Nomen omen

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La frase Nomen omen (o al plurale nomina sunt omina) è una locuzione latina che, tradotta letteralmente, significa "il nome è un presagio", "un nome un destino", "il destino nel nome", "di nome e di fatto" e deriva dalla credenza dei Romani che nel nome della persona fosse indicato il suo destino.

Accezione attuale[modifica | modifica sorgente]

Oggi la locuzione è usata quando nel nome o nel cognome di una persona si ravvisano parole e significati che possono ricollegarsi alla sua professione, alla sua personalità, alla sua condotta o, più in generale, ad altri aspetti della sua vita.

Viene usata anche con accezione sarcastica quando nel nome, o nel cognome della persona è ravvisabile un significato dispregiativo o comunque ingiurioso, specie se inserita in un contesto di critica o denigratorio, o in cui tali accezioni risultano calzanti alla personalità.[senza fonte]

Altre forme[modifica | modifica sorgente]

La locuzione è anche nota nella forma nomina sunt consequentia rerum (Giustiniano, Institutiones, libro II, 7, 3), ma in questo caso ci si riferisce ai nomi delle cose del mondo.

Nella forma conveniunt rebus nomina saepe suis (spesso i nomi sono appropriati alle cose/persone cui appartengono)[1] si ritrova nella commedia elegiaca De Paulino et Polla di Riccardo da Venosa (vv. 411-412).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli editore, 1980 ISBN 88-203-0092-3, citazione n. 1703, p. 509 (N.B.: il riferimento di Fumagalli a Poésies populaires du Moyen Age di Edelestand du Méril (citato come Duméril) contiene una leggera inesattezza nel titolo e va inteso all'opera Poésies inédites du moyen âge dello stesso autore)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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