Mediogioco

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Blackburne - Tarrasch, Breslavia, 1889
Chess zhor 26.png
Chess zver 26.png a8 rd b8 c8 d8 qd e8 f8 g8 h8 kd Chess zver 26.png
a7 pd b7 nd c7 d7 e7 bd f7 pd g7 rd h7 pd
a6 b6 c6 d6 e6 pd f6 nl g6 pd h6
a5 b5 c5 pd d5 e5 pl f5 bd g5 ql h5
a4 b4 c4 d4 pd e4 f4 pl g4 h4
a3 b3 c3 d3 e3 f3 nl g3 rl h3
a2 pl b2 pl c2 pl d2 e2 f2 g2 pl h2 pl
a1 b1 c1 bl d1 e1 f1 rl g1 kl h1
Chess zhor 26.png
Un esempio di posizione di mediogioco. Il Nero muoverà: 26…Cd6.

Mediogioco è il termine con cui negli scacchi si indica la fase della partita che segue l'apertura e precede il finale.

È difficile stabilirne esattamente l'inizio e la fine: in linea di principio il mediogioco inizia quando i due giocatori hanno terminato di sviluppare i propri pezzi e la struttura dei pedoni ha assunto una fisionomia più o meno definita e termina quando, avendo cambiato la maggior parte dei pezzi, si ha una transizione verso il finale.

In genere gli obiettivi dei giocatori nel mediogioco consistono nello sfruttare i vantaggi creatisi durante l'apertura per poter portare delle minacce al re avversario, creare combinazioni favorevoli o semplicemente portarsi verso un finale vantaggioso.

A seconda della posizione che si è venuta determinando dall'apertura il mediogioco può assumere un carattere dove è predominante l'aspetto strategico e quindi la pianificazione più o meno a lungo termine o l'aspetto tattico dove il calcolo la fa da padrone.

Aspetti strategici [modifica]

Negli scacchi per strategia si intende comunemente un ragionamento basato più sugli elementi della posizione che sul calcolo puro delle varianti. In alcune fasi della partita, laddove il puro calcolo lascia il posto alla scelta del dove piazzare i pezzi e perché, gli elementi che entrano in gioco sono ad esempio:

  • la struttura dei pedoni
  • la presenza di colonne aperte e semiaperte
  • la distinzione tra case deboli e case forti
  • la presenza di pedoni isolati, arretrati, doppiati
  • il carattere aperto o chiuso della posizione
  • il possesso della coppia degli alfieri
  • il posizionamento errato di uno o più pezzi
  • la sicurezza del re
  • la parità materiale

oltre a molti altri.

Naturalmente tutto questo non basta in assenza della capacità di calcolo delle varianti: cercare di posizionare un cavallo in una casa debole perché strategicamente corretto può non esserlo tatticamente (es. nel manovrare per posizionare tale pezzo si sottovaluta un attacco avversario che porta a subire perdite di materiale se non peggio). In questo caso entra in gioco la tattica.

Aspetti tattici [modifica]

Negli scacchi per tattica si intende la capacità di calcolare esattamente le varianti che seguono a una certa mossa o a un certo ordine di mosse, talvolta violando i principi della strategia o anche sacrificando materiale per perseguire in cambio un vantaggio.

In una partita a scacchi possono esserci momenti in cui la strategia è predominante e ci si affida più a valutazioni di ordine posizionale che di calcolo e momenti in cui avviene esattamente l'opposto.

Spesso questo dipende anche dalla scelta dell'apertura: a una differente disposizione dei pezzi e soprattutto dei pedoni si accompagna un diverso carattere della posizione e questo può portare a posizioni dove predomina un carattere sull'altro. In generale i due concetti sono complementari: vincere di pura tattica violando i principi strategici della posizione è possibile solo in presenza di errori macroscopici dell'avversario e viceversa pensare di poter condurre una partita affidandosi solamente a ragionamenti di carattere generale senza una adeguata capacità di calcolo può portare a un disastro.

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