo sviluppo della capacità attentiva è, invece, stimolato in particolare dai wimmelbooks[8], libri silenziosi, per lo più cartonati, caratterizzati da rappresentazioni di scenari quotidiani in contesti paesaggistici come la città o la campagna, così ricchi di dettagli da dar luogo ad una lettura infinita alla scoperta di sempre nuovi particolari. Tra i più noti si ricordano quelli di Rotraut Susanne Berner (illustratrice tedesca nata nel 1948 a Stoccarda), le cui immagini hanno spesso una struttura ricorsiva: ambienti naturali, città, ma anche spazi interni delle case private aperte con la parete rivolta verso il lettore, in modo che questi possa guardare al suo interno, come davanti ad una casa delle bambole. Poiché tali albi sono privi di linee guida che aiutino il lettore a soffermarsi su determinati dettagli piuttosto che altri, l’interazione tra adulti e bambini nella lettura di tali immagini può essere molto differente e per questa ragione Beckett parla di crossover, una lettura possibile per ogni età.

Questo tipo di libri facilita anche la creazione di ponti fra le lingue e lettori diversi, ed un importante punto di riferimento a tal proposito è la mostra itinerante Silent book. Destinazione Lampedusa, che si svolge in tutto il mondo e fa convergere verso Lampedusa libri senza parole; l'iniziativa è inserita nel progetto di cooperazione internazionale Silent Books, from the world to Lampedusa and back, promosso a partire dal 2012 dalla sezione italiana di IBBY (International Board on Books for Young People) allo scopo di contrastare l’emarginazione di comunità multietniche in viaggio.

L’utilizzo di questi libri speciali promuove il diritto alla lettura per tutti, mettendo in comunicazione bambini appartenenti a lingue e culture differenti: le immagini permettono il superamento delle barriere linguistiche ed ognuno di loro può sentirsi libero di interpretare la storia a modo proprio, senza essere escluso in quanto membro di una minoranza linguistica; la lettura è intesa, in queste esperienze, come luogo di incontro con l’altro e primo tassello per la creazione di una comunità[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Terrusi, risvolto di copertina.
  2. ^ Narrativa illustrata. Proviamo a metterci ordine, Il Pepe Verde, 2012).
  3. ^ a b Lorenzo Cantatore, Primo: Leggere, Edizione Conoscenza, Roma, 2018.
  4. ^ Apseloff M., Book for Babies: Learning Toys or Pre-Literature? in "Children's Literature Association Quarterly", 12, pp. 63-6., 1997ª ed..
  5. ^ a b Kümmerling Meibauer B., Emergent Literacy. Children's Books from 0 to 3, Philadelphia, Benjamins Publishing Company, 2011.
  6. ^ Gelman S., Early Conceptual Development, in K. McCartney, D.Phillips, Blackwell Hand-Book of Early Childhood Development, Blackwell, Malden (MA), 2006.
  7. ^ Cardarello, Storie facili storie difficili. Valutare i libri per bambini, Edizioni Junior, Reggio Emilia, 2004.
  8. ^ Dal tedesco Wimmelbuch, in italiano traducibile come "libro formichiere".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Cantatore, Primo: Leggere, Edizioni Conoscenza, Roma, 2008, ISBN 978-88-99900-17-5
  • S. Barsotti e L.Cantatore, Letteratura per l’infanzia. Forme, temi e simboli del contemporaneo, Carocci, 2019, p. 440, ISBN 978-88-430-9863-7.
  • M. Terrusi, Albi illustrati: leggere, guardare, nominare il mondo nei libri per l’infanzia, Roma, Carocci, 2012, ISBN 978-88-430-6321-5.
  • W. Fochesato, Libri illustrati: come sceglierli?, Milano, Mondadori, 2000, ISBN 978-88-04-47553-8.
  • L. Farina, (a cura di), La casa delle meraviglie: la Emme Edizioni di Rosellina Archinto, Milano, Topipittori, 2013, ISBN 978-88-98523-05-4.
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