Monocordo

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Monocordo
Monochord.jpg
Un monocordo, raffigurato su Musurgia Universalis (Athanasius Kircher, 1650).
Informazioni generali
Invenzione Antichità
Classificazione Cordofoni semplici
Utilizzo
Didattica musicale

Il monocordo è uno strumento composto da una sola corda, tesa sopra una cassa di risonanza tra due ponticelli, e posata su un terzo ponticello intermedio che può essere spostato; così facendo si può dividere la corda a piacere e ottenere suoni di altezza (frequenza) variabile.

Il termine monocordo deriva dal greco monòchordon (mònos, "unico" e chordê, "corda") e significa "strumento a corda unica", anche se di fatto alcuni monocordi sono dotati di più corde, solitamente accordate alla medesima altezza.

Secondo Boezio questo strumento fu inventato in Grecia nel VI secolo a.C. da Pitagora (e comunque era già esistente ai suoi tempi) per studi di acustica.

In epoca medievale venne impiegato sia come mezzo per la verifica sperimentale delle leggi dell'armonia, sia come ausilio pratico per l'istruzione dei cantori [1].

Il primo trattato medievale in cui venne descritto il procedimento per la sua taratura fu Musica enchiriadis di anonimo del IX secolo, poi attribuito ad Oddone da Cluny. Il primo trattato autografo fu Micrologus de disciplina artis musicæ (ca. 1025/1026) di Guido monaco.


Divisione del monocordo di Ottone (IX secolo) e di Guido monaco (XI secolo).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Atlante storico della musica nel Medioevo, Milano, Jaca Book, 2011.
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