Scienza della logica

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Scienza della logica
Titolo originale Wissenschaft der Logik
Hegel 038.jpg
ritratto di Hegel
Autore Georg Wilhelm Friedrich Hegel
1ª ed. originale 1812
Genere saggio
Sottogenere filosofico
Lingua originale tedesco
Preceduto da Fenomenologia dello spirito
Seguito da Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio

La Scienza della logica di Hegel descrive la fase conclusiva del farsi chiaro della coscienza nel suo contenuto rispetto al percorso che questa aveva compiuto nella Fenomenologia dello spirito.

L'opera è strutturata in tre parti:

Razionale e reale[modifica | modifica sorgente]

Georg Wilhelm Friedrich Hegel

L'oggetto dell'opera è quello di esaminare il contenuto del conoscere nel suo corrispondere alla realtà rispettando il principio hegeliano della complementarità del razionale al reale e viceversa.

« Ciò che è razionale è reale; e ciò che è reale è razionale.[1] »

Non più quindi una logica classica formale di tipo aristotelico ma una "scienza" di una logica che dimostri che non c'è separazione tra l'oggetto e il pensiero di quell'oggetto per cui

  • la realtà esiste perché c'è un pensiero che la pensa, (la realtà è quella che trova corrispondenza nel pensiero)
  • e il pensiero ha senso quando trova il conforto della realtà.

Come potremo ad esempio parlare dell'essere di una cosa senza un pensiero che la concepisca? Tutto ciò che esiste veramente deve poter essere pensato.

« è lo spirito che si fa in figura concettuale ovvero il sapere concettivo. Non solo in sé la verità è perfettamente eguale alla certezza di se stesso, ossia nel suo puro esserci, vale a dire è, per lo spirito giunto al sapere, nella forma di sapere di se stesso.[2] »

La scienza della logica come metafisica[modifica | modifica sorgente]

La novità della logica hegeliana è rappresentata sia dal superamento del formalismo della logica aristotelica sia del trascendentalismo di quella kantiana che si concludeva con la negazione di ogni metafisica che pretendesse di porsi come scienza.

Ora invece le categorie di cui tratta la Scienza della logica non vanno più confuse con quelle kantiane, funzioni trascendentali a priori, perché per Hegel esse rappresentano invece pensieri oggettivi dotati di una propria esistenza indipendente dal soggetto che ha il compito di definirle. Sembrerebbero quasi delle strutture ideali platoniche se non si considerasse che per Hegel la logica s'identifica con la metafisica e che il mondo ideale è immanente nel reale.

« la scienza logica (...) costituisce la vera e propria metafisica[3] »

e d'altra parte

« ... la vera e propria metafisica è la scienza logica.[4] »

La logica come sviluppo del reale[modifica | modifica sorgente]

Quindi la metafisica, nonostante Kant, assumerà le vesti di una vera e propria scienza. La scienza della logica studia infatti la forma pura di quelle strutture costituenti l'ossatura della realtà che nella loro esistenza materiale sono rivestite di caratteristiche sensibili accidentali, empiriche e contingenti. Per questo ad esempio il concetto ha una sua realtà ontologica che si esprime nell'essere vivente, poiché il procedere concettuale è lo stesso della vita reale.

Nello sviluppo della logica Hegel procede servendosi della definizione di ogni passaggio come soluzione delle antinomie presenti nel grado precedente ma nello stesso tempo esamina le nuove antinomie generatasi dalla stessa soluzione, di modo che ad ogni tesi si contrapponga un'antitesi per una superiore sintesi

Lo sviluppo infatti è composto di elementi dialetticamente contrapposti che il filosofo ha il compito di risolvere nella mediazione come quando esaminando i concetti contrapposti di essere e nulla trova la sintesi nel divenire oppure come nella coppia quantità-qualità che supera l'opposizione nel momento in cui si verificano i "salti qualitativi", nel senso che il sopravvenire di un incremento puramente quantitativo può produrre una nuova qualità come accade nelle trasformazioni fisiche da uno stato liquido a uno gassoso o nei mutamenti di regime politico.

La scienza della logica[modifica | modifica sorgente]

"Dottrina dell'essere" e la "Dottrina dell'essenza" costituiscono per Hegel un tutt'uno che egli chiama Logica "oggettiva" perché è riferita alla realtà che esiste indipendentemente dal soggetto che la pensa, mentre la terza parte, la dottrina del concetto, è definita come logica "soggettiva".

La realtà infatti non è soggetta, come per Kant, all'intervento dell'intelletto ma esiste come oggetto-essere e, nel suo aspetto più intimo, come essenza. Il primo presentarsi della realtà avviene nella forme immediate, intuitive, della quantità, qualità e misura ma poi bisogna cogliere ciò che è all'origine nascosto nella realtà dell'essere: l'essenza, che rappresenta «la verità dell'essere» e che si contrappone antiteticamente al grado positivo dell'essere. Da questa opposizione dialettica nasce la sintesi del mondo del "fenomeno" (Erscheinung), della "realtà effettuale" (Wirklichkeit), la realtà del nostro vivere quotidiano.

La logica oggettiva rappresenta nella struttura dialettica della speculazione hegeliana il grado preparatorio che sarà illuminato dall'avvento del "concetto", della logica soggettiva, così definita perché l'attività del pensare e quindi la formazione del concetto[5] esprimono la sfera essenziale del nostro agire. Il concepire è infatti il momento in cui l'uomo si svincola dalla rappresentazione della necessità naturalistica dell'essere e dell'essenza e giunge alla libertà del pensiero concettuale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ G. W. F. Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (Prefazione), Laterza, Bari, 1954, pag.15
  2. ^ G.W.F. Hegel, Werke in zwanzig Bänden, hrsg. von E. Moldenhauer und K.M. Michel, Frankfurt, Suhrkamp, 1969-1971, vol.5, pag.16; tr. it. di A. Moni, Scienza della logica, Bari, Laterza, 1984
  3. ^ G.W.F. Hegel, Op.cit. pagg.5-6
  4. ^ G.W.F. Hegel, Op.cit. ibidem
  5. ^ Il pensare concettuale è reso in tedesco con begreifen (in tedesco "concetto" si dice Begriff) che corrisponde all'italiano "concepire" e al latino "concipere".

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G.W.F. Hegel, Scienza della logica, tr. it. di A. Moni, Bari, Laterza, 1984
  • Mario Cingoli, La Qualità nella Scienza della logica di Hegel. Commento al Libro I, Sezione I, Milano, Guerini e Associati, 1997 isbn 887802809-6.
  • Eugène Fleischmann, La logica di Hegel, Torino, Einaudi, 1975.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]