Ad occhi chiusi (romanzo)

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Ad occhi chiusi
AutoreGianrico Carofiglio
1ª ed. originale2003
Genereromanzo
Sottogeneregiallo
Lingua originale italiano
AmbientazioneBari e Puglia, 2001/02
ProtagonistiGuido Guerrieri: avvocato
AntagonistiAvvocato Dellisanti
Altri personaggisuor Claudia, una monaca esperta di arti marziali
Martina Fumai, la vittima
Margherita, la compagna e vicina di casa di Guerrieri
SerieI casi dell'avvocato Guerrieri
Preceduto daTestimone inconsapevole
Seguito daRagionevoli dubbi

Ad occhi chiusi è un romanzo giallo scritto da Gianrico Carofiglio e pubblicato da Sellerio nel 2003.

Il romanzo, seconda opera narrativa pubblicata dall'autore, è un giallo giudiziario, basato sull'evoluzione di un processo penale osservato dal punto di vista dell'avvocato, il protagonista Guido Guerrieri, già apparso nel primo libro di Carofiglio, Testimone inconsapevole. Entrambi i titoli, insieme al terzo libro della serie, sono pubblicati anche nella raccolta I casi dell'avvocato Guerrieri (Sellerio, 2007). Sono usciti altri due seguiti: Le perfezioni provvisorie (Sellerio, 2010) e La regola dell'equilibrio, pubblicato da Einaudi nel 2014. Ad occhi chiusi è stato tradotto in Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania Giappone e Olanda. [1]

Come in altri libri di Carofiglio, la trama principale è intercalata da molte piccole sottostorie. L'avvocato Guerrieri rappresenta la parte civile nel processo al figlio di un noto magistrato di Bari. L'uomo è accusato di maltrattamenti e persecuzioni nei confronti della giovane Martina Fumai, sua ex convivente. Martina vive in una comunità che ospita giovani donne vittime di maltrattamenti. La comunità è presieduta da suor Claudia, una giovane di poche parole, esperta di arti marziali e che non si veste da suora.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Guido Guerrieri accetta l'incarico, rifiutato da altri colleghi, di costituirsi parte civile per Martina Fumai, che accusa di maltrattamenti e persecuzioni (stalking, come Guerrieri leggerà in un libro) l'ex convivente Gianluca Scianatico, medico appartenente alla Bari bene. Scianatico è figlio di Ernesto, chiacchierato e potente presidente di Corte d'Appello: è per non inimicarselo, che gli altri avvocati hanno rinunciato all'incarico.

Martina, per sfuggire alle persecuzioni di Scianatico, vive in una comunità protetta (Safe Shelter) gestita da suor Claudia, una suora giovane e carina dall'aspetto moderno e sportivo, che è anche insegnante di boxe cinese: Guerrieri, praticante di pugilato, assisterà a una lezione da cui resterà impressionato.

Martina nel passato è stata affetta da problemi psichiatrici (depressione e anoressia, seguiti a difficoltà nello studio universitario) e la difesa di Scianatico, sostenuta dal prestigioso e temuto avvocato Dellisanti, decide di giocare su questo aspetto per screditarla: infatti il processo si basa prevalentemente sulle accuse di Martina.

La prima udienza preliminare (pubblico ministero è Alessandra Mantovani, amica di Guerrieri) si trasforma in una gazzarra tra i due avvocati, incentrata sull'opportunità (poi ammessa dal giudice Cosimo Caldarola) di ammettere una perizia psichiatrica su Martina. Guerrieri durante l'udienza ha la sensazione di uno strano comportamento da parte del giudice.

Nei giorni in cui inizia il processo Guerrieri rimane colpito dal suicidio di Emilio, un vecchio e caro amico che aveva casualmente rivisto dopo molti anni e che si toglie la vita a causa della morte per malattia della moglie.

La Mantovani decide di trasferirsi a Palermo: questo fa sentire a Guerrieri il tempo che passa e la propria incapacità di decidere della propria vita: «Mi sentii triste e vecchio. Mi sentii come uno che guarda passare il tempo; come uno che guarda gli altri che cambiano, bene o male diventano grandi, se ne vanno. Fanno delle scelte. Mentre lui rimane sempre nello stesso posto, a fare le stesse cose, lasciando che sia il caso a decidere per lui. Uno che guarda passare la vita.»

Durante il processo, Guerrieri riesce a far perdere la calma a Scianatico: per dimostrare la sua inattendibilità, lo costringe ad ammettere rapporti sadomasochistici tra lui e Martina, dicendo che sono registrati su una videocassetta (i due avevano veramente registrato i loro rapporti, ma la videocassetta è solo un trucco e contiene in realtà un film registrato dallo stesso Guerrieri).

Scianatico perde la ragione: aggredisce Martina e la picchia fino ad ucciderla, poi si barrica in casa di Martina e si convince ad aprire solo a suor Claudia, ma questa appena entrata lo aggredisce con la boxe cinese e quasi lo uccide, prima che entri anche la polizia. L'aggressione di Claudia viene poi fatta passare come legittima difesa.

Claudia racconta la sua storia a Guerrieri. Non è una suora. Da bambina era stata violentata dal padre, che poi ha ucciso per difendere la sorellina che stava per subire la sua stessa sorte. Ha passato qualche anno in riformatorio, dove una vera suora (Caterina), giovane e sportiva come ora appare Claudia, la seguiva e, su richiesta di Claudia, che in realtà si chiama Angela, le ha inventato un secondo nome (quello della propria madre). Uscita dal riformatorio, Claudia si è inserita nell'associazione di cui ora dirige una sezione, facendosi passare per suora senza che nessuno facesse controlli, raccontando che il suo ordine non obbliga a portare il velo (come è vero ad esempio per le Francescane Minori, ordine di suor Caterina).

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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