Punzonatura

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Rappresentazione schematica di un processo di punzonatura.
Punzonatrice utilizzata nella produzione di coltelli.

La punzonatura è l'atto di imprimere un segno, o una forma, su una superficie mediante la pressione o la percussione di uno strumento detto punzone (dal latino "punctio", pungere).

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il primo esempio importante di punzonatura applicata all'arte pittorica si ha nell'affresco della Maestà di Simone Martini nel palazzo Pubblico di Siena (1315 circa).

Questa tecnica veniva anticamente utilizzata nella lavorazione e decorazione di metalli e nella produzione di monete, poi anche per la dentellatura dei francobolli. Nell'arte della doratura su tavola, la punzonatura veniva adoperata per ottenere effetti di particolare preziosità e bellezza.

Oggi viene utilizzata frequentemente in meccanica per lavorare le lamiere, tramite uno stampo o (matrice) ed un punzone che riproducono la forma del foro da ottenere. La lamiera viene appoggiata sullo stampo e la pressione del punzone provoca la recisione della lamiera.

Tecnologie utilizzate[modifica | modifica wikitesto]

Si usano macchine automatiche (punzonatrici) per tagliare e forare lamiere metalliche (alluminio o acciaio) di spessore fino a 25-30 mm. Con punzonatrici evolute a controllo numerico (CNC) si possono effettuare lavorazioni di taglio e sagomatura (roditura) anche molto complesse in modo veloce e sicuro. Fino ai primi anni ottanta e fino alla diffusione degli impianti di ossitaglio, le punzonatrici furono l'unico modo pratico di tagliare e lavorare lamiere di spessore maggiore di 2-3 millimetri.

Utilizzo del termine in altri contesti[modifica | modifica wikitesto]

In gergo ciclistico la punzonatura è la verifica delle licenze, l'assegnazione dei numeri di gara e l'eventuale controllo dei velocipedi dove previsto.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]