Legge ex Cirielli

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La legge 5 dicembre 2005 n. 251 (cosiddetta ex Cirielli)[1] è una legge della Repubblica Italiana che dispone in tema di diritto penale.

Viene chiamata "Ex Cirielli" perché il suo primo firmatario, il deputato Edmondo Cirielli, dopo le modifiche apportate dal parlamento la sconfessò e votò contro, chiedendo successivamente che tale legge non venisse più chiamata col suo nome.[2]

Il contenuto[modifica | modifica sorgente]

La legge introdusse modifiche al codice penale italiano ed alla legge n. 354/1975 in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione. In particolare, diminuiscono i termini di prescrizione ed aumentano le pene per i recidivi e per i delitti di associazione mafiosa ed usura.

Si è disposto che la nuova disciplina non avesse effetto retroattivo, in maniera cioè da non poter essere applicata ai processi già in corso di dibattimento.

La ex Cirielli ha cambiato il calcolo attraverso il quale individuare la prescrizione dei reati: infatti, mentre la previgente disciplina commisurava i termini prescrizionali in base a veri e propri "scaglioni" ( esempio: la prescrizione è di 15 anni se per il delitto è stabilita la pena della reclusione non inferiore a 10 anni), la nuova legge invece fissa i termini di prescrizione rendendolo corrispondente al limite massimo della pena edittale prevista per il tipo di reato ( esempio: la prescrizione per il delitto di ricettazione sarà in 8 anni visto che la pena massima prevista per tale delitto è di anni 8) mantenendo la prescrizione fissa in 4 anni per tutti i reati contravvenzionali e in 6 anni per i delitti la cui pena non è superiore a 6 anni o che sono puniti con la sola pena pecuniaria.

Essa prevede anche un nuovo aumento del termine prescrizionale nel caso in cui si verifichi un atto interruttivo pari ad 1/4 della pena, sia nel caso di delitti che di reati contravvenzionali.

Casistica di applicazione[modifica | modifica sorgente]

Un'applicazione della ex Cirielli la troviamo nelle vicende giudiziarie di Cesare Previti e Attilio Pacifico, riguardanti l'accusa di corruzione nell'ambito del processo IMI-SIR. Il 4 maggio 2006 Previti e Pacifico vengono condannati in via definitiva a 6 anni di detenzione.

Il giorno successivo, Previti si dimette dalla carica di parlamentare (almeno secondo quanto lui stesso afferma) e si presenta al carcere di Rebibbia, dove inizia a scontare la pena comminatagli. Il 10 maggio, cioè pochi giorni dopo, ottiene tuttavia l'affidamento ai servizi sociali[3] ai sensi del comma 1 dell’articolo 47-ter della legge 26 luglio 1975 n. 354, modificato proprio dalla ex Cirielli qualche tempo prima, secondo il quale non è prevista la detenzione negli istituti carcerari per un ultrasettantenne «purché non sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza, né sia stato mai condannato»;[4] per questo motivo la ex-Cirielli, approvata nella legislatura 2005-2006 quando Previti era ancora deputato, è stata ribattezzata "legge salva-Previti".[5]

Un altro esempio di applicazione è nel processo Parmalat, in cui la società “Bank of America” viene prosciolta per prescrizione in accordo a quanto previsto dalla Cirielli.[6]

Un caso meno illustre ma comunque significativo riguarda la pena a tre anni di detenzione inflitta dal tribunale monocratico di Napoli ad una persona, già condannata per un altro reato simile compiuto in precedenza, riconosciuta colpevole di aver rubato un pacchetto di biscotti del valore di 1,29 euro all'interno di un normale discount. La sproporzione della sentenza deriva ancora una volta dalla ex Cirielli, che nega il riconoscimento delle attenuanti quali il danno lieve ai recidivi.[7][8] Ulteriore esempio ha riguardato il caso Mills per quanto riguarda i procedimenti giudiziari a carico di Silvio Berlusconi.

Il 2 febbraio 2012 il PM Fabio De Pasquale decide di portare il provvedimento di fronte alla Corte Costituzionale definendola incostituzionale.

La richiesta è stata formalizzata nel corso del processo a carico di sei manager del gruppo SNAM, imputati di corruzione internazionale per aver pagato mazzette in Nigeria per lo sfruttamento di un giacimento petrolifero.La quarta sezione del tribunale di Milano doveva dichiarare prescritti i reati, essendo passati sette anni e mezzo dalla commissione dei reati (con la precedente norma la prescrizione si sarebbe applicata nel 2019). Per De Pasquale e il suo collega, Sergio Spadaro, l'applicazione della Cirielli è in contrasto con le convenzioni internazionali dell'Ocse e con le sentenze della Corte per i diritti dell'uomo. "In questi anni - ha sostenuto il pm in aula - grazie a questa riforma del 2005 si è pianificata nei palazzi di giustizia una strategia del ritardo per impedire che i processi arrivassero a sentenza".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Legge ex Cirielli: attenuanti generiche, recidiva, usura e prescrizione
  2. ^ Repubblica, 3 ottobre 2005
  3. ^ Repubblica, 10 maggio 2006
  4. ^ articolo 7, comma 2 della legge n. 251 del 5 dicembre 2005
  5. ^ Situazione carceraria. Non se ne teve tornare a parlare solo per via di Previti. URL consultato il 26-07-2009.
  6. ^ Sole24Ore 18dic2008
  7. ^ Ruba un pacco di wafer, La Repubblica. URL consultato il 26-07-2009.
  8. ^ Ruba pacco di wafer al discount, Il Messaggero. URL consultato il 26-07-2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]