San Girolamo nello studio (Jan van Eyck)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Girolamo nello studio
San Girolamo nello studio
Autore Jan van Eyck e bottega
Data 1442
Tecnica olio su carta su tavola
Dimensioni 20,6 cm × 13,3 cm 
Ubicazione Detroit Institute of Arts, Detroit

San Girolamo nello studio è un dipinto attribuito a Jan van Eyck e bottega datato al 1442 e conservato nel Detroit Institute of Arts di Detroit. Si tratta di una pittura a olio su carta applicata su tavola e misura 20,6x13,3 cm.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La data riportata sul dipinto è successiva alla morte del pittore (giugno 1441), per cui è probabile che fosse stata lasciata incompleta e finita dai suoi collaboratori dopo la sua scomparsa.

Alcuni ipotizzano che l'opera sia quella di analogo soggetto citata negli inventari di palazzo Medici a Firenze redatti dopo la morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492. Se non si trattasse dell'opera di Detroit potrebbe essere anche un suo prototipo, poiché l'opera non è da tutti ascritta alla mano autografa del pittore fiammingo. A Firenze e avrebbe potuto influenzare le successive redazioni del tema, come il San Girolamo nello studio di Domenico Ghirlandaio (1480).

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

L'opera mostra san Girolamo nella tradizionale rappresentazione nel suo studio. È vestito con l'abito e il cappello cardinalizio mentre legge un libro, in un piccolo studio pieno di oggetti che testimoniano la sua erudizione ed i suoi interessi. In basso si vede un leone che richiama la leggenda di san Girolamo, secondo la quale egli estrasse una spina dalla zampa dell'animale, che gli rimase poi fedele.

La luce piove dalla finestra dietro la scrivania e da davanti al santo, in maniera da illuminare i minimi dettagli della scena. Essa simboleggia anche l'"illuminazione" divina della cultura. Nelle scansie e sullo scrittoio si riconoscono una clessidra, un cannocchiale, un rigo, un'ampolla, un astrolabio, numerosi libri e strumenti per la scrittura. In questo senso Girolamo rappresenta il prototipo dell'uomo di cultura del Rinascimento.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Zuffi Stefano, Il Quattrocento, Electa, Milano 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Arte Portale Arte: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Arte