Terremoto dello Yushu del 2010

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Terremoto di Yushu del 2010
Luogo dell'epicentro
Luogo dell'epicentro
Data 13 aprile 2010
Ora 23:49:37 (UTC)
Magnitudo momento 6,9 (7,1 magnitudo delle onde superficiali)
Profondità 10 km
Epicentro Cina, provincia di Qinghai
Nazioni colpite Cina Cina
Vittime 2.698 morti confermati[1][2]
12.135 feriti
270 dispersi

Il terremoto del Yushu del 2010 è stato un evento sismico verificatosi nella prefettura autonoma tibetana di Yushu, nella provincia del Qinghai in Cina, il 14 aprile 2010 alle ore 7:49 locali (23:49 del 13 aprile UTC), con una magnitudo di 6,9 Mw[3] (USGS) oppure di 7,1 Ms (Agenzia Nuova Cina).

Geologia[modifica | modifica sorgente]

La regione del Qinghai giace sulla parte nordorientale della placca tibetana, formatasi a causa della collisione tra la placca indiana e quella euroasiatica. Il terremoto si è verificato nella faglia di Yunshu, a circa 300 km a sud della faglia di Kunlun. La faglia di Yunshu fa parte del sistema di faglie di Xianshuihe, uno dei più attivi nella zona del Tibet orientale.

Scosse di Assestamento[modifica | modifica sorgente]

Al terremoto iniziale sono seguite molte scosse di assestamento, quattro delle quali con magnitudo superiore a 5 Mw, inclusa una di ben 5,8 Mw.

Danni e Vittime[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'Agenzia Nuova Cina 2 698 persone sarebbero rimaste uccise, mentre 270 sarebbero i dispersi e 12 135 i feriti, di cui 1 434 in modo grave[2]. L'epicentro del sisma è stato calcolato nei pressi della città di Gyêgu, non molto lontano dal confine cinese col Tibet. La regione colpita è diffusamente popolata e si trova sulla placca tibetana, regolarmente colpita da terremoti.

A causa della natura franosa del terreno, molte infrastrutture sono andate distrutte; i primi soccorsi sono arrivati dall'Esercito Popolare di Liberazione che stanzionava nella regione del Tibet. Nella prefettura di Yushu sono crollate undici edifici scolastici. Più dell'85% degli edifici di Gyegu, costruiti in legno, sono andati distrutti, lasciando intrappolate tra le macerie centinaia di persone.

Reazioni[modifica | modifica sorgente]

Il presidente cinese Hu Jintao e il premier Wen Jiabao hanno invito tutti i soccorsi necessari nella zona colpita dal sisma, il vice premier Hui Liangyu si è, invece, recato personalmente nella regione. Molte nazioni e organizzazioni hanno espresso le proprie condoglianze e hanno fatto sapere di essere disposte a offrire assistenza se necessario. Il premier Wen Jiabao è arrivato a Yushi il 15 aprile, posticipando il suo viaggio nel sudest asiatico.

La Croce Rossa Americana ha inviato 50.000 dollari come somma iniziale per aiutare le famiglie della provincia di Qinghai.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Death toll in Qinghai quake hits 2,698
  2. ^ a b China to mourn quake dead, public entertainment to be suspended in Agenzia Nuova Cina, 20 aprile 2010. URL consultato il 20 aprile 2010.
  3. ^ (EN) La pagina del sisma sul sito dell'USGS

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Catastrofi Portale Catastrofi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Catastrofi