Giovanni del Giglio

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Giovanni del Giglio, Incredulità di San Tommaso (Sassari, Pinacoteca Mus'à)
Giovanni del Giglio, Deposizione (Ozieri, Museo Diocesano)

Giovanni del Giglio (Sassari, fine XV secoloSassari, 1554) è stato un pittore italiano, caposcuola di una corrente manierista nata e sviluppatasi nel nord Sardegna durante la prima metà del XVI secolo e fino a poco tempo fa identificato nell'anonimo Maestro di Ozieri.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La prima menzione potrebbe essere del 1512, quando risulta che il frate Johanes de Liliis, giunse a Sassari da Roma come procuratore dell'arcivescovo Angelo Leonini per ripristinare l'ospedale di Santa Croce. Nonostante l'assonanza del nome, infatti, è molto difficile avere certezza della coincidenza della persona, primo perché il De Liliis era un frate, mentre il Del Giglio si sposò, secondo perché il frate non è mai menzionato come pittore, mentre Del Giglio sempre. Il 7 agosto 1522, Giovanni del Giglio presenzia in qualità di testimone al testamento di Giovanni Fontana, padre del celebre giurista Alessio Fontana, che ordinò che con i suoi averi venisse realizzato il retablo maggiore per la cattedrale di Sassari. Fu procuratore e prossimo all'arcivescovo Salvatore Alepus tra il 1532 ed il 1535 per il quale eseguì il retablo di Ploaghe (1553) e di cui avanzano la Sacra Famiglia custodita presso la casa parrocchiale del paese e forse una incredulità di San Tommaso (Sassari, Museo Sanna, Depositi). Dal 1532 al 1543 fece parte della confraternita dei Disciplinati della città di Sassari divenendone priore. Fu amministratore dell'Ospedale gestito dalla Confraternita, per la quale eseguì, con aiuti, il retablo maggiore della chiesa, demolita nel 1824, rappresentante i misteri della passione di Cristo. Di questa importante ancona avanzano oggi tre scomparti: la Deposizione (Ozieri, Museo), la Crocifissione (Cannero, Parrocchiale) e una Salita al Calvario (Sassari, Museo Sanna, Depositi). Si sposò attorno al 1543 con Andreuccia Olives, sorella del famoso giurista Girolamo Olives, rimasta vedova del sarto Forteleoni de Cillara, il quale gli diede l'unica figlia Girolama, nata nel 1540; con Giovanni infatti non ebbe figli. Questo matrimonio gli permise di avvicinarsi al vescovo di Alghero Pedro Vaguer, del quale l'Olives era braccio destro, che ordinò probabilmente che fossero conclusi i retabli di Benetutti e Bortigali tra il 1549 ed il 1551. Questi ultimi, come probabilmente altri, furono completati o realizzati da altri pittori della sua scuola il cui principale esponente fu Pietro Giovanni Calvano, proveniente da Siena che fu pure suo socio in varie occasioni.

La scuola[modifica | modifica sorgente]

Altri pittori della sua scuola furono Antonio Campus, Giovanni Debasteriga, Leonardo de Serra e forse anche l'algherese Giovanni Spert. Il Giglio fu probabilmente a Cagliari tra il 1543 ed il 1546 con il Vaguer e l'Olives, che già aveva conosciuto nel 1535, in occasione forse del Parlamento. A lui si attribuisce il completamento, presso la bottega di Michele Cavaro, del retablo dei Beneficiati almeno nella Crocifissione (Cagliari, Museo del duomo), così come un piccolo Crocifisso e un San Sebastiano (Sassari, Museo Sanna). Alla sua cerchia va invece attribuito il retablo di Ozieri proveniente dalla chiesa di Nostra Signora di Loreto ed oggi nella cattedrale della stessa città.

Lo stile[modifica | modifica sorgente]

Lo stile di questo artefice, che influenzò notevolmente tutta la pittura del nord dell'isola almeno fino all'arrivo di Baccio Gorini nel 1601, risente della lezione dei primi manieristi toscani come Rosso Fiorentino e Pontormo, ma anche dell'influsso di Raffaello e Michelangelo dai quali riprende, attraverso incisioni, diverse scene. L'aspetto cromatico e la tecnica delle sue opere testimoniano la conoscenza della pittura di Alonso Berruguete che secondo Roberto Longhi fu tra i comprimari del manierismo a Firenze.

Opere autografe[modifica | modifica sorgente]

  • Crocifisso (1520-30), disegno su carta (Firenze, Uffizi)
  • Crocifissione (1534-35), olio su tavola (Stoccarda, Staatsgalerie)
  • Retablo di Santa Croce (1535-43), olio su tavola. Già presso la chiesa di Santa Croce (demolita nel 1824), venne trasportato scomposto presso la Chiesa della Trinità a Sassari. Attualmente si conservano tre scomparti: la Deposizione (Ozieri, Museo Diocesano), la Salita al Calvario (Sassari, Pinacoteca Mus'à) e la Crocifissione (Cannero, Parrocchiale).
  • Crocifisso tra i ladroni (1543 circa), olio su tavola. Scomparto alto del Retablo dei Beneficiati (Cagliari, Museo Diocesano)
  • Crocifisso (1543 circa), olio su tavola (Sassari, Pinacoteca Mus'à)
  • Retablo di Ploaghe (1553), olio su tavola. Già presso l'ex cattedrale di Ploaghe, avanza solo lo scomparto della Sacra Famiglia con San Giovannino (Ploaghe, Pinacoteca)
  • Incredulità di San Tommaso (1553 circa), olio su tavola (Sassari, Pinacoteca Mus'à)

Opere di bottega o di seguaci a lui prossimi[modifica | modifica sorgente]

  • Retablo di San Marco (1540-43), olio su tavola (Berchidda, Parrocchiale)
  • Retablo della Madonna del Latte (1543 circa), olio su tavola (Ardara, Basilica di Santa Maria del Regno)
  • Retablo di Santa Anastasia (1549 circa), olio su tavola, (Tonara, Collezione Comunale)
  • Retablo di Sorres (1549 circa), scomparso
  • Retablo della Trinità (1577), olio su tavola (Tula, Chiesa di Nostra Signora di Coros)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luigi Agus, Giovanni del Giglio, Pittura e cultura a Sassari nella prima metà del XVI secolo, Arzachena 2006
  • Luigi Agus, Le botteghe pittoriche della prima metà del Cinquecento nel "Capo di Sopra", in "Cronache di Archeologia", 7 (2008), pp. 115-139
  • Luigi Agus, Rinascimento in Sardegna. Saggi di storia, arte e letteratura, Cagliari 2009, pp. 203-224
  • Luigi Agus, Lucrezia Campus, Carla Ferrante, Lucia Siddi, Il Maestro di Ozieri. Una scuola pittorica cinquecentesca del nord Sardegna, Ozieri 2012