L'ingannatore di Siviglia e il convitato di pietra

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L'ingannatore di Siviglia
e il convitato di pietra
Opera teatrale in tre giornate (atti)
Don Giovanni
Don Giovanni
Autore Tirso de Molina
Titolo originale El burlador de Sevilla
y convidado de piedra
Lingua originale Spagnolo
Prima assoluta 1625
Personaggi
  • Don Diego Tenorio, vecchio
  • Don Giovanni Tenorio, suo figlio
  • Catalinón, servitore
  • Il re di Napoli
  • Il duca Ottavio
  • Don Pedro Tenorio, zio
  • Il marchese de la Mota
  • Don Gonzalo de Ulloa
  • Il re di Castiglia, Alfonso XI
  • Fabio, domestico
  • Isabella, duchessa
  • Tisbea, pescatrice
  • Belisa, villana
  • Anfriso, pescatore
  • Coridón, pescatore
  • Gaseno, bifolco
  • Batricio, bifolco
  • Ripio, ragazzo
  • Donna Ana de Ulloa
  • Aminta, villana
  • Cantanti, guardie, gente del seguito, pescatori, musici, pastori, servitù.
 

L'ingannatore di Siviglia e il convitato di pietra è un'opera teatrale attribuita a Tirso de Molina. È la prima opera in cui figura Don Juan, che riscontrerà così tanto successo nella drammaturgia e nell'operistica europea successiva.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il dramma è in versi, diviso in tre giornate. L'intreccio si basa sulle gesta di Don Juan, donnaiolo promesso sposo di donna Anna, figlia di don Gonzalo de Ulloa. Il giovane seduce la duchessa Isabela, nobile napoletana, fingendosi il suo promesso sposo, il duca Ottavio.

Fuggito da Napoli per salvare la pelle, approda in Spagna dove viene raccolto, dopo un naufragio, dalla pescatrice Tisbea, che cede al suo fascino.

Il re Alfonso XI, però, dispone che don Juan sposi l'offesa Isabela, mentre Ottavio convolerà a nozze con donna Anna come risarcimento dell'onta subita. Donna Anna è, però, segretamente innamorata del marchese de la Mota.

Don Juan, contrario alla costrizione del matrimonio, uccide don Gonzalo de Ulloa che voleva vendicare l'onore offeso di sua figlia e, dopo avventure con altre donne (tra cui Aminta), ritorna a Sevilla dove urta contro la tomba di don Gonzalo, burlandosi del defunto e invitandolo a cena. La statua, imprevedibilmente, si presenta all'appuntamento ("il convitato di pietra") e, successivamente, a sua volta invita don Juan e Catalinón a cenare nella sua cappella. Don Juan accetta e il giorno dopo si presenta. Lì la statua lo trascina all'inferno per punirlo delle sue malefatte.

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