Divinità lovecraftiane

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Negli scritti di Howard Phillips Lovecraft si delinea un intero pantheon di divinità che regolano il suo universo fantastico.

Sebbene non tutti i critici siano d'accordo con questa distinzione, le divinità lovecraftiane possono essere suddivise in due macrocategorie: i Grandi Antichi e gli Dei Esterni.

I Grandi Antichi[modifica | modifica wikitesto]

Nella mitologia elaborata da Lovecraft, i Grandi Antichi (Old Ones) sono creature semidivine maligne giunte sulla Terra dalle stelle ancora prima della comparsa della specie umana. Per ere interminabili essi hanno dominato il mondo ed edificato incredibili città, ma il loro potere era legato alle stelle e quando la configurazione cosmica mutò si dovettero ritirare nelle catacombe della città sottomarina di R'lyeh. Qui essi ancora giacciono in un sonno più profondo della morte, in attesa di risvegliarsi il giorno in cui le stelle torneranno propizie. Come recita il grimorio maledetto del Necronomicon:

« Non è morto ciò che può attendere in eterno, e in strani eoni anche la morte può morire. »

Il rituale di resurrezione dei Grandi Antichi ha però bisogno di un iniziale intervento esterno, in quanto lo stesso incantesimo che li tiene in vita impedisce loro di liberarsi da soli. Per questa ragione le divinità (in particolare Cthulhu) hanno da sempre cercato di comunicare con gli uomini, influenzandone i sogni e adulandoli con promesse di piaceri e poteri infiniti.

Si è quindi formata una setta segreta, diffusa in tutto il mondo, di seguaci di Cthulhu intenzionati a far risorgere i Grandi Antichi quando gli astri occuperanno la giusta posizione.

Gli Dei Esterni[modifica | modifica wikitesto]

« [...] i folli Altri Dei che vengono dall'Esterno, la cui anima e messaggero è Nyarlathotep, il caos strisciante. »
(Lovecraft, Alla ricerca del misterioso Kadath (1926-1927))

Stando alla letteratura, gli Dei Esterni sono molto più potenti dei Grandi Antichi. Tutte le altre creature che appartengono al Ciclo di Cthulhu riconoscono la loro supremazia e li venerano.

Gli Dei Esterni si dimostrano in genere del tutto disinteressati alle vicende umane, e hanno come unico obiettivo quello di giungere nella nostra dimensione per portarvi morte e distruzione.

Per quanto dotati di poteri immensi, questi dei necessitano dei servigi dell'astuto Nyarlathotep, loro anima e messaggero. Il più potente fra gli Dei Esterni è Azathoth, il Signore del Cosmo: esso siede sul suo trono al centro dell'universo, sul quale danza al suono di flauti blasfemi, circondato da tutti gli altri Dei Esterni: tutte insieme, queste divinità compongono la cosiddetta Corte di Azathoth.

È interessante notare che, coerentemente con la visione cinica e pessimista di Lovecraft, Azathoth, lungi dall'essere considerato un Dio onnipotente/onnisciente nella tradizione giudaico/cristiana, viene descritto come "cieco e idiota", intento a "gorgogliare blasfemità" mentre si contorce al suono dei flauti. È possibile che i servitori degli Dei Esterni, i cortigiani che incessantemente suonano per lui, in un certo senso lo "ipnotizzino" impedendogli, con la loro musica, di distruggere l'Universo. Descritto anche come "mostruoso caos nucleare", nelle rare occasioni in cui per errore viene evocato o comunque distratto dalla musica che lo rapisce Azathoth è capace di portare distruzione su pianeti o interi cosmi.

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