L'abitatore del buio

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L'abitatore del buio
Titolo originale The Haunter of the Dark
Autore Howard Phillips Lovecraft
1ª ed. originale 1936
Genere racconto
Lingua originale inglese

L'abitatore del buio (The Haunter of the Dark) è un racconto horror di Howard Phillips Lovecraft appartenente al cosiddetto Ciclo di Cthulhu. Fu scritto nel 1935 e pubblicato nel 1936 su Weird Tales. Si tratta dell'ultima opera "ufficiale" che Lovecraft scrisse senza collaborazioni esterne: di tutti i suoi racconti seguenti fino alla morte sarà infatti solo co-autore, revisore o ghostwriter.

Il racconto[modifica | modifica wikitesto]

La genesi de L'abitatore del buio è alquanto peculiare. Nel 1935 il giovanissimo scrittore Robert Bloch aveva inviato una lettera al più maturo collega Lovecraft, chiedendogli il permesso di inserire in un suo racconto dell'orrore un personaggio ispirato allo stesso Lovecraft. Lovecraft fu divertito dall'idea, e rispose a Bloch con una lettera scherzosa in cui, con l'autorizzazione di vari personaggi immaginari creati dallo scrittore di Providence, gli conferiva il permesso di "rappresentare, assassinare, distruggere, disintegrare, trasfigurare, mutare o comunque maltrattare" il personaggio a lui ispirato - che infatti, nel racconto di Bloch (L'orrore dalle stelle) finirà ucciso da una creatura mostruosa evocata dalle profondità dello spazio.

Lovecraft apprezzò la storia e ricambiò ironicamente il "favore" scrivendo L'abitatore del buio, seguito ideale de L'orrore dalle stelle, inserendovi un protagonista chiamato Robert Blake - un trasparente alter ego di Bloch - e facendogli fare una fine altrettanto sinistra, dopo aver ritrovato in una chiesa abbandonata di Providence un misterioso artefatto denominato Trapezoedro Lucente, risvegliando un avatar di Nyarlathotep.

Dal racconto di Bloch, Lovecraft riprese anche il De Vermis Mysteriis, un immaginario grimorio il cui titolo latino era stato suggerito a Bloch dallo stesso Lovecraft, e che, come il Necronomicon, diverrà un celebre pseudobiblium della letteratura horror, citato da autori quali Stephen King nel racconto Jerusalem's Lot (nella raccolta A volte ritornano).

Da notare che il panorama visibile dalla camera di Blake è il medesimo che Lovecraft poteva osservare dall'ultimo alloggio in cui visse, al numero 66 di College Street.

Robert Bloch, in seguito, scrive un ulteriore racconto di risposta a L'abitatore del buio: il racconto si intitola L'ombra del campanile.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua pubblicazione sulla rivista Weird Tales, il raccontò è stato accompagnato da un' illustrazione del disegnatore Virgil Finlay. In una lettera indirizzata a James F. Morton, del Marzo 1937, l' autore di Providence scriverà:

I liked the Finlay illustrations to my two tales—indeed, I believe Finlay is the best all-around artist Weird Tales has ever had. His drawing for the Doorstep (ndr. The Thing on the Doorstep) was really an imaginative masterpiece. Wright has generously presented me with the originals of both Haunter (ndr. The Haunter of the Dark) and Doorstep pictures—and they far transcend the mechanical reproductions.[1]
Mi piacciono le illustrazioni di Finlay per le mie due storie - infatti, io credo che Finlay sia il miglior artista che il WT abbia mai avuto. Il suo disegnio per Doorstep era realmente un capolavoro di immaginazione. Whright ha generosamente mostratomi le tavole originali sia di the Haunter che di Doorstep - e vanno ben oltre la meccanica riproduzione.”

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni di L'abitatore del buio in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.

  1. ^ H.P. Lovecraft's Favorite Artists