Noci

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« Non lontano da Laurino infatti, in posizione collinare più dolce sorge Noci, con le sue chiese sparse, fatte di chianche, coperte di chianche. »
(Raffaele Nigro, Viaggio in Puglia, Laterza, Bari 2009, pag. 96)
Noci
comune
Noci – Stemma Noci – Bandiera
Noci – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Bari-Stemma2.png Bari
Amministrazione
Sindaco Domenico Nisi (PD) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 40°48′00″N 17°08′00″E / 40.8°N 17.133333°E40.8; 17.133333 (Noci)Coordinate: 40°48′00″N 17°08′00″E / 40.8°N 17.133333°E40.8; 17.133333 (Noci)
Altitudine 420 m s.l.m.
Superficie 148,82 km²
Abitanti 19 477[1] (31-12-2010)
Densità 130,88 ab./km²
Frazioni Lamadacqua
Comuni confinanti Alberobello, Locorotondo, Castellana Grotte, Gioia del Colle, Mottola (TA), Putignano
Altre informazioni
Cod. postale 70015
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072031
Cod. catastale F915
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Nocesi
Patrono san Rocco, Madonna della Croce
Giorno festivo 3 maggio (Madonna della Croce) - prima domenica di settembre (San Rocco)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Noci
Posizione del comune di Noci all'interno della provincia di Bari
Posizione del comune di Noci all'interno della provincia di Bari
Sito istituzionale

Noci (Nusce in barese[2]) è un comune italiano di 19.477[3] abitanti della provincia di Bari, in Puglia. Sorge sulle Murge meridionali ed è incluso tra i comuni appartenenti alla Valle d'Itria e della Terra dei Trulli, comprensorio turistico dei trulli e delle grotte.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Noci si trova a metà strada tra Bari e Taranto, su una collina delle Murge a 420 metri s.l.m. L'altezza di tutto il territorio nocese, che ha una superficie di 148,82 km², varia dai 331 metri s.l.m, nella parte nord-ovest, ai 470 metri di Monte Carello, nella parte nord-orientale. Il patrimonio boschivo è indubbiamente uno degli elementi naturalistici più caratterizzanti. Il fragno (Quercus trojana) ha rappresentato l'unica ed immediata risorsa ambientale dei primi coloni; oggi i boschi, un tempo largamente diffusi nel territorio e abbattuti in larga misura tra XVII e XVIII sec., occupano circa il 20% dell'intero territorio comunale e sono costituiti per il 90% da fragno.

Il territorio comunale confina a nord con il comune di Putignano, a nord est con il comune di Castellana Grotte, a ovest con il comune di Gioia del Colle, a sud con il comune di Mottola (TA) e a est con il comune di Alberobello.

La legge regionale n. 19 del 24 luglio 1997 individuò quale "area naturale protetta e avente interesse naturalistico", nonché "ambientale e paesaggistico" la zona di Barsento nella quale venne inclusa Noci.[4] Tra i comuni interessati dalla porzione vi sono Putignano, Alberobello, Monopoli e Castellana Grotte.

L'area fa parte inoltre della cosiddetta "Murgia dei Trulli", territorio caratterizzato dalla presenza di tipiche architetture e strutture rurali, trulli e masserie. Il comune di Noci, per la sua altitudine superiore alla media dei comuni limitrofi, rientra nella zona della comunità montana della Murgia Barese Sud-Est.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La breve distanza da due mari (28 km dall’Adriatico e 35 km dallo Ionio) determina la mitezza del clima, che pure è posta in area collinare. L’area geografica di riferimento, quella della Murgia barese sud-est, è definita zona "caldo temperata", in quanto la temperatura media del mese più freddo, in genere gennaio, è di 6,5 °C, ossia compresa fra –3 e 18 °C.

L’estate, invece, è sempre calda e asciutta (clima mediterraneo), con siccità estiva. La temperatura media, infatti, è attorno ai 15-16 °C, con minimi termici nelle notti invernali che scendono raramente al di sotto di 3° e con massimi di 30°-35° nei meriggi di agosto. La piovosità, generalmente scarsa, accentrata nell’autunno e nell’inverno, registra una media annua di 720 mm circa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Puglia.

La tradizione storiografica basata sugli studi dello storico locale Pietro Gioja (1801-1865), vuole che le origini della cittadina pugliese siano da ricondurre presumibilmente agli anni della seconda metà del VI secolo d.C. quando, per volere del capitano Conone e su mandato dell'imperatore Giustino II, sulla collina dove attualmente sorge Noci, fu eretta una cittadella di carattere militare (Castellum Nucum). La notizia sarebbe confermata, secondo il Gioja, dalla testimonianza del vescovo di Bisceglie, Pompeo Sarnelli il quale, in un documento del 1680 specifica che "In questo tempo il duce Tulliano [...] edificò [cioè nel 591] [...] ne' Monti Appennini del Castello delle Noci la Badia di Barsento de' Monaci di S. Equizio".[5] È molto verosimile, nondimeno, che la fondazione della città sia da ascrivere ai tempi della dominazione normanna. Volendo accampare una documentazione probante sulla costituita città, è opportuno risalire al 1188, anno in cui l'arcivescovo Rainaldo di Bari, per incarico di papa Alessandro III riconosce e giudizialmente definisce soggetta alla giurisdizione del vescovo Cafisio di Conversano la città di Rutigliano; contestualmente l'episcopo enumera propriis vocabulis le singole località sottopostegli, tra cui Sanctam Mariam de Nucibus. Il primo documento a testimonianza di un primevo nucleo urbano risale invece al periodo svevo, precisamente al 1240, anno in cui l'imperatore Federico II di Svevia ingiunge agli uomini del Casale di Santa Maria delle Noci di partecipare alla manutenzione del castello di Ruvo: Castrum Rubi [reparari potest] per homines Rubi, Biticti, Binetti, S. Nicandri, Monturoni, Lusicii, Canniti, Pali et S. Marie de Nocibus.[6][7]

All'ingrandimento del castello originario contribuirono, secondo una vecchia tradizione storiografica, la migrazione degli abitanti dei vicini borghi di Barsento e Casaboli, antichi centri abitati, che appaiono completamente disabitati nel XV secolo (come risulterebbe in un documento del 1481, in cui si allude a "locis inhabitatis Casabolae") e, secondo una versione ormai smentita dallo storico Pasquale Gentile, distrutti nel 1040 per iniziativa del duca Rainero de Fumis, signore di Mottola, per punire i due centri di aver tentato di rendersi indipendenti.[8] In realtà il fatto che Casaboli esistesse ancora (e fosse florido) in quegli anni è attestato dalla donazione da parte del conte normanno Goffredo ai Benedettini di Santo Stefano di Monopoli e, un secolo dopo, da un diploma del 1169 che registra la donazione feudale di Roberto Altavilla conte di Loretello all'abate del medesimo monastero.[9] Le Cedole Angioine attestano che nel 1340 il Casale Sancte Marie de Nucibus è sottoposto a tassazione. Sotto il dominio angioino la comunità conosce un decisivo sviluppo. All'interno del processo di appropriamento del demanio da parte dei casali, Noci ottiene il riconoscimento di Universitas, che nel gergo curialesco del tempo indicava l'istituzione comunale.[10] Nel 1407 re Ladislao I concede alla comunità che si era ribellata al dominio della contessa di Conversano Margherita del Balzo lo scioglimento dai vincoli feudali (tuttavia ristabiliti un secolo dopo).[11] Successivamente, pretesa del principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, finì tra i possedimenti di quest'ultimo per poi essere ceduta in dote alla figlia Caterina nel 1456. Il matrimonio di Caterina Orsini Del Balzo (figlia di Giannantonio) con Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona, segnò il trasferimento di Noci tra i possedimenti facenti parte della Contea di Conversano. Da allora rimase fino alla soppressione della feudalità nel 1806 sotto la giurisdizione dei duchi d'Atri della famiglia Acquaviva d'Aragona.

Nel 1739 a Napoli tra l'Università di Noci, il Duca di Martina, il Conte di Conversano e l'Università di Mottola venne stipulato un accordo (Instrumento di partaggio) che garantiva alla comunità nocese gli usi civici e i diritti di parata e fida.[12] Il patto attribuiva lo Ius comunale patrimoniale alla comunità cittadina sull'intero territorio comunale, garantendo alla stessa elevati vantaggi economici e oltretutto risolvendo una lunga contesa storica con il signore di Mottola (salvo poi i diritti di parata venire inibiti nei decenni successivi).
Durante la rivoluzione partenopea del 1799 Noci, che aveva dato i natali a uno degli artefici della stessa, Giuseppe Leonardo Albanese, membro del governo provvisorio della Repubblica, dapprima rifiutando l'imposizione dell'"infame albero" delle libertà repubblicano, poi, minacciata dai recenti massacri di lealisti operati dai francesi nei pressi di Bari, si sottomise alla sua imposizione, pur non essendovi mai state nella popolazione simpatie giacobine (ed anzi essendo rimasta l'adesione alla rivoluzione un fatto dapprima esclusivamente circoscritto al notabilato locale).[13] Durante l'occupazione francese del regno di Napoli, sotto il regno di Giuseppe Bonaparte, la legge del 2 agosto 1806 sopprime la feudalità colpendo duramente i feudatari delle campagne nocesi. Con la legge di soppressione degli ordini religiosi[14] l'antico convento dei padri Domenicani è soppresso e sono confiscati i suoi beni e assegnati al demanio statale. Il convento dei frati Cappuccini fondanto nel 1588 è invece abolito durante il periodo unitario.[15] Dopo la restaurazione anche il paese è coinvolto nell'associazionismo segreto volto a combattere l'ordine seguito al Congresso di Vienna e a diffondere le idee liberali. Sulle diverse associazioni che si formano spicca la Vendita carbonara cui nel 1820 (anno in cui Ferdinando I concesse la Costituzione) aderiscono 78 nocesi.[16]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune ha come emblema un robusto albero di noce sostenuto a sinistra da un leone.[17]

Stemma

Una descrizione più accurata dello stemma è fornita dal decreto del capo del governo datato 9 marzo 1935, nel quale Benito Mussolini decreta di:

« spettare al Comune di Noci, in provincia di Bari, il diritto di fare uso dello stemma e del gonfalone miniati nei fogli qui annessi e descritti come appresso:Stemma: D'argento al noce nudrito, sostenuto a sinistra da un leone, il tutto al naturale; al Capo del Littorio che è: Di rosso (porpora al Fascio Littorio d'oro, circondato da due rami di quercia e di alloro, annodati da un nastro dai colori nazionali). Ornamenti esteriori da Comune. »
(Decreto del Capo del Governo Benito Mussolini, 9 marzo 1935)

Dietro la storia dello stemma comunale si celano traversie che attengono alla composizione grafica dello stesso. Il gonfalone ha infatti col tempo subito svariate modifiche e quello attualmente in uso è conforme al decreto del 1935. Per quanto riguarda la descrizione e l'interpretazione simbolica delle figure è importante rilevare che il suddetto decreto altera la valenza storica del leone, presentatoci nella posizione di sostenere l'albero delle noci, in segno di forza, mentre, in origine, il leone rampante aveva rappresentato la nobile famiglia degli Acquaviva d'Aragona, Conti di Conversano, feudatari di Noci.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

« La sobrietà indifesa di questi luoghi contagia una religiosità pensosa. Direi una pensosità profonda, perché queste chiesuole esprimono bisogno di raccoglimento e di riflessione solitaria. »
(Raffaele Nigro, Viaggio in Puglia, Bari, Casa editrice Giuseppe Laterza & figli, 2009, pag. 96)
Chiesa di Barsento, presso il luogo dove sorgeva l'antico casale di Barsento, di fondazione anteriore a quella di Noci e secondo alcuni studiosi in origine abitato da popolazioni messapiche.[18]
Torre dell'orologio in piazza del Plebiscito.

Chiesa rupestre di Barsento[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa abbaziale di Barsento fu fatta costruire secondo la leggenda per i monaci di sant'Equizio abate da papa Gregorio Magno nel 591.[5] La presenza di un elemento autoctono pre-romanico, ossia l’architettura dei trulli, ha fatto supporre allo studioso Franscesco D'Andria che l'origine della chiesa fosse da far risalire alla dominazione longobarda (fine VIII-inizi IX secolo), o comunque, ad un periodo non posteriore alle invasioni saracene.[18] Altri studiosi confermano questa tesi, mentre Gioia Bertelli rinvenendo nella chiesa elementi del periodo romanico ha dilatato l'epoca di edificazione ai secoli XI-XII (sottolineando che il monumento non presenta alcuna caratteristica architettonica tale da farlo ritenere una costruzione realizzata nell’alto Medioevo).[18] La costruzione si erge in posizione dominante in cima ad una collinetta affacciata sul "canale di Pirro" (440 m s.l.m.), a circa 6 km dall'abitato.

Chiesa dei Cappucini[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa detta dei Cappuccini, perché risultante dalle modifiche otto-novecentesche realizzate sul vecchio convento francescano fondato nel XVI secolo, è intitolata al "Santissimo Nome di Gesù". Ospita nella sagrestia una tela seicentesca attribuita a Luca Giordano raffigurante la Vergine.

Chiesa di Santa Maria della Natività[modifica | modifica wikitesto]

La collegiata (Chiesa matrice) rappresenta un ampliamento in fasi successive della chiesetta già esistente nel XII secolo dedicata al culto mariano e radicalmente trasformata nel corso dei secoli. Attualmente disposta su tre navate, ospita un fonte battesimale policromo trecentesco, un gruppo scultoreo della Madonna in trono col Bambino (1505), attribuita all'artista locale Stefano da Putignano; un Crocifisso barocco e 14 grandi tele della Via Crucis. Le tele sono citate nei documenti di archivio della chiesa a partire dal 1745 e costituiscono una collezione stilisticamente povera e modesta, con influssi caravaggeschi, probabilmente commissionata dal capitolo della chiesa al frate leccese Luigi del Santissimo Sacramento con l'obiettivo di istruire i fedeli.[19] Nel presbiterio si trova un polittico in pietra locale e legno. Commissionato dal conte di Conversano Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona e realizzato da Nuzzo Barba di Galatina, vi sono collocate 9 statue lapidee ad esclusione di una in legno, che raffigurano la Madonna con bambino nella parte centrale, nel registro superiore Sant'Antonio da Padova, San Rocco, San Sebastiano e il Cristo risorto, mentre nel registro inferiore san Domenico di Guzmán (in legno), San Pietro, San Paolo e San Vito Martire. All'antica facciata gotica della collegiata, con interventi effettuati tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX, si sostituì un nuovo prospetto neoclassico attraverso la costruzione di un grosso frontone che alterò il disegno originario.[20] Nella seconda metà del XVIII secolo è portato a termine il campanile attuale (alto 35 m) in sostituzione di quello preesistente. A metà Ottocento è infine l'innalzamento della volta lignea della navata centrale e l'inglobamento delle colonne risalenti alla struttura gotica in nuovi pilastri lapidei.[21]

Polittico della chiesa matrice.

Monastero della Madonna della Scala[modifica | modifica wikitesto]

Il monastero benedettino della Madonna della Scala, fondato da don Emanuele Caronti, è ubicato a circa 5 km dal centro abitato in posizione panoramica su un'altura, fu fondato nel 1930 sul luogo di un precedente monastero benedettino, di cui si conserva una chiesa romanica del XII secolo incorporata in quella nuova edificata nel 1952.

Santuario Madonna della Croce[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario della Madonna della Croce è situato a 1 km dal centro abitato e risalente al XV secolo, ospita un affresco di autore ignoto del XV secolo con Maria ed il Bambino, rinvenuta secondo la tradizione in una grotta esistente nel boschetto vicino e meta di pellegrinaggi.

Torre dell'orologio[modifica | modifica wikitesto]

La Torre civica (o "Torre dell'orologio") costituisce il simbolo dell'identità civica del paese. Venne portata a termine nei primi decenni dell'Ottocento e si staglia di fronte alla Collegiata nella piazza antistante a quest'ultima, centro di vita pubblico dell'antico abitato.

Gnostre[modifica | modifica wikitesto]

Le gnostre (da claustrum, serratura, stesso etimo di chiostro) sono piccoli spazi che si aprono nel centro antico di Noci tra le viuzze che lo caratterizzano, un tempo vere e proprie strade poi richiuse per far posto alla costruzione di nuove abitazioni in seguito all'incremento demografico registrato durante il XVIII secolo.

La loro peculiarità è la presenza di tre lati chiusi e di un solo lato aperto verso la strada principale. Sono dei vicoli chiusi che sfruttano l'interspazio tra le abitazioni circostanti per determinare un'area che è al tempo stesso semi-pubblica e semi-privata.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[22]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Noci[modifica | modifica wikitesto]

Fontana comunale innevata

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Eventi annuali fissi[modifica | modifica wikitesto]

  • Processione dei "Misteri" - nella domenica delle Palme (dal 2008);
  • Processione di Cristo di Casaboli - notte del venerdì Santo;
  • Fiera della Madonna - 30 aprile;
  • Festa patronale di Santa Maria della Croce - 3 maggio;
  • Festa campestre di Santa Maria della Croce - 31 maggio;
  • Fiera di Sant'Antonio - 13 giugno;
  • Festa rionale di San Giovanni - 24 giugno;
  • Festa patronale di San Rocco - 1ª domenica di settembre;
  • Fiera di San Rocco - 2ª decade di settembre;
  • Festa della B.V.M. del Rosario e dei Ss. Medici Cosma e Damiano - 2ª domenica di ottobre;
  • Fiera di Natale - 2ª decade di dicembre.

Eventi legati a rassegne e sagre[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli eventi organizzati annualmente dall'amministrazione comunale e suscettibili di variazioni nel programma di animazione estiva e non, stabilito dall'assessorato di anno in anno, si registrano i seguenti appuntamenti:

  • "Noci Estate" e "Noci Incanta" - durante tutto il corso dell'estate;
  • Nocicortinfestival - festival internazionale di cortometraggi in collaborazione con la Beijing Film Academy, con l'HollyShorts Film Festival e sette accademie di cinema europee. Si tiene ad agosto dal 2006;
  • Manifestazione poetica "Sempre nuova è l'alba" - Libera notte di poesia - nel mese di agosto;
  • "Festival internazionale del Folklore" - nel mese di agosto;
  • Sagra dell'asparago selvatico - aprile;
  • Notte di Serenate - notte tra il 23 e il 24 giugno;
  • "Bacco nelle gnostre", sagra del vino e delle castagne - nel mese di novembre;
  • "Pettole nelle gnostre e cioccolato in sagra" - dicembre;
  • "InContemporanea - Nuove dimensioni sonore" - festival di musica contemporanea;
  • "BucoBum Festival" - Festival di musica e cantautori contemporanei (luglio e agosto);
  • Concorso Regionale di Clarinetto e Trombettisti "Saverio Mercadante"[24] - ottobre;
  • Sagra dei funghi - ottobre;
  • "Fiera delle Murge" - dedicata ai prodotti tipici murgiani (periodo di Natale);
  • "Festa dell'Emigrante" - dedicata a tutti i nocesi che emigrano in cerca di lavoro (seconda decade di agosto);

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fontana monumentale in piazza Garibaldi.

Nell'ambito dell'economia del paese sono rappresentati, complessivamente, tutti i settori produttivi: agricolo, industriale, artigianale e terziario

Una posizione di rilievo è occupata dalle imprese delle costruzioni edili e da quelle del trattamento delle acque. Dalla vocazione zootecnica trae impulso il comparto agro-alimentare: i caseifici producono la celebre mozzarellatreccina” e i salumifici confezionano la famosa “coppa Murgia”; sviluppato è il polo del cioccolato. Sviluppate in egual misura sono le aziende manifatturiere del settore tessile e dell'abbigliamento.

Una parte ristretta degli abitanti nocesi risiede stabilmente nella zona rurale, in aziende a conduzione familiare spesso totalmente meccanizzate. La maggior parte degli addetti si dedica all'allevamento del bestiame, in maniera particolare bovino. La popolazione residente attiva in condizione professionale, che costituisce il 37% della popolazione totale, è occupata per il 32% nell'industria, per il 16% nell'agricoltura e per il 52% nel terziario o in altre attività.

Relativamente alle fasce di reddito, i nocesi si collocano nella posizione di larga maggioranza in quella tra i 15.000 e i 26.000 euro (da 15.000 a 20.000 il 19,6%, da 20.000 a 26.000 il 18,0%). La fascia 26.000-33.050 è occupata dall'11,6% dei nocesi, quella dai 33.500 a 40.000 dal 4,7%, mentre quella oltre i 100.000 rappresenta il 6,0% dei percepenti reddito. L'8,1% dei nocesi ha un reddito che va dai 1000 ai 10.000 euro.[25]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Bari.

A Noci si accede attraverso diverse strade provinciali: da Putignano (6 km), da Alberbello (10 km), da Mottola (20 km), da Gioia del Colle (18 km), da Martina Franca (24 km), da Massafra (28 km), da Castellaneta (25 km) e da Fasano (30 km). La città è dotata di un'ampia circonvallazione, anello stradale che consente di aggirare il centro urbano, dotato di svincoli in più punti al fine di immettervisi dalla variante alla Strada statale 377 delle Grotte e dalla Strada provinciale 237.

Noci è servita inoltre da un collegamento di strade ferrate tramite una stazione delle Ferrovie del Sud Est (linea Bari-Taranto). Le stazioni attigue sono Alberobello e Putignano, centro di congiunzione delle vie ferroviarie per Conversano e Casamassima. Efficienti sono i collegamenti a mezzo bus che giornalmente eseguono tratte con i comuni vicini garantendo gli spostamenti di studenti e lavoratori.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Noci vanta diverse società calcistiche con diversi campi da calcio. Lo stadio principale è la struttura intitolata al Marchese "De Luca Resta".

Calcio a 11

La principale squadra di calcio a 11 della città, società rifondata nel 2006 dopo essere esistita in passato e aver militato fino alla serie D, è l'A.S.D. Sport Noci che milita nel girone A pugliese di Promozione ed è affiliata al Palermo Calcio[26].

Calcio a 5

La principale squadra di calcio a 5 è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Noci Calcio a 5,militante nel girone B di serie C2.

Pallamano[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport nel quale la cittadina eccelle maggiormente è la pallamano, con la squadra Pallamano Noci, storica società nata nel 1976, che partecipa al Campionato italiano di pallamano maschile. Noci vide esordire la seconda società di pallamano tesserata FIGH della regione con il gruppo sportivo "Vini Barsento Noci", collocandosi tra le primissime società di pallamano tesserate in Italia. La pallamano nocese ha contribuito a creare un notevole interesse per questa disciplina nei giovani della regione organizzando tornei e manifestazioni dimostrative soprattutto nei comuni limitrofi che fanno oggi del comprensorio un distretto della pallamano di rilevanza nazionale, considerata la presenza nel raggio di 50 km di dieci società che militano nei campionati di A2, di A1 e Serie A Élite, nel quale competono la squadra nocese, la Polisportiva Junior Fasano e il più blasonato Conversano.

Nel 1978 conclusa l'esperienza della Vini Barsento, atleti e dirigenti decisero di continuare la loro avventura costituendo la società sportiva "Pallamano Noci" che per sostenersi finanziariamente nel suo primo anno di attività ricorse alla sottoscrizione popolare con il contributo degli stessi cittadini nocesi.

Nel 2014 per problemi economici,la Pallamano Noci si è convertita in Nova Yardina Noci fondata da Gabriele Ginevra,ex presidente. Attualmente disputa in nel Campionato italiano di pallamano maschile in Serie B anche se stata promossa in Serie A1 per problemi degli sponsor che non riuscivano a sostenere la Serie A1. L'attuale presidente Vittorio Lippolis

ha dichiarato "Supereremo i campionati fino ad arrivare al massimo campionato con molto impegno".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Bauer, Noci nell'Ottocento, Schena Editore, 1993
  • Noci, colori e calori della murgia, pubblicazione patrocinata dal Comune e dall'Assessorato alla cultura
  • Pietro Gioja, Conferenze istoriche sul comune di Noci, Industria grafica Laterza, 1970
  • Francesco Giacovelli, "Masserie a Noci - Evoluzione e forme del paesaggio agrario", Edizioni V. Radio, Putignano, 1998
  • Filomena Plantone - Francesco Giacovelli, "Case e cose del passato a Noci", Schena Editore, Fasano, 2010
  • Pasquale Gentile, Uomini e fatti nella "Terra delle noci" sul finire del Settecento, Edizioni Vito Radio, Putignano, 1999
  • Angelo Fanelli, La più antica platea della città: cultura, economia e fede nella Noci del '400, Edizioni Vivere In, Monopoli, 1999
  • Antonio Roberto, Noci nel Risorgimento, Suma Editore, 2011
  • Pasquale Gentile, "Percorsi storici nel centro antico", Parco letterario 'Formiche di Puglia', 2007
  • Pasquale Gentile, "Noci, le grandi questioni storiche", Radio editore, Putignano, 2004

Città gemellate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 443.
  3. ^ Dati Istat in riferimento al 31/12/2010
  4. ^ LEGGE REGIONALE N. 19 DEL 24-07-1997 REGIONE PUGLIA, recante "Norme per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette nella Regione Puglia"
  5. ^ a b Pietro Gioia, Conferenze istoriche sul comune di Noci, Industria grafica Laterza, 1970
  6. ^ B. Ligorio, Federico II: ebrei, castelli e ordini monastici in Puglia nella prima metà del XIII secolo, Artebaria ed., 2011, p. 54.
  7. ^ P. Gentile, Noci - Percorsi storici nel centro antico, Formiche di Puglia, 2007, p. 17.
  8. ^ Nicola Bauer, Ciccio Giacovelli, La questione di casaboli nella memoria collettiva. URL consultato il 28 novembre 2012.
  9. ^ Pasquale Gentile, Percorsi storici nel centro antico, Parco letterario 'Formiche di Puglia', 2007, p. 280
  10. ^ Nicola Bauer, Noci nell'Ottocento, Schena Editore, 1993, p. 19
  11. ^ Pasquale Gentile, Noci - Percorsi storici nel centro antico, Vito Radio editore s.r.l., Putignano 2007, p.11
  12. ^ Ovvero di vendita delle ghiande e di prelievo sul bestiame pascolante nel territorio civico.
  13. ^ Pasquale Gentile, Uomini e fatti nella "Terra delle noci" sul finire del Settecento, Edizioni Vito Radio, Putignano, 1999, pp. 234 ss
  14. ^ legge 7 agosto 1809
  15. ^ in applicazione del regio decreto 7 luglio 1866; i suoi beni sono messi a disposizione del comune
  16. ^ Antonio Roberto, Noci nel Risorgimento, Suma Editore, Bari 2011, p. 111
  17. ^ Statuto Comunale, art. 1, co. 1
  18. ^ a b c Vito Ricci, La chiesa di Santa Maria di Barsento. URL consultato il 2 ott 2010.
  19. ^ In origine i dipinti erano forse collocati lungo le pareti delle navate laterali, ma quando nel 1790 vi vennero realizzati degli arconi con altari, dovettero essere spostati sopra gli archi delle campate nella navata centrale.
  20. ^ Nicola Bauer, Noci nell'Ottocento, Schena Editore, 1993, p. 72
  21. ^ Una delle colonne gotiche è stata recentemente portata alla luce in occasione del restauro della chiesa, ed appare visibile attraverso una teca in vetro.
  22. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  23. ^ Annali dell’Ordine dei frati minori cappuccini - Google Libri
  24. ^ associazioneaulos.com
  25. ^ Dati ISTAT 2005 forniti da Comuni.it
  26. ^ Progetto "Vicenza Academy", Vicenza Calcio. URL consultato il 27 marzo 2013.

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