Monastero di St. Jakob

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Monastero di St. Jakob
Portale dell'Abbazia
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Stato Germania Germania
Land Baviera Baviera
Località Ratisbona
Religione Cattolica
Titolare San Giacomo il Maggiore
Ordine Benededettino
Diocesi Ratisbona

Il Monastero di St. Jakob è una abbazia benedettina dedicata a St. Jakob (Jakobskirche) a Ratisbona in Germania. Venne fondata dai monaci missionari irlandesi è per gran parte della sua storia fu in mano ai monaci irlandesi e poi scozzesi, da cui il suo nome in lingua tedesca Schottenkirche, Schottenkloster o Schottenstift. In latino medievale Scotti significava gaelici ovvero provenienti dall'Irlanda o dalla Scozia, così il termine Schottenstift data da quel periodo. Il nome ufficiale della chiesa, l'edificio più importante dell'intero sito abbaziale, è Die irische Benediktinerklosterkirche St. Jakob und St. Gertrud (letteralmente: "Chiesa dell'Abbazia benedettina irlandese di san Giacomo e santa Geltrude").[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Periodo irlandese[modifica | modifica sorgente]

Il monastero venne fondato nel XII secolo dagli Scotti ovvero dai gaelici. Fino a quel periodo il termine Scotti non faceva distinzione fra irlandesi e scozzesi e alcuni monaci provenivano da quella che è l'attuale Scozia, ma la maggior parte di loro erano irlandesi. Regensburg fu un importante centro per i missionari irlandesi in centro Europa, e la Schottenstift di Vienna fu una filiazione dell'Abbazia di St. Jakob. I suoi monaci avevano una stretta correlazione con quelli della famosa scuola di Cashel.

Onorio Augustodunense (morto ca. 1151), un teologo medievale molto influente, passò gli ultimi anni della sua vita in questo monastero. Sembra possibile che la Kaiserchronik, libro del XII secolo, sia stata scritta qui, anche se non vi è la certezza assoluta. La fondazione del monastero è descritta, ad esempio, da Konrad von Megenberg nel capitolo VI del suo De limitibus parochiarum civitatis Ratisbonensis.

Periodo scozzese[modifica | modifica sorgente]

Una bolla papale del 1577 trasferì il monastero dagli irlandesi agli abati scozzesi. Questi monaci provenivano, per la maggior parte, dalle Lowlands scozzesi, e non erano gaelici. L'effetto della bolla fu una completa discontinuità nelle tradizioni dell'abbazia. In parte potrebbe essere stata motivata dal fatto che la parola Scotti aveva ormai assunto il significato di scozzese nel senso moderno, consentendo ai nuovi abati di affermare che il possesso irlandese era sempre stato illegittimo. Altro motivo può in parte essere dipeso dal fatto che la comunità irlandese a Regensburg era in ogni caso in forte calo: l'ultimo abate irlandese era morto lasciando un solo monaco e un novizio.

Il primo abate scozzese fu Ninian Winzet, controverso critico di John Knox, che era stato incaricato da Maria di Scozia, di inviare dei preti in Scozia. Comunque non prima dei primi anni del XVII secolo fu possibile inviare alcuni missionari in Scozia. Dal 1623 la missione venne assolta in collaborazione con i benedettini inglesi di Douai in Francia.

Sotto la guida dell'abate Charles Arbuthnot (1775-1820), il Monastero fu l'unico a non subire la secolarizzazione della case religiose del periodo napoleonico, anche se, dopo la morte di Arbuthnot, venne retrocesso a priorato. La presenza scozzese ebbe termine nel 1862, quando il governo della Baviera acquistò il monastero per adibirlo a seminario.

Abati scozzesi 1560-1820[modifica | modifica sorgente]

(lista incompleta)

Priori scozzesi 1820-1860[modifica | modifica sorgente]

(lista incompleta)

  • fino al 1862 Anselm Robertson

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1862 l'abbazia venne riaperta come seminario per preti, sotto la giurisdizione della diocesi cattolica di Monaco di Baviera.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ R. Strobel, "St. Jakob zu Regensburg. Architektur und Geschichte," in Paulus, Romanik, p. 147.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lore Conrad, Die Bildsymbolsprache der romanischen Schottenkirche in Regensburg. 6th edition. Regensburg 1993, ISBN 3-9800355-5-7
  • Helmut Flachenecker, Schottenklöster. Irische Benediktinerkonvente im hochmittelalterlichen Deutschland. Paderborn, 1995, ISBN 3-506-73268-4
  • Elgin von Gaisberg, Das Schottenportal in Regensburg. Bauforschung und Baugeschichte. Regensburg 2005, ISBN 3-937527-07-9
  • Paul Mai, Scoti peregrini in St. Jakob. Regensburg, 2005, ISBN 3-7954-1775-9
  • Helmut-Eberhard Paulus, Romanik in Regensburg. Kunst, Geschichte, Denkmalpflege. Regensburg 1996, ISBN 3-7954-1095-9
  • Alasdair Roberts, Regensburg and the Scots, Aberdeen 2005.
  • Mona Stocker, Die Schottenkirche St. Jakob in Regensburg: Skulptur und stilistisches Umfeld. Regensburg 2001, ISBN 3-930480-56-5
  • Richard Strobel, Schottenkirche St. Jakob, Regensburg (=Schnell Kunstführer Nr. 691). 18th edition, Regensburg 2006, ISBN 3-7954-4437-3
  • Richard Strobel e Markus Weis, Romanik in Altbayern. Zodiaque-Echter, Würzburg 1994, ISBN 3-429-01616-9

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 49°01′07″N 12°05′18″E / 49.018611°N 12.088333°E49.018611; 12.088333