Paul Rassinier
Paul Rassinier (Bermont, 18 marzo 1906 – Asnières-sur-Seine, 18 luglio 1967) è stato uno scrittore, politico pacifista e anarco-socialista francese.
Anti-nazista combattente della resistenza, fu prigioniero nei campi di concentramento di Buchenwald e Mittelbau-Dora. Giornalista ed editore, ha scritto centinaia di articoli su argomenti politici ed economici, ma è ricordato soprattutto per quelli relativi all'Olocausto, ed è quindi considerato uno dei principali esponenti della suddetta branca del revisionismo storico.
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Biografia [modifica]
Rassinier nacque a Bermont, presso Montbéliard. Insegnò storia e geografia nella scuola media di Faubourg de Montbéliard.
Nel 1922, a soli 16 anni, aderì al Partito Comunista, ma, a causa delle sue idee eccessivamente rivoluzionarie, ne venne escluso dieci anni dopo. Decise dunque, con alcuni militanti operai, di dar vita alla Fédération Communiste Indépendante de l'Est con l'intento di riunificare il movimento rivoluzionario sia sul piano politico che sul piano sindacale. Una volta constatata tuttavia la velleità del proposito, decise nel 1934 di difendere le proprie posizioni all'interno del Partito Socialista (SFIO).
Rassinier riferisce che a seguito dell'invasione tedesca, divenne un resistente della prima ora e fu co-fondatore del movimento Libération-Nord. Nadine Fresco sostiene però che in nessuna opera dedicata al movimento Libération Nord comparirebbe il nome di Rassinier, nome che non sarebbe riportato peraltro neanche nella lista di componenti del primo comitato direttivo del movimento; pertanto secondo la storica francese l'unica e sola "fonte" di questo presunto legame tra il revisionista francese e questo movimento resistenziale sarebbe Rassinier stesso [1][2]
Fu arrestato dalla Gestapo nell'ottobre del 1943 e torturato per undici giorni, riportando lesioni gravissime (mani schiacciate, mascella fratturata, un rene a pezzi), tanto che alla fine del conflitto fu dichiarato invalido al 95%.[3] È deportato in un primo tempo nel campo di Buchenwald e, successivamente, in quello di Dora.
Al termine della guerra è sempre Rassinier a riferire di essere stato insignito della "medaglia d'argento della Riconoscenza francese" e della "Rosetta della Resistenza", massime decorazioni per coloro che avevano partecipato alla Resistenza[senza fonte], le quali si rifiutava però di esibire[4], onorificenze che invece secondo la storica francese Nadine Fresco Rassinier non avrebbe mai ricevuto.[5][6] Riprese quindi il suo posto tra le file del SFIO di Belfort, lamentandosi tuttavia di non aver mai incontrato nella Resistenza coloro che allora parlavano a suo nome. Eletto deputato socialista alla seconda costituente, si ritirò presto disilluso dalla vita politica per dedicarsi alle sue ricerche storiche.
La pubblicazione della sua opera Le Mensonge d'Ulysse (La menzogna di Ulisse), nella quale metteva in dubbio la veridicità dell'Olocausto, gli valse l'espulsione dal Partito Socialista. Gli furono inoltre rimproverati i contatti amichevoli e di lavoro che intratteneva con alcune personalità della destra radicale francese, tra cui l'ex collaborazionista Maurice Bardèche.
Morì il 18 luglio del 1967.
Attività storica [modifica]
Rassinier descrisse, nelle sue prime opere, le terribili condizioni a cui erano sottoposti i detenuti nei campi di concentramento tedeschi, in cui vi era un alto tasso di mortalità a causa del maltrattamento, della penuria di cibo, della mancanza di medicinali e di numerose malattie endemiche.
Riteneva tuttavia che i racconti degli altri detenuti contenessero delle eccessive, nonché popolari, esagerazioni. Cercò quindi di ridimensionare tali racconti, e successivamente di sottoporre a critica il celebre libro di Raul Hilberg Destruction of the European Jews (La distruzione degli Ebrei d'Europa): fu il primo di una lunga serie di attacchi che il movimento negazionista dell'Olocausto dedicò a quest'opera.
Rassinier si scagliò soprattutto contro le testimonianze sulle camere a gas omicide, che reputava incomplete, inesatte e, talvolta, falsificate, aggiungendo inoltre che le autorità naziste non avrebbero mai disposto l'ordine per uno sterminio fisico degli ebrei.[7] Va però precisato che nella sua esperienza da internato, Rassinier non ebbe alcun contatto con i campi di sterminio nei quali funzionarono le camere a gas.
Rassinier fu anche il primo sostenitore del negazionismo dell'Olocausto a stilare un'analisi, seppur approssimativa, sulla cifra degli ebrei morti nei campi di concentramento, ossia 1.600.000 circa.
Egli si occupò in seguito più approfonditamente della tematica delle camere a gas, giungendo alla seguente conclusione: «L'esistenza [delle camere a gas] non può essere considerata come indiscutibilmente stabilita».[8]
Nel 1960 lo storico revisionista della prima guerra mondiale Harry Elmer Barnes notò le opere del francese, ritrovando analogie con le esagerazioni propagandistiche di guerra dei due conflitti mondiali. Barnes si fece quindi carico della traduzione inglese di alcuni libri di Rassinier, incontrando tuttavia il rifiuto per la pubblicazione da parte di numerose case editrici statunitensi. La sua tenacia fu però premiata nel 1978, allorché la Noontide Press, casa editrice californiana di estrema destra,[9] curò l'edizione americana delle quattro opere maggiori di Rassinier: Passage de la Ligne, Le Mensonge d'Ulysse, Ulysse trahi par les siens e Le Drame des Juifs européens.
Note [modifica]
- ^ Nadine Fresco, op. cit., p. 401, 1999.
- ^ Gilles Karmasyn. 1er mensonge: fondateur de Libération Nord. in Rassinier et sa résistance, Les impostures de Rassinier. Pratique de l'histoire et dévoiements négationnistes (PHDN), 25-11-1999. URL consultato in data 27-10-2009.
- ^ Paul Rassinier, op. cit., p. 196, 1961.
- ^ Cesare Saletta. Prefazione a La menzogna di Ulisse. settembre 1995. URL consultato in data 27-10-2009.
- ^ Nadine Fresco, op. cit., p. 760, 1999.
- ^ Gilles Karmasyn. 4ème mensonge: Rassinier « titulaire de la médaille de vermeil de la Reconnaissance française et de la Rosette de la résistance ». in Rassinier et sa résistance, Les impostures de Rassinier. Pratique de l'histoire et dévoiements négationnistes (PHDN), 25-11-1999. URL consultato in data 27-10-2009.
- ^ Paul Rassinier, op. cit., p. 60, 1964.
- ^ Paul Rassinier, op. cit., p. 72, 1962.
- ^ La Noontide Press è una casa editrice dell'estrema destra americana. Nel catalogo online sono presenti opere di ispirazione razzista, negazionista e filonazista.
Noontide Press. URL consultato in data 27-10-2009.
Bibliografia [modifica]
- Paul Rassinier, Passage de la Ligne (in francese), 1948. [Opera revisionista]
- Paul Rassinier, Le Mensonge d'Ulysse (in francese), 1950. URL consultato il 27-10-2009. [Op. rev.]
- Paul Rassinier, Le Discours de la dernière chance (in francese), 1953.
- Paul Rassinier, Candasse ou le huitième péché capital (in francese), 1955.
- Paul Rassinier, Le Parlement aux mains des banques (in francese), 1955. URL consultato il 27-10-2009.
- Paul Rassinier, Ulysse trahi par les siens (in francese), Documents et témoignages, 1961, pp. 125. [Op. rev.]
- Rassinier, Paul (novembre 1961). L'Equivoque révolutionnaire. Défense de l'Homme 156 (in francese). URL consultato in data 27-10-2009.
- Paul Rassinier, Le véritable procès Eichmann ou les vainqueurs incorrigibles, 2ª (in francese), Parigi, la Vieille taupe [1962], 1983, pp. 249. ISBN 2903279055 URL consultato il 27-10-2009. [Op. rev.]
- Paul Rassinier, Le drame des juifs européens (in francese), Parigi, Les Sept Couleurs, 1964, pp. 221. LCCN 67043977 URL consultato il 27-10-2009. [Op. rev.]
- Paul Rassinier, L'«Opération Vicaire». Le role de Pie XII devant l'histoire (in francese), 1965, pp. 274. [Op. rev.]
- Paul Rassinier, Les Responsables de la Seconde guerre mondiale (in francese), Nouvelles Editions Latines, 1967, pp. 288. ISBN 9782723304344 [Op. rev.]
- Nadine Fresco, Fabrication d'un antisémite (in francese), Seuil, 1999, pp. 792. ISBN 978-2020215329
Collegamenti esterni [modifica]
La critica a Rassinier [modifica]
- (FR) Rassinier:un impostore
- (FR) Le bugie di Rassinier. Rassinier e la sua resistenza
- (FR) Le bugie di Rassinier. Rassinier condannato a morte dai comunisti
- (FR) Le falsificazioni di Rassinier. Hilberg e il numero di vittime in URSS
- (FR) Le falsificazioni di Rassinier. Come Rassinier accusa Raul Hilberg di « uccidere » due volte gli Ebrei di Simferopol
- (FR) Le falsificazioni di Rassinier.Come Rassinier falsifica Hannah Arendt (e Salo Baron...)
- (FR) Le falsificazioni di Rassinier.Come Rassinier accusa falsamente Cicerone di antisemtismo