al-Amir bi-ahkam Allah

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Dinar coniato sotto al-Amir nel 1118

al-Āmir bi-aḥkām Allāh (Arabo الآمر بأحكام الله; 10961130) è stato Imam/Califfo fatimide e 20º Imam dei Musta'liani.

Abū ʿAlī Manṣūr ibn Aḥmad, il cui laqab era al-Āmir bi-aḥkām Allāh (Colui che comanda per disposizioni di Dio), fu il 10º Imam/Califfo fatimide dal 1101 al 1130, riconosciuto come il 20° Imam dal movimento scismatico sciita ismailita mustaʿliano.

Come suo padre al-Mustaʿlī (1094–1101), al-Āmir era sotto la reggenza del potente wāṣita militare al-Afḍal b. Badr al-Jamālī (1094–1121) ed ebbe poche possibilità d'incidere sull'andamento della politica dell'impero di cui era il massimo esponente. Tuttavia, dopo il rovesciamento di al-Afḍal nel 1121 assunse progressivamente il controllo della complessa macchina amministrativa e militare dell'Imamato.

Il suo regno fu nondimeno caratterizzato dalla perdita di Tiro ad opera dei Crociati, mentre non si riusciva a comporre lo scisma che aveva contrapposto i Nizariti ai Mustaʿliani. Il conflitto anzi portò all'assassinio di al-Āmir nel 1130.

La sua morte accentuò il disordine istituzionale (ma anche economico-finanziario) in cui era piombato lo Stato, con la contrapposizione tra al-Hafiz, cugino di al-Āmir, giunto al potere, e i Ṭayyibī, che si richiamavano ad Abu l-Qasim Tayyib, il figlio di 4 anni di al-Āmir, considerato dai suoi seguaci il legittimo pretendente al trono fatimide.

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Controllo di autoritàVIAF (EN49085071 · ISNI (EN0000 0000 5484 2255 · LCCN (ENnr91031519 · WorldCat Identities (ENnr91-031519
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