Petru IV Rareș

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Petru Rareş in un affresco di un monastero moldavo

Petru IV Rareş (14873 settembre 1546) fu principe di Moldavia nel periodo gennaio 1527 - 18 settembre 1538 e tra il 19 febbraio 1541 e il 3 settembre 1546.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primo regno (1527-1538)[modifica | modifica sorgente]

Figlio illegittimo di Ștefan III cel Mare e di Maria Răreşoaia di Hărlău, Petru salì al trono il 20 gennaio 1527. Avviò fin dall'inizio una politica di conciliazione con il Regno di Polonia, poi riuscì a sfruttare a suo vantaggio la contesa tra gli Asburgo ed i turchi di Solimano il Magnifico.

Dopo la Battaglia di Mohács, durante la contesa tra Ferdiando d'Asburgo e Giovanni Zápolya (1529) Petru si schierò inizialmente con l'Asburgo, poi con Zápolya. In cambio della città di Bistrița, Petru combatté al fianco di Zápolya contro Ferdinando nella Battaglia di Feldioara (22 giugno 1529). Il voivoda ottenne dal re d'Ungheria Unguraşul ma dovette tentare con le proprie forze un fallimentare tentativo di occupazione di Bistriţa. Cinse poi d'assedio Brașov in ottobre ma dovette desistere. Invece di occupare l'intera Transilvania, Petru si dovette accontentare delle sole Ciceu e Cetatea de Baltă (tra l'altro già dominio di suo padre) e del vescovado di Vad.

Petru Rareş tentò di espandere il suo dominio a discapito della Polonia a partire dal 1530. I moldavi occuparono la Pocutia che venne però rapidamente riconquistata dal Grand Hetman Jan Tarnowski. Quando Rareş tentò nuovamente di occupare la Pocuzia, Tarnowski lo sconfisse pesantemente nella Battaglia di Obertyn (22 agosto 1531).

Il sultano Solimano, impegnato a combattere in Persia, comandò a Rareş di facilitare le operazioni di Ludovico Gritti, un avventuriero originario dell'Italia che era stato inviato in Transilvania contro il voivoda István Majláth. Il comandante della forza moldava inviata in aiuto di Gritti, preso prigioniero dai Transilvania, tale Huru, risolse invece si tradire l'italiano lasciandolo uccidere dai transilvani. In risposta al tradimento, Rareş dovette stroncare un tentativo di invasione della Moldavia da parte del figlio di Gritti, uccidendolo. Petru fu a questo punto libero di tornare ad intrigare per trarre vantaggio dalle contese tra gli Asburgo e Zápolya.

Nel 1538 i polacchi si appellarono al sultano contro gli intrighi di Rareş. Solimano guidò un esercito di polacchi, tatari e turchi contro Petru che venne spodestato in favore di Ştefan Lăcustă e dovette rifugiarsi nella sua fortezza transilvana di Ciceu. Stando alla leggenda, il voivoda si sarebbe salvato dalla cattura e dalla morte per inedia grazie a dei pescatori che lo avevano trovato mezzo morto di fame tra le selve transilvane.

Secondo regno (1541-1546)[modifica | modifica sorgente]

La fortezza fatta erigere da Petru Rareş a Soroca.

Nel 1541, Petru aveva riguadagnato la fiducia di Solimano e rientrava in Moldavia. Catturato il voivoda Alexandru Cornea, lo fece giustiziare insieme ai boiari a lui fedeli; lo stesso anno, per ordine di Solimano, catturò il voivoda di Transilvania István Majláth a Făgăraș e lo spedì in catene ad Istanbul.

Petru non era nelle condizioni per una nuova svolta indipendentista. Il suo alleato valacco, il voivoda Vlad VIII Vintilă de la Slatina era stato ucciso; le fortezza chiave del regno (Ciceu e Cetatea de Baltă) erano state private delle mura da Giorgio Martinuzzi e la regione del Budjak restavano nelle mani dei turchi.

Nel 1542 Petru tentò senza successo di conquistare Bistriţa. Partecipò poi alla preparazione dell'infruttuosa crociata di Joachim II del Brandeburgo (1542), anticipando 200.000 fiorini per la spedizione, poi arenatasi all'assedio di Buda.

Petru Rareş morì, vassallo del sultano, il 3 settembre 1546 e venne sepolto nel Monastero di Probota.

Mecenatismo[modifica | modifica sorgente]

Come Ştefan cel Mare, anche Petru Rareş fu un munifico mecenate della Chiesa ortodossa. Appoggiato dalla moglie Jelena, fece ristruttura e costruire numerose chiese: a Baia, Botoșani, Hârlău, Târgu Frumos e Roman. La sua più bella fondazione è ritenuto il monastero di Probota.

Discendenti[modifica | modifica sorgente]

Petru Rareş ebbe una nutrita figliolanza.

Dalla prima moglie, Maria, uccisa il 28 giugno 1529:

  • Bogdan (morto il 3 settembre 1534);
  • Ana (morta nel 1545), moglie del voivoda di Valacchia Vlad VII Înecatul;
  • Maria (morta nel 1614), moglie dei boiaro Radu Balică, poi di Ioan Movilă di Hudeşti, alla quale diede due figli poi voivoda: Ieremia Movilă, voivoda di Moldavia, e Simion Movilă, voivoda di Valacchia;
  • Chiajna (ca. 1525–1588, Costantinopoli), moglie del voivoda di Valacchia Mircea V Ciobanul.

Dalla seconda moglie (1530), la principessa serba Jelena Branković (ca. 1502–1552, morta per strangolamento), figlia del despota Jovan Branković:

Da Ecatarina di Kronstadt ebbe Iancu Sasul, voivoda di Moldavia, e da una donna di identità sconosciuta ebbe Bogdan Constantin (morto nel 1573), pretendente al trono moldavo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Leon Şimanschi, Petru Rareş, Bucarest, 1978.
  • Constantin C.Giurescu e Dinu C.Giurescu, Istoria Romanilor: Volume II (1352-1606), Bucarest, 1976, p. 271-284.
  • Alexandru Dimitrie Xenopol, Histoire des Roumains de la Dacie trajane: Depuis les origines jusqu'à l'union des principautés - Tome I: des origines à 1633, Parigi, 1896.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Principe di Moldavia Successore
Ştefan IV cel Tinar 1527 - 1538 Ştefan V Lácusta
Predecessore Principe di Moldavia Successore
Alexandru III Cornea 1541 - 1546 Ilie II Rareş