Pavlik Trofimovič Morozov

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Pavlik Trofimovič Morozov

Pavlik Trofimovič Morozov (in russo: Морозов, Павел Трофимович[?]; 14 novembre 19183 settembre 1932) è stato un ragazzo che, secondo la versione ufficiale sovietica, denunciò il padre per vendita di grano a contadini ricchi e venne ucciso per questo dai familiari.

Secondo alcuni storici questo racconto è stato inventato dalla propaganda sovietica, che voleva indicare come esempio un ragazzo che per il bene dello Stato rinunciava agli affetti familiari e che cadeva vittima dei parenti "traditori della patria".

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Accettando la versione che diede lo Stato sovietico, Morozov era un ragazzo nato da un famiglia molto povera. Fin da giovanissimo, sarebbe diventato comunista e si sarebbe iscritto ai giovani pionieri (organizzazione giovanile comunista). Durante la collettivizzazione delle terre, sotto Stalin, Morozov avrebbe scoperto che il padre vendeva illecitamente il grano ai contadini ricchi. Quindi il ragazzo avrebbe denunciato il padre per questo, il quale sarebbe stato riconosciuto colpevole e condannato a 10 anni di reclusione. Allora i nonni di suo cugino l'avrebbero assassinato per ritorsione. Anche questi sarebbero stati fucilati per uccisione.
Dopo la caduta dell'Unione Sovietica molti storici hanno contestato questa versione, dicendo che Morozov era solo un ragazzo di 14 anni molto povero e quasi analfabeta. Dicono che questa storia è stato inventata dallo Stato per dare l'esempio di ragazzo-martire che per il bene dell'URSS rinuncia agli affetti familiari. Comunque sia, la propaganda fatta da Stalin per tale presunto avvenimento è stata forte. Su Morozov sono state scritte poesie e libri, gli è stata eretta una statua, è stato elogiato in modo fortissimo. Pare tuttavia che Stalin privatamente avesse condannato l'azione, dicendo "quel piccolo bastardo, denunciare il suo stesso padre!"

Alla figura di Morozov sono ispirati i personaggi dei figli dei Parsons, che denunciano il proprio padre per psicoreato, nel romanzo 1984 di George Orwell.

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