Lun (schermoplano)

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Lun
rappresentazione di un MD-160, l'unico schermoplano di classe Lun costruito
rappresentazione di un MD-160, l'unico schermoplano di classe Lun costruito
Descrizione
Tipo Ekranoplano antisommergibile
Equipaggio 9, più altri 19 per la missione
Costruttore URS cantiere navale Volga, di Nizhni Novgorod
Data primo volo 1987
Esemplari 1
Dimensioni e pesi
Lunghezza 73,8 m
Apertura alare 44 m
Altezza 19,2 m
Peso a vuoto 400 tonnellate
Propulsione
Motore 8 turbogetti Kuznetsov NK-87
Spinta 13 000 kg/s
Prestazioni
Velocità max 450 - 550 km/h
Autonomia 3 000 km o 5 giorni
Tangenza 1-5 m
Armamento
Missili sei SS-N-22 Sunburn

[senza fonte]

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Il Lun (colomba in russo) era uno schermoplano di progetto e costruzione sovietica. In Russia è identificato, come le navi, con un numero di progetto: in questo caso, è il Progetto 903[1]. Sviluppato per l’impiego antisommergibile, entrò in servizio a partire dal 1987. Fu ritirato dal servizio nel 1992, quando il programma venne definitivamente cancellato.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

La progettazione del Lun venne portata avanti dall’Ufficio Centrale di Progettazione TsKB po SPK R.E.Alekseyev, che si basò ampiamente sulle esperienze condotte sia sui KM sia sugli A-90 Orlyonok. La fase costruttiva fu curata dal cantiere navale Volga, che completò il primo (ed unico) esemplare nel 1987. Un altro esemplare rimase incompiuto.

Questo mezzo, tuttavia, era afflitto, come i suoi predecessori, da diversi problemi, primo tra tutti quello della stabilità e del controllo. Inoltre, avevano una manovrabilità piuttosto scarsa ed erano difficili da pilotare. Per questa ragione, nonostante fosse entrato ufficialmente in servizio con la Marina sovietica nel 1989, non fu mai schierato con le altre unità combattenti.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Il progetto aveva, ovviamente, numerosi punti in comune con gli schermoplani costruiti in precedenza, in particolare i KM. Tuttavia, presentava numerose differenze. Infatti, oltre ad essere decisamente più piccolo, aveva anche un peso inferiore.

La propulsione era assicurata da otto reattori Kuznetsov NK-87 da 13.000 chilogrammi di spinta l’uno, che erano sistemati, come nei KM, in due blocchi di quattro su un asse posto sopra la fusoliera. Al contrario dell’enorme predecessore, si era deciso di rinunciare ai due motori di coda. L’esatta velocità non è conosciuta, ma era comunque compresa tra i 450 ed i 550 km/h.

L’autonomia era di circa 3.000 km, e poteva rimanere in mare per ben cinque giorni.

Il radar, che era piuttosto avanzato, era sistemato nel muso.

L’armamento era composto da sei impianti lanciamissili per SS-N-22 Sunburn, sistemati sul dorso della fusoliera in tre coppie.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Il Lun entrò in servizio nella Flotta del Mar Nero nel 1989 con il nome di MD-160. Le sue caratteristiche lo rendevano idoneo per attaccare in modo rapido ed imprevedibile i gruppi navali nemici, ma, come detto, non venne mai schierato con le unità combattenti probabilmente a causa dei suoi problemi tecnici. Fu ritirato dal servizio nel 1992, quando il programma venne cancellato per mancanza di fondi.

Oggi risulta inquadrato nella Flottiglia del Caspio in attesa di revisione. Formalmente, dovrebbe essere a carico dell’11º Gruppo Aereo Indipendente.

È parcheggiato presso il porto militare della città di Kaspysk, sul mar Caspio (Coordinate esatte: 42°53′04″N 47°39′22″E / 42.884444°N 47.656111°E42.884444; 47.656111)

Lo Spasatel[modifica | modifica sorgente]

Nel 1989, in seguito al tragico incidente del sottomarino K-278 Komsomolets, che provocò la morte di 42 marinai, venne presa la decisione di equipaggiare un secondo Lun, che all’epoca era in costruzione, come schermoplano per operazioni di ricerca e salvataggio degli equipaggi delle unità navali in difficoltà. Questo mezzo, chiamato Spasatel, avrebbe dovuto essere progettualmente piuttosto simile al Lun, anche se con alcune differenze. Nello specifico, avrebbe avuto sei reattori invece di otto, e sarebbe stato equipaggiato con un’attrezzatura specifica per le operazioni di salvataggio.

Lo scopo era quello di avere un mezzo di trasporto capace di arrivare con estrema rapidità in mezzo all’oceano e di raggiungere, con altrettanta rapidità, la costa. In teoria avrebbe dovuto essere in grado di portare in salvo da 150 a 500 persone.

L’allestimento dello Spasatel proseguì fino al 1992, quando il programma venne cancellato a causa del collasso dell’URSS. Comunque, i lavori erano in gran parte ultimati.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Qui però il sito warfare.ru riporta però come numero di progetto 902R.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ciampaglia Giuseppe: "Gli schermoplani e le schermonavi russe, velivoli-navi ad effetto suolo". Rivista Marittima, Aprile 1996

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]