Principia ethica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Principia ethica
Autore George Edward Moore
1ª ed. originale 1903
Genere trattato
Sottogenere filosofia
Lingua originale inglese

Principia ethica è un trattato scritto dal filosofo britannico George Edward Moore e pubblicato nel 1903. È diventato un testo di riferimento dell'etica contemporanea, anche perché introdusse il concetto di fallacia naturalistica (naturalistic fallacy). È un punto di partenza fondamentale nell'elaborazione della filosofia analitica e acuto strumento speculativo per dimostrare l'incertezza filosofica delle argomentazioni del naturalismo etico.

Moore muove da idee primitive che, per la loro stessa natura, sono di immediata chiarezza: cos'è buono? Cos'è giusto? Tali assunti rappresentano il duplice riferimento al cosiddetto "senso comune del linguaggio". Obiettivo centrale dell'etica di Moore è la definizione del Bene e, in maniera subordinata, la determinazione di una buona condotta umana. Ovviamente la contrapposizione è rispetto al non-Bene, al non-buono. Essendo il Bene un concetto elementare (atomico), esso non può essere scomposto in termini elementari e quindi non lo si può traslare attraverso una qualsiasi altra forma di metalinguaggio.

Per esprimere diversamente questo assunto si pensi ad un colore: ad esempio il rosso. Come si può spiegare "il rosso" a chi non ha mai visto il rosso? O lo si vede o non lo si vede, e se non lo si vede non lo si può spiegare, non lo si può descrivere. Non può essere isolato mentalmente come fenomeno comprensibile. Chiunque abbia visto "il rosso" sa cos'é, e non ha bisogno di spiegazioni.

Analogamente il Bene è non spiegabile. Il Bene è il Bene. Nei Principia ethica (cap. I, §§ 6-7) così si esprime Moore «se mi si chiede: "che cosa è Bene?", la mia risposta è che Bene è Bene e null'altro. O se mi si domanda: "come si deve definire il Bene?", la mia risposta è che esso non si può definire, e questo è tutto quel che ho da dire sull'argomento». Questa prospettiva viene detta intuizionismo etico.

Né l'idealismo né l'utilitarismo avrebbero mai potuto chiarire il significato di Bene e tanto meno ciò che esso sottende nella sua forma più strutturale: l'etica. Inoltre non è possibile neppure definire l'etica come uno strumento che riesca a configurare epistemologicamente la nozione generale di bene, posto che l'etica stessa sia coerente con l'idea di Bene. Difatti l'utilitarismo etico non fa altro che ridurre il Bene al piacere e da ciò deriva che ciò che piace è anche ciò che è Bene. Tale assunto prevarica su ogni altra coerenza generale e finisce con l'individuare entro la sfera del puro piacere il soddisfacimento del Bene, quindi rimanendo isolato all'interno della sfera delle scelte di piacere, annullando qualsiasi altra configurazione che sia rivolta a sistemi generali. D'altro canto l'idealismo etico, assumendo come riferimento l'aspetto metafisico del Bene e collocandolo in un àmbito trascendente, ne distrugge l'aspetto umano e terreno, confinandolo in un iperuranio inaccessibile e incomprensibile se non nella sua forma mistica.

L'idea di Moore invece è molto più concreta e considera l'etica una forma di scienza oggettiva. Sulla scorta di tale assunto la condotta umana può effettivamente essere definita come buona o cattiva. Inoltre, dal momento che il Bene e il giusto è facilmente individuabile ed è evidente agli occhi di chiunque, il dovere etico «consiste soprattutto nella realizzazione del bene e del giusto con qualsiasi mezzo. Il Bene non può che essere disinteressato» e il giusto non ha scopo alcuno se non quello di consentire al bene di realizzarsi in maniera univocamente riconoscibile da chiunque.

La sfera particolare e soggettiva è esclusa, in quanto il singolo non può fare altro che riconoscere quel bene che è patrimonio comune e quel giusto che ne consente la realizzazione. Infine l'armonia tra il Bene il giusto, la sua costruzione e il suo mantenimento sono le finalità delle azioni umane, che in ciò vedono la realizzazione del Bene universale, passando attraverso la realizzazione di beni particolari.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • George Edward Moore, Principia Ethica, Cambridge, Cambridge University Press, 1903.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

filosofia Portale Filosofia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di filosofia