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Abd al-Ilah ibn Ali al-Hashimi

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ʿAbd al-Ilāh b. ʿAlī al-Hāshimī
Prince Abdul Ilah of Iraq at Mount Vernon.jpg
Il Principe ʿAbd al-Ilāh dell'Iraq a Mount Vernon.
Principe Ereditario del Hijaz
Nome completo ʿAbd al-Ilāh b. ʿAlī al-Hāshimī
Nascita Ta'if, Bagdad, 14 novembre 1913
Morte Baghdad, Iraq, 14 luglio 1958 (44 anni)
Casa reale Hascemiti
Padre ʿAlī b. Husayn
Madre Nafissa Khanum
Consorte Melek Khanum
Faiza Khanum
Hiyam Abdullah
Religione Islam
ʿAbd al-Ilāh b. ʿAlī al-Hāshimī

ʿAbd al-Ilāh b. ʿAlī al-Hāshimī (in arabo: عبد الإله بن علي الهاشمي‎, talora scritto Abdul Ilah; Ta'if, 14 novembre 1913Baghdad, 14 luglio 1958) è stato un politico iracheno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di stirpe hascemita, fu cugino e cognato di Ghāzī, re dell'Iraq, e Reggente (in arabo: الوصي على عرش‎, al-Waṣī ʿalā ʿirsh) per conto di re Fayṣal II dal 4 aprile 1939 al 2 maggio 1953, quando Fayṣal divenne maggiorenne.[1] Ebbe anche il titolo di Principe reale d'Iraq dal 1943.

Figlio di re ʿAlī b. Husayn del Ḥijāz, fratello maggiore di re Fayṣal dell'Iraq, al momento in cui suo padre fu detronizzato da ʿAbd al-ʿAzīz b. ʿAbd al-Raḥmān b. Saʿūd (che dette così vita al Regno dell'Arabia Saudita) si trasferì in Egitto col resto della famiglia.
Tornato in Iraq, assunse il suo ufficio di Reggente alla morte di Ghāzī in un incidente automobilistico ma fu deposto nel 1941 per breve periodo dal Primo ministro Rashīd ʿAlī al-Kaylānī, che aveva partecipato al colpo di Stato militare ostile alla Gran Bretagna e, di conseguenza, favorevole all'Asse nel 1941, in piena II guerra mondiale. Fu però reintegrato nel suo alto ufficio da Londra allorché l'esercito britannico ebbe ragione della resistenza dell'assai più debole esercito iracheno nel mese di maggio dello stesso 1941.

ʿAbd al-Ilāh lasciò la Reggenza nel 1953, quando Fayṣal II diventò maggiorenne ma continuò ad essere il più stretto consigliere del giovane re e un convinto sostenitore di una politica decisamente filo-britannica. Fu ucciso, con la maggior parte della famiglia reale e con lo stesso sovrano, il 14 luglio 1958, in un colpo di Stato militare condotto dal gen. ʿAbd al-Karīm Qāsim che mise fine alla monarchia hascemita irachena.

Onorificenze[2][modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze irachene[modifica | modifica wikitesto]

Gran Collare dell'Ordine degli Hashemiti - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine degli Hashemiti
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Faysal I - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Faysal I
Cavaliere di I Classe dell'Ordine dei due fiumi - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine dei due fiumi

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce onorario dell'ordine dei Santi Michele e Giorgio (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce onorario dell'ordine dei Santi Michele e Giorgio (Regno Unito)
— 6 maggio 1942
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito)
— 10 novembre 1943
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Polonia restituta - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Polonia restituta
— 27 novembre 1943
Comandante in Capo della Legion of Merit (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Comandante in Capo della Legion of Merit (Stati Uniti)
— 1º giugno 1945
Cavaliere di Classe speciale dell'Ordine delle Nubi propizie (Taiwan) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Classe speciale dell'Ordine delle Nubi propizie (Taiwan)
— 1945
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— 1947
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
— 1947
Gran Cordone dell'Ordine dei Pahlavi (Impero d'Iran) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine dei Pahlavi (Impero d'Iran)
— 14 giugno 1949
Collare dell'Ordine di Hussein ibn' Ali (Giordania) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Hussein ibn' Ali (Giordania)
— 1949
Medaglia dell'Incoronazione di Faysal II (Regno d'Iraq) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Incoronazione di Faysal II (Regno d'Iraq)
— 2 maggio 1953
Medaglia dell'Incoronazione di Elisabetta II (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Incoronazione di Elisabetta II (Regno Unito)
— 2 giugno 1953
Cavaliere di Gran Croce dell'ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
— 25 aprile 1953
Membro di Classe Eccezionale dell'Ordine della Sovranità (Marocco) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di Classe Eccezionale dell'Ordine della Sovranità (Marocco)
— 25 maggio 1956
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
— 16 luglio 1956
Gran Cordone dell'Ordine del Crisantemo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine del Crisantemo
— 8 novembre 1957
Membro di I Classe dell'Ordine del Re Abd al-Aziz (Arabia Saudita) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine del Re Abd al-Aziz (Arabia Saudita)
— 2 dicembre 1957
Gran Cordone dell'Ordine Supremo del Rinascimento (Giordania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine Supremo del Rinascimento (Giordania)
Gran Cordone dell'Ordine dell'Indipendenza (Giordania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine dell'Indipendenza (Giordania)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lemma «ʿAbd al-Ilāh», su: Encyclopedia Britannica, 15ª ediz., Volume I: A-Ak - Bayes, Chicago, 2010, p. 14. isbn=978-1-59339-837-8.
  2. ^ Royal Ark

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Churchill, Winston, La Seconda Guerra Mondiale: parte III: "La Grande Alleanza", cap. 14: "La rivolta in Iraq", trad. Arturo Barone, Mondadori, Milano, I ed. 1950.

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