Pallante (eroe)

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Pallade o Pallante, nella mitologia greca, era uno dei figli di Pandione e fu eroe attico e padre dei cinquanta Pallantidi uccisi da Teseo.

Vi è una certa confusione tra questo Pallade e la figura di Pallade il gigante. Infatti si dice che Pallade figlio di Pandione si stabilì nell'Attica e ivi generò una stirpe di Giganti. Ma in realtà secondo alcuni i Pallantidi erano uomini.

Pandione, re di Atene, ne fu scacciato con un colpo di stato e fuggì a Megara dove si sposò con Pilia e generò Egeo.

Ebbe quattro figli, Egeo, Pallade, Niso e Lico, benché Egeo avesse messo in giro la voce di esser figlio di un certo Sciro, poiché era geloso degli altri suoi fratelli.

Dopo la morte di Pandione, i suoi figli marciarono su Atene, scacciarono i rivali e si divisero l'Attica: Egeo ebbe la sovranità su Atene, mentre a Pallade toccò l'Attica meridionale. Non gradì comunque questa spartizione.

Egeo generò Teseo in circostanze piuttosto confuse: alcuni dicono fosse figlio di Poseidone. Teseo fu poi riconosciuto come legittimo figlio ed erede da parte di Egeo e questo riconoscimento fece svanire nei figli di Pallante le speranze di salire al trono di Egeo.

I suoi figli, detti Pallantidi, erano cinquanta. Essi sostenevano che Egeo, non essendo un Pandionide, non poteva avanzare pretese sul trono. Pallade con venticinque suoi figli marciò sulla città, mentre gli altri venticinque prepararono un'imboscata. Ma Teseo, il figlio di Egeo, che avrebbe ereditato il trono, seppe dell'imboscata da un tale chiamato Leo, e sterminò i Pallantidi.

Plutarco racconta che i loro successori non permettono che gli araldi diano inizio a un proclama con le parole "Akouete leoi" (ascoltate cittadini), per via dell'assonanza tra leoi e "Leo".

Questo episodio, assieme alla negazione da parte dei Pallantidi della legittima discendenza di Egeo e Teseo, rispecchia forse una protesta degli Ateniesi contro chi usurpò le prerogative degli indigeni Pandionidi: Teseo infatti fu un re solare che soppresse il culto della Dea Madre nel suo aspetto di pallas, "fanciulla", officiato dai Pallantidi.

Teseo fece salvi i venticinque Pallantidi sopravvissuti, tuttavia li uccise successivamente per misura precauzionale. Secondo Euripide (nel suo Ippolito) Teseo viene bandito da Atene, poiché, secondo le leggi dell'epoca, chi commetteva omicidio, doveva esser bandito dalla città. Ma Teseo uccise tutto il clan dei Pallantidi, così bastò l'anno di esilio a Trezene, e poté rimanere in Atene e governarla.

Alcuni dicono che Pallade, sopravvissuto ai suoi figli, andò in esilio e fondò Pallanzio in Arcadia. Qui generò una stirpe di Giganti. Ma altri sostengono fosse un altro Pallade, figlio di Licaone, che fondò tale città dopo il Diluvio di Deucalione, oppure il Pallade fratellastro di Teseo, o nipote, secondo altre genealogie: fu Neleo, figlio di Poseidone e di Tiro (e quindi fratellastro di Teseo) a generare Pallante (Caio Giulio Igino, Fabulae, 244)

Secondo alcuni, una figlia di Pallade, Crise, sposò Dardano, che fu il capostipite dei troiani: in tal modo si fa dei Troiani dei diretti discendenti degli ateniesi. Ma questa fu solo una propaganda politica e, per tal ragione, informazione falsa. Crise e Dardano, infatti, si dice fossero scappati in Dardania dopo il diluvio universale di Deucalione (così si tratterebbe di Crise nipote di Licaone il pelasgo).

Crise portò i suoi idoli con sé, e infatti anche Troia aveva il suo Palladio, come Atene, ma questo può significare semplicemente che anche i troiani adoravano Pallade Atena, che anche qui si poteva fregiare di un collegio di cinquanta sacerdotesse. "I cinquanta figli di Priamo", poteva essere un epiteto dei sacerdoti di Atena, e il re troiano ne era officiante massimo.

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