Ukaz

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Esempio di un moderno ucase riguardo alla nomina di un ambasciatore.

Un ukaz (in russo: указ? ascolta[?·info], al plurale: указы, ukazy; spesso reso in italiano anche con ukaze o ukase [yoōˈkās][1], via la mediazione del francese oukase) nella Russia Imperiale era un dettame dello zar, del governo o di un leader religioso (patriarca) che aveva forza di legge. Un esempio è l'ukaz di Ems con il quale fu proibito l'uso della lingua ucraina nella stampa. Il suo impiego lo rendeva simile all'editto o al decreto del Diritto romano.

Dopo la Rivoluzione Russa, un dettame governativo teso a regolare un'ampia materia era chiamato "decreto" (Russo: декрет, dekret); mentre uno più specifico ukaz. Entrambi i termini sono traducibili con 'decreto'.

La Costituzione della Federazione Russa del 1993, definisce l'ukaz come un Decreto presidenziale che ha forza di legge, ma che non può modificare leggi già esistenti e che decade qualora venga approvata una legge alla Duma che disciplina il medesimo oggetto.

Per l'imperiosità di questo tipo di decreto, il termine ukase viene talvolta usato in italiano per significare un ordine perentorio, che non ammette repliche.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ukase in The Oxford American College Dictionary, Oxford, Oxford University Press, 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Richard Pipes. La Russia. Potere e società dal Medioevo alla dissoluzione dell'ancien régime, Milano, Leonardo editore, 1992. ISBN 88-355-0136-9.
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