Maria Luisa Busi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Maria Luisa Busi (Milano, 24 marzo 1964) è una giornalista, conduttrice televisiva e scrittrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Milano, ma cresciuta a Cagliari, giornalista, inviata speciale, anchor woman del Tg1 delle 20, è caporedattore centrale della redazione Speciali del Tg1. Con i suoi reportages ha raccontato la realtà delle carceri italiane, la condizione dei malati di mente, le nuove schiavitù migratorie, le nuove e antiche povertà. È sindacalista, consigliera nazionale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI). È sposata dal 24 giugno 2004 con il giornalista del TG3 Riccardo Chartroux e ha due figlie, Beatrice nata nel 2003 e Luce nata nel 2006.

Nel 1998 ha interpretato se stessa nel film Gallo cedrone di Carlo Verdone. A novembre 2010 è uscito il suo primo libro Brutte notizie nel quale parla della sua esperienza in Rai e di come sia cambiato il modo di fare giornalismo, tralasciando i problemi dei cittadini e diventando sempre più schierato politicamente. Nel libro racconta, tra l'altro, di come Silvio Berlusconi nel 1992, durante un colloquio per un'offerta di lavoro insieme a Gianni Letta, la definì «un bel bocconcino».

Attività giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Entra in RAI dopo aver lavorato nella emittente cagliaritana Videolina. Nell'ottobre 1991 al TG1 di Roma conduce il giornale di Unomattina su Rai 1, per poi passare all'edizione principale delle ore 20, diventandone uno dei conduttori principali. Su spinta dell'allora direttore del TG1 Gianni Riotta il 12 ottobre 2006 ha inaugurato[1] la via dell'editoriale da studio. Nel marzo del 2010 concede un'intervista a La Repubblica in cui prende posizione contro l'allontanamento dal TG1 dei suoi colleghi Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio, Piero Damosso e Massimo De Strobel, per decisione del direttore Augusto Minzolini: al quotidiano la Busi parla di "rappresaglia" e di un "clima irrespirabile" che fa perdere ascolti al telegiornale[2].

Minzolini replica alla Busi inviandole una lettera di formale contestazione per aver concesso l'intervista senza averne chiesto l'autorizzazione, contestando inoltre il presunto calo dell'Auditel.[3] Alla Busi, in quanto membro del Consiglio nazionale della Federazione della Stampa, è comunque garantita la facoltà di esprimere opinioni nell'esercizio delle sue funzioni di sindacalista, oltreché il rilascio di interviste senza preventiva autorizzazione[4]. Già a febbraio si era registrato uno scontro tra i due, quando la giornalista, inviata del TG1, aveva espresso in diretta un giudizio negativo sulla situazione all'Aquila dopo il terremoto del 2009, da lei considerata più grave di quanto non fosse stato prospettato dal TG1 e dagli altri telegiornali.[5]

Il 21 maggio 2010 Maria Luisa Busi, in conseguenza dei persistenti contrasti con la linea editoriale del direttore Augusto Minzolini, ha rassegnato le dimissioni dalla conduzione del TG1 delle 20.[6][7] Nell'autunno del 2010 ha condotto la trasmissione Articolotre su Rai 3[8], trasmissione sospesa dopo un mese per scarsi ascolti[9]. La Busi tornerà al Tg1 accettando l'incarico offerto dal nuovo direttore Mario Orfeo di caporedattore centrale di tv7 e Speciali tg1 prendendo il posto di Monica Maggioni passata alla direzione di Rai News.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Questi alcuni dei premi ricevuti:

Premio penne pulite Menzione d'onore Premio documentaristi Montecarlo

Note[modifica | modifica wikitesto]