Natale romano

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Natale (latino Natalis dies) è il nome con cui nella religione romana si indica il giorno di inizio di un evento importante e la sua ricorrenza: la nascita di un individuo e il suo compleanno, la fondazione di una città e il suo anniversario, la dedica di un luogo sacro e la sua ricorrenza, l'inizio del regno di un sovrano e la ricorrenza della sua ascesa al trono.

Nel calendario romano si trovano espressioni come Natale di Tito, Natale di Adriano a intendere i compleanni degli imperatori, oppure Natale di Mercurio, Natale di Minerva, a intendere la ricorrenza della dedica del tempio di questa o quella divinità.

Nel giorno natalizio si svolgevano feste private in occasione dei compleanni dei privati cittadini e feste pubbliche in occasione del natale di imperatori e divinità. Anche il Natale di Roma era ovviamente una solennità pubblica e coincideva con l'antica festa dei Parilia.

Il natale romano più famoso è però quello del Sole Invitto, il dies Natalis Solis Invicti, introdotto da Eliogabalo (imperatore dal 218 al 222) e ufficializzato per la prima volta da Aureliano nel 273, sul quale si sovrappose il Natale cristiano.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alla luce delle fonti si ipotizza che i cristiani avrebbero "ribattezzato" la festa pagana del Sole Invitto come "Festa della nascita di Cristo", spostandone la data dal 21 al 25 dicembre, per soppiantare quella pagana, largamente diffusa tra la popolazione.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Ferrari. Natalis dies, in Dizionario di mitologia greca e latina. Torino, UTET, 1999. ISBN 88-7750-754-3.
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