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al-'Adid

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Al-ʿĀḍid (in arabo: أبو محمد "العاضد لدين الله" عبد الله بن يوسف بن الحافظ‎, Abū Muḥammad al-ʿĀḍid li-dīn Allāh, ʿAbd Allāh ibn Yūsuf al-Ḥāfiẓ), figlio di al-Zafir, succedette al fratello al-Fa'iz e fu il quattordicesimo e ultimo Imam fatimide. Morì senza lasciare alcun erede maschio in grado di succedergli.

Regnò dal 1160 al 1171 e, dopo la sua morte nel novembre del 1171, Saladino[1] dichiarò estinta la dinastia fatimide, annetté formalmente i domini già fatimidi ai possedimenti del suo signore zengide Norandino e ordinò che la khuṭba della salat di mezzogiorno (ṣalāt al-ẓuhr) nelle moschee fosse ovunque fatta da quel momento in onore e riconoscimento del Califfo abbaside di Baghdad, riportando così al sunnismo l'Egitto e la Siria dopo oltre due secoli e mezzo di dominio fatimide.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Che operava da wāsiṭa fatimide, dopo essere arrivato con lo zio Shirkuh al seguito dell'esercito zengide, che sconfisse le armate fatimidi. Succeduto a Shirkuh (deceduto improvvisamente), i Fatimidi non ebbero altra possibilità se non quella di affidargli tutto il potere, pur di conservare la nominale legittimità del supremo potere alla dinastia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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