Voto di povertà

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San Francesco ha dato un grande impulso alla pratica del voto di povertà.

Il voto di povertà è, nella religione cattolica e in altre forme di cristianesimo, la scelta volontaria dello stato di povertà, confermata dal voto a Dio di conservarsi in tale stato per tutta la vita come mezzo alla propria perfezione spirituale; è uno dei tre Consigli evangelici.

Il voto di povertà è proprio della vita religiosa e comporta l'obbligo dei religiosi che lo hanno emesso a non avere niente di proprio.

Normalmente chi emette voto di povertà professa ugualmente il voto di obbedienza ed il voto di castità.[senza fonte]

Forme del voto di povertà[modifica | modifica sorgente]

Il voto di povertà può essere:

  • solenne. In tal caso fa perdere a chi lo emette in perpetuo ogni diritto di proprietà e ogni altro diritto reale sulle cose temporali che prima dell'emissione del voto erano in suo possesso.
  • semplice. Chi invece emette il voto di povertà semplice non perde la proprietà dei beni che aveva prima della professione dei voti e neppure la capacità di acquistarne altri, ma ne fa dipendere il possesso e l'usufrutto dalla volontà del suo superiore.

Storia del Voto di povertà[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi tentazioni di Gesù.

Esempio di Gesù Cristo[modifica | modifica sorgente]

I vangeli ci presentano la figura di Gesù Cristo povero. Nel Vangelo di Matteo leggiamo, ad esempio:

« Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo. »   (Matteo 8,20)

Gesù propone come prima beatitudine quella riguardante la povertà.

« Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. »   (Matteo 5,3)

E doveroso sottolineare che l'espressione "poveri in spirito" è ritenuto spesso riferirsi non alla povertà materiale, ma a quella spirituale.

Nei secoli[modifica | modifica sorgente]

I cristiani hanno sempre cercato di seguire l'esempio e l'insegnamento di Gesù Cristo. In particolare fin dai primi secoli molti hanno fatto una scelta dichiarata di povertà. Con l'organizzarsi della vita religiosa e con la nascita dei voti religiosi il voto di povertà è sempre stato presente.

Particolare impulso al voto è stato dato dalla figura e dalle scelte di san Francesco d'Assisi. L'ordine religioso da lui fondato si inserisce nel più grande alveo degli ordini mendicanti.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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