Ordine di Savigny

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L' ordine di Savigny (o congregazione di Savigny) fu un'unione di abbazie e priorati vicina all'Ordine Cistercense, dal quale infine fu poi assorbita. Nata nella prima metà del XII secolo, era diretta dall'abbazia di Savigny, sita nel territorio dell'attuale comune francese di Savigny-le-Vieux, sotto la giurisdizione dell'antica diocesi di Avranches, nell'attuale dipartimento della Manica.

Essa contava numerose abbazie affiliate in Gran Bretagna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione: san Vitale[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni 1090 il futuro san Vitale, allora canonico della collegiale di Saint-Évroult de Mortain,[1] divenne eremita e fondò diversi monasteri nelle foreste di Normandia, del Maine e della Bretagna. Nel 1105, egli pose il suo eremitaggio nella foresta di Savigny, su terreni offerti da Raoul de Fougères.[2]

Il numero dei discepoli di Vitale crebbe al punto che nel 1112 l'eremitaggio di Savigny divenne ufficialmente un'abbazia. In essa si seguiva la regola benedettina, secondo l'interpretazione che applicavano i cistercensi. I membri della comunità vestivano sai grigi.[3]

Estensione: san Goffredo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1119 papa Celestino II pose la congregazione sotto la sua protezione. Con l'abate, e futuro santo, Goffredo († 1139[3]), che subentrò a san Vitale dopo la morte di quest'ultimo, l'abbazia s'ingrandì rapidamente e furono fondate numerose abbazie affiliate ad essa.

Alcune di queste erano localizzate sul continente, come l'abbazia dei Vaux-de-Cernay del 1118 o l'abbazia di Bellus-Beccus del 1127, ma la maggioranza di loro era stata fondata nelle isole britanniche, la prima delle quali, l'abbazia di Furness, fu fondata nel 1123 da Stefano di Blois, futuro re d'Inghilterra.

Diffusione: Serlon[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo abate fu Evan Langlois, uno dei primi discepoli di Vitale, ma egli governò solo un anno: nel 1140 fu sostituito da Serlon († 1158), discepolo di san Goffredo[3].

La congregazione arrivò fino a trentatré monasteri, senza contare le case-figlie[2][3][1] (stranamente, secondo Janet Burton, poiché la congregazione non avrebbe contato che venti monasteri, a parte le case-figlie, di cui dodici britanniche.[4])

Con l'affaire dell'abbazia di Jervaulx, fondata dai monaci di quella di Byland ma rifiutata dalla casa madre, Serlon non riuscì più a mantenere bene la coesione dell'Ordine e numerosi monasteri inglesi cercarono di diventare indipendenti. Al Capitolo Generale del 1146 solo due delle dodici abbazie britanniche, quelle di Neath et Quarr, erano presenti[4]. L'abate decise di affiliare l'intera Congregazione all'Ordine cistercense, il che ebbe luogo con il Capitolo Generale del 1147.

Molti monasteri inglesi si rifiutarono ma ne furono obbligati, finendo per sottomettersi, da una bolla pontificia datata 11 aprile 1148 ed emessa da papa Eugenio III.[3] Tutti i conventi furono mantenuti ma dovettero adeguarsi alla regola cistercense, cambiando la tonaca grigia con quella bianca.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Jacques-Paul Migne, Troisième et dernière Encyclopédie théologique, p. 708
  2. ^ a b (EN) Abbey of Savigny, in Catholic Encyclopedia
  3. ^ a b c d e f g h i j k (FR) Claude Fleury, Histoire du christianisme, Vol. 4, 69, p. 585
  4. ^ a b c d e f g h i Janet Burton, Rapport sur l’espace anglais

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Janet Burton, Rapport sur l’espace anglais in Nicole Bouter, Unanimité et diversité cisterciennes, Université de Saint-Étienne, 2000, ISBN 2-86272-177-8 lire en ligne: pp. 301–304
  • (FR) Claude Fleury, Histoire du christianisme, Paris, Delaroque frères, 1856. lire en ligne (Consultato il 7 novembre 2010)
  • (FR) Jacques-Paul Migne, Troisième et dernière Encyclopédie théologique, Paris, J.-P. Migne, 1856. lire en ligne (consultato il 17 novembre 2010)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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