VLT Survey Telescope

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VLT Survey Telescope

VLT Survey Telescope eso1119c.jpg
VLT Survey Telescope

Osservatorio Osservatorio del Paranal
Ente INAF VSTceN - ESO
Stato Cile Cile
Localizzazione Cerro Paranal
Altitudine 2 600 m s.l.m.
Caratteristiche tecniche
Tipo Telescopio riflettore
Lunghezza d'onda UV, Ottico, infrarosso vicino
Diametro primario 2,6 m
Risoluzione angolare 0,216 arcsec/pixel
Distanza focale 14 416 mm
Montatura altazimutale
Sito ufficiale

Il telescopio VST (VLT Survey Telescope) è l'oggetto di una cooperazione nata nel 1997 tra l'OAC (Osservatorio Astronomico di Capodimonte[1] e l'ESO (European Southern Observatory[2]). L'OAC è uno degli Istituti afferenti all'INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica[3]), che dal novembre del 2005 ha istituito un organo apposito per la gestione di tutto il progetto, sia in termini tecnologici che scientifici, denominato VSTceN (Centro VST a Napoli[4]), con sede presso l'OAC, fondato e diretto dal prof. Massimo Capaccioli. La realizzazione del VST è ufficialmente regolata da un MoU (Memorandum of Understanding), approvato dall'ESO Council nel giugno 1998, che prevede la responsabilità della realizzazione ed installazione in sito del telescopio a carico dell'INAF - VSTceN. Successivamente alla fase di commissione, gestita e condotta in stretta collaborazione tra ESO e VSTceN, l'ESO si occuperà della sua gestione e manutenzione. A cura dell'ESO sono state inoltre realizzate le opere civili e la cupola presso il sito finale. Il 6 dicembre 2012 è stato presentato a Napolipresso l'Osservatorio Astronomico di Capodimonte.[5]

Caratteristiche e obiettivi[modifica | modifica sorgente]

Il VST è un telescopio alt-azimutale di ricognizione a grande campo, con un'apertura di 2,6 metri che è stato installato e reso operativo nel 2007 presso l'Osservatorio ESO di Cerro Paranal, in Cile, considerato il miglior sito astronomico al mondo, nella stessa area in cui è operativo il VLT (Very Large Telescope).

Edificio del VST tra i telescopi del VLT

Con un FOV (Field Of View, angolo di campo) di un grado quadrato, il suo scopo scientifico primario è fornire uno strumento di formazioni delle immagini a grande campo per l'esplorazione a largo raggio dell'Universo visibile dall'emisfero australe, al fine di identificare i soggetti più interessanti, da ingrandire con il VLT. Il telescopio ospiterà subito al suo fuoco Cassegrain una camera di imaging a grande campo, denominata OmegaCAM[6], composta da un mosaico di 32 2Kx4K CCD, frutto di un consorzio internazionale fra Olanda, Germania, Italia ed ESO. Grazie a questo strumento di piano focale, a dispetto delle dimensioni del campo di vista, il VST è in grado di garantire un'ottima risoluzione angolare (scala di 0,216 arcsec/pixel), mediante la quale potrà condurre osservazioni in modalità stand-alone in tutta la banda spettrale compresa tra UV ed I.

Performance del VST

Usato in combinazione con il VLT, il VST sarà in grado di fornire alla comunità astronomica mondiale uno strumento di eccellenza con cui perseguire e raggiungere le frontiere della conoscenza nel campo dell'astrofisica ottica da terra con un'altissima risoluzione spaziale. Per questo motivo, sin dalle prime fase di progettazione, il telescopio è stato soggetto ad un'attenta e puntuale analisi di tutte le sue componenti, in modo da garantire la produzione di immagini stabili ad alta definizione.

VST presso la sede d'integrazione in Italia

La strumentazione[modifica | modifica sorgente]

Particolare cura è stata dedicata alle soluzioni di ottica attiva implementate ed in corso di ulteriore raffinamento sul telescopio. Il sottile specchio primario (spesso 14 cm) è infatti dotato di una rete di attuatori (84 assiali sotto la superficie e 24 radiali disposti lateralmente) in grado di correggere localmente la superficie ottica, mentre lo specchio secondario è controllato attivamente da una doppia piattaforma deformabile (hexapod) in grado di inclinare lo specchio durante l'esposizione, mantenendo inalterate le prestazioni ottiche e correggendo gli effetti di deformazione indotti dal gradiente termico e dalle componenti gravitazionali sulla struttura ottico-meccanica. Il sistema di controllo attivo è dotato di un sensore di fronte d'onda (Shack-Hartmann), montato sotto la cella del primario insieme al sistema locale di guida, in grado di fornire il feedback di correzione delle ottiche. Tale sistema rende autonomo, da parte del telescopio, il controllo della guida e delle ottiche. A regime è comunque previsto l'utilizzo di un sensore di guida e di fronte d'onda inglobato nello strumento di piano focale.

Il sistema di inseguimento degli assi principali (AZ, Azimuth dotato di una rete di pattini idrostatici attivi, ALT, Altitude e ROT, derotatore di campo) è in grado di garantire una precisione di posizionamento e inseguimento del bersaglio celeste con un errore massimo di 0,05 secondi d'arco R.M.S. ed è stato già testato, con pieno successo, presso la sede d'integrazione in Italia del telescopio (azienda meccanica Mecsud di Scafati, Napoli), in cui il gruppo di ricercatori INAF è stato messo in grado di montare e provare tutte le parti meccaniche, elettriche, elettroniche e software dello strumento.

Presso la cella del primario è installato uno strumento in grado di modificare la configurazione ottica del telescopio, passando da un correttore composto da un doppio sistema di lenti all'ADC (Correttore di Dispersione Atmosferica) formato da una coppia di prismi controrotanti, potenzialmente in grado di correggere il fenomeno di dispersione ottica, dovuto alla variazione della massa d'aria indotto dal cambiamento, durante l'esposizione, dell'angolo dell'asse di ALT.

L'integrazione presso l'Osservatorio ESO (European Southern Observatory) di Cerro Paranal[modifica | modifica sorgente]

Terminata la fase d'integrazione e verifica funzionale in Italia, il telescopio è stato spedito ed installato al Cerro Paranal. La partenza del primo lotto (sistemi assi principali) è avvenuta a luglio 2007 e la messa in opera con i primi test di funzionalità è stata completata con pieno successo in aprile 2008. Il completamento dell'installazione e messa in opera di tutto il telescopio prima del terremoto era previsto per la primavera del 2010.

Immagini del telescopio a fine integrazione in sito (Cile)

Il team VST a Cerro Paranal

Alcune fasi durante l'integrazione

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ INAF-OAC » homepage …
  2. ^ ESO
  3. ^ Home Page — Sito Web INAF
  4. ^ VSTceN Portal | VLT Survey Telescope Center at Naples Web Portal
  5. ^ In Cile telescopio realizzato in Italia - Scienza e Medicina - ANSA.it
  6. ^ OmegaCAM - home page

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Sito ufficiale del progetto

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