Polmone d'acciaio
Il polmone d'acciaio è un respiratore ad azione esterna ed una macchina ospedaliera antenata dei moderni respiratori (i quali hanno un'azione interna), si usava molto spesso per tenere in vita malati con insufficienze respiratorie di varia natura.
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Descrizione [modifica]
Questa macchina è costituita da un cilindro stagno nel quale veniva ospitato il paziente ad eccezione della testa che ne rimaneva fuori, questo contenitore stagno viene collegato ad una pompa, la quale riempiendo e svuotando il cilindro dall'aria contenuta provoca degli innalzamenti ed abbassamenti della pressione atmosferica, provocando quindi la respirazione.
Basata su innovazioni dell'ingegnere statunitense Philip Drinker del 1920, questa macchina è dai tempi moderni usata di rado. Fu usato per la prima volta il 12 ottobre 1928 al Childen's Hospital di Boston.
Evoluzione [modifica]
Al giorno d'oggi, i sistemi a pressione negativa sono ancora in uso e per lo più su pazienti con insufficienza della muscolatura della gabbia toracica, come nella poliomielite. Fra i centri di eccellenza si annoverano in Inghilterra il St. Thomas' (nei pressi di Westminster a London) ed il John Radcliffe a Oxford.
A partire dal polmone d'acciaio sono stati sviluppati dei sistemi che potessero permettere una maggiore possibilità di movimento del paziente, quali:
La macchina in uso è più piccola ed è nota come corazza o corazza respiratoria. La corazza è del tutto paragonabili a quelle del medioevo, sono in grado di generare una pressione negativa soltanto a livello della cassa toracica, grazie alla combinazione della corazza esterna, che si adatta alla gabbia toracica e di una camera d'aria. Visto il contatto con la cute e la tendenza e deteriorarsi, sono stati osservati casi di lesioni cutanee. Negli ultimi anni è stato approntato un rivestimento in policarbonato ed il dispositivo è stato inoltre dotato di una pompa che è in grado di distendere e comprimere la gabbia toracica, generando, in questo modo, la cosiddetta ventilatione bifasica mediante corazza.
Un'altra versione è il Poncho o Polmone a Poncho, caratterizzato da una gabbia di plastica che si pone al di sopra del torace e poggia su un piano rigido; paziente e gabbia vengono poi introdotti in una giacca, simile ad una giacca a vento, stretta e a tenuta a livello del collo, dei polsi e delle cosce, in modo da poter creare una depressione che aiuti nella respirazione.[1]
La più famosa persona a vivere dentro un polmone d'acciaio fu Rosanna Benzi.
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
- Claudio Terzano, Ventilazione a pressione negativa in Malattie dell'apparato respiratorio (in italiano), Springer [2006], pp. 786. ISBN 978-8847004665 URL consultato il 21 dicembre 2011.
- Aldo Zangara, malattie respiratorie (ventilazione artificiale) in Medicina preventiva e riabilitativa (in italiano), PICCIN [1996], pp. 529. ISBN 88-299-1235-2 URL consultato il 21 dicembre 2011.
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