Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni

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Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni bendati sul patibolo

Mahmoud Asgari (Khūzestān, 1989Mashhad, 19 luglio 2005) e Ayaz Marhoni (Khūzestān, 1987Mashhad, 19 luglio 2005) sono stati due adolescenti iraniani, impiccati nella piazza Edalat (della Giustizia) a Mashhad, Iran del nordest, il 19 luglio 2005.

Il caso ha attratto l'attenzione internazionale a causa dell'età dei ragazzi coinvolti e per l'affermazione che la condanna a morte è stata pronunciata in realtà per un rapporto omosessuale consensuale.

La vicenda[modifica | modifica sorgente]

L'esecuzione è stata per la prima volta riportata in lingua inglese da OutRage!, un gruppo britannico per i diritti degli omosessuali. OutRage ha affermato che l'Iranian Students' News Agency, in un articolo on-line pubblicato il giorno dell'esecuzione, indicava come causa dell'esecuzione i rapporti omosessuali tra i due.
L'affermazione è stata contestata da Hadi Ghaem, un ricercatore iraniano della Human Rights Watch che ha detto che l'articolo pubblicato dalla ISNA era intitolato, in lingua farsi, Lavat beh Onf, che egli ha tradotto come «atti omosessuali coercitivi».

Le autorità iraniane, a seguito dell'indignazione suscitata dal caso in tutto il mondo, hanno voluto giustificarsi affermando che i due ragazzi erano stati condannati a morte perché ritenuti colpevoli di aver stuprato nel 2004 un altro ragazzo, di 13 anni, e che al momento dell'esecuzione i condannati avevano 18 e 20 anni, anziché 16 e 18.

Il 20 luglio 2005, il Consiglio nazionale della resistenza iraniana, ha rilasciato un comunicato stampa riguardande l'esecuzione, affermando, senza nessun'altra accusa o motivazione, che:

« Le vittime erano accusate, tra l'altro, di disgregare l'ordine pubblico. »
(Testo completo, in inglese)

Reazioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Sulla rivista Pride n°112 (ottobre 2008, pag. 16), il regista iraniano Bahman Motamedian, intervistato a Venezia da Mario Cervio Gualersi sul suo film Khastegi (Tedium), alla domanda

« Come spiega la contraddizione del suo paese che impicca gli omosessuali e incoraggia i transessuali - maschi - a cambiare sesso? »

risponde

« In Iran i problemi degli omosessuali e dei transessuali sono stati separati. I primi non hanno diritti, i secondi sì. So che qui sono state mostrate scene di esecuzioni capitali ma da noi - e a me - non risulta. In Europa si è fatta troppa pubblicità a queste vicende. »

Reazioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Il 22 luglio 2005, Amnesty International ha rilasciato una dichiarazione stampa affermando:

« Secondo i rapporti i due sono stati condannati per l'imputazione di stupro di un ragazzo tredicenne ed erano detenuti da quattordici mesi. Prima della esecuzione i due hanno ricevuto 228 colpi di frusta ognuno per aver bevuto alcoolici, disturbato la pace e furto. (...) In quanto Stato che ha sottoscritto l'"International Convention on Civil and Political Rights" (ICCPR) e la "Convention on the Rights of the Child" (CRC), Iran si era impegnato a non infliggere la pena di morte a nessuno che avesse commesso un crimine quando aveva meno di 18 anni. »
(Testo completo, in inglese.)

L'accusa che essi avessero stuprato un tredicenne ubriachi e tenendogli un coltello puntato alla gola per rubargli successivamente la bicicletta, è stata mossa dal padre della vittima, un influente "Guardiano della Rivoluzione".

A Tehran, il Premio Nobel per la pace Shirin Ebadi ha biasimato la pena di morte inflitta ai minorenni e denunciato l'affermazione del governo che i due avessero stuprato il bambino nella parte nordest dell'Iran.

Il gruppo OutRage!, ha egualmente contestato l'accusa di stupro, citando come fonti «attivisti gay e lesbiche all'interno dell'Iran, membri dell'opposizione democratica di sinistra iraniana» e anche «siti web di news pro-governative in Iran». Peter Tatchell, uno dei membri del gruppo, ha additato l'esecuzione di oltre quattromila lesbiche e gay iraniani, a partire dal 1979, come «... solo l'ultima barbarie che viene dagli islamo-fascisti in Iran».

Sia la Svezia che l'Olanda hanno risposto alle esecuzioni annunciando l'immediata sospensione dell'estradizione di gay verso l'Iran. Il governo olandese ha inoltre annunciato che il Ministero degli Esteri investigherà sul trattamento di gay e lesbiche in Iran e sospenderà immediatamente l'estradizione di tutti i gay iraniani che hanno chiesto asilo politico. Gruppi per i diritti civili negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Russia hanno inoltre chiesto l'attuazione di politiche simili.

Non tutti i gruppi, tuttavia, concordano che il caso sia di persecuzione anti-omosessuale: Paula Ettelbrick, direttore esecutivo dell'International Gay & Lesbian Human Rights Commission, ha affermato: «Non è stato un caso gay».
Tuttavia Steven Fisher, direttore delle comunicazioni della medesima associazione, ha dichiarato nella medesima occasione che è necessaria un'inchiesta per determinare la verità sull'accaduto:

« Non concediamo il beneficio del dubbio ad una delle nazioni più aggressive e ossessionate dalla segretezza. Proveremmo sollievo se la notizia si rivelasse errata rispetto al fatto che questi giovani iraniani sono stati puniti per qualcosa che non dovrebbe mai essere un crimine in nessuna nazione. »

Tom Lantos, membro del Congresso americano ha, d'altra parte, definito le esecuzioni come una violazione degli obblighi iraniani nei confronti delle leggi internazionali e come un segno di pregiudizio nei confronti degli omosessuali:

« Questo disgustoso episodio getta una chiara luce sui gravi difetti del sistema legale iraniano. Qualunque cosa le fonti legali o le tradizioni di un paese utilizzi come base per le proprie leggi, non esiste giustificazione per fustigare ed uccidere persone in mezzo ad una folla arrabbiata - particolarmente non quando gli accusati hanno commesso il crimine mentre erano minori, i quali sono protetti specificatamente dalle leggi internazionali. E in questo caso le autorità hanno apparentemente scelto di giocare sui radicati sentimenti di fanatismo nei confronti dell'omosessualità. »
(Testo completo, in inglese)

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Commemorazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno 2006 il gruppo britannico Pet Shop Boys ha dedicato il suo nuovo album Fundamental a Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni[1].

Nel settembre 2012 il regista pakistano Wajahat Ali Abbasi ha annunciato la produzione di un film che ricostruirà la vicenda.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pet Shop Boys Dedicates Album to Ahwazi Boys Executed in Iran, in Ahwaz News Agency

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]