Nizar al-Mustafa li-din Allah

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nizār al-Muṣṭafā li-Dīn Allāh (in arabo: نزار المصطفى لدين الله‎; Il Cairo, 26 settembre 1045Il Cairo, 1097) è stato il nono Imam fatimide.

Abū Manṣūr Nizār al-Muṣṭafā li-Dīn Allāh è stato anche il 19º Imam ismailita.

A seguito della morte del padre, al-Mustanṣir bi-llāh, fu deposto da suo fratello Aḥmad al-Mustaʿlī. Riparò allora ad Alessandria d'Egitto, dove insorse contro al-Mustaʿlī con l'appoggio del locale governatore, il turco Naṣr al-Dawla Aftighīn, e della popolazione.

A un iniziale successo seguì la replica del vizir militare al-Afḍal Shāhanshāh, che assediò con successo Alessandria e prese prigioniero Nizār. Portato al Cairo, Nizār fu murato vivo dal fratello, secondo un antico accorgimento mirante a non lasciare ferite o segni di percosse sul cadavere di chi veniva giustiziato, dando modo all'ipocrisia del mandante e delle prone autorità religiose di attestare una morte naturale, quindi non perseguibile né sanzionabile.

L'insurrezione di Nizār non finì tuttavia con lui, dal momento che suo figlio, al-Hādī ibn Nizār, riuscì a fuggire ad Alamūt coi suoi seguaci, mantenendo in vita l'Imamato paterno tra quelle aspre montagne persiane.

La sua figura (considerata immortale e destinata a tornare visibile al mondo come Mahdi) servì a costituire il nuovo gruppo chiamato al-daʿwa al-jadīda ("Nuova propaganda"), contrapposta al gruppo dei Musta'liani, definito al-daʿwa al-qadīma ("Antica propaganda"), divenuti meglio noti in seguito, rispettivamente col nome di Khoja e Bohora.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Farhad Daftary, A Short History of the Ismailis, Edinmburgo, Edinburgh University Press, 1996 (trad. ital. Gli Ismailiti - Storia di una comunità musulmana, trad. di A. Straface, Venezia, Marsilio, 2011).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]