Iperkaliemia

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Iperkaliemia
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 276.7
ICD-10 (EN) E87.5

Per iperkaliemia (o ipercaliemia o iperpotassiemia) in campo medico, si intende un eccesso di potassio (simbolo chimico K) nel sangue dell’organismo.

Il potassio è il principale catione intracellulare e il principale determinante del potenziale di membrana a riposo. La conseguenza dell'iperkaliemia più pericolosa per l’organismo è l’alterazione del ritmo cardiaco (presenza di aritmie).

La concentrazione intracellulare di potassio è di 150 mmol/L. La concentrazione plasmatica di potassio è di 3,5-5 mmol/L. Si definisce iperkaliemia quell'insieme di disordini elettrolitici causati da una concentrazione plasmatica di potassio superiore a 5 mmol/L.

Importanza del potassio nel corpo umano[modifica | modifica sorgente]

Durante le fasi del potenziale d’azione, che comporta il battito cardiaco, gli ioni del potassio svolgono un ruolo determinante. Il potassio attraversa i canali ionici sia in entrata che in uscita, l’ingresso è favorito da elementi quali l’insulina, l’alcalosi e gli agonisti beta2-adrenergici, mentre l’unico elemento che al contrario favorisce l’uscita è l’acidosi. Un'alterazione di queste componenti porta di conseguenza ad un'alterazione del potassio nel sangue e del suo funzionamento.

Fisiologia[modifica | modifica sorgente]

Nelle cellule cardiache:

L'aumento della concentrazione di potassio extra-cellulare diminuisce la negatività del potenziale di riposo della cellula cardiaca, depolarizzandola in parte. Di conseguenza diminuisce anche l'intensità del potenziale d'azione, e questo fa sì che la contrazione del cuore sia via via più debole.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Le cause di iperkaliemia possono dipendere da tre fattori fondamentali: l'aumentato apporto di potassio, la fuoriuscita di potassio dalle cellule e la ridotta eliminazione.

Aumentato apporto di K+[modifica | modifica sorgente]

Da solo, non costituisce mai una causa di iperkaliemia.

Fuoriuscita di K+ dalle cellule[modifica | modifica sorgente]

  • Distruzione cellulare (per emolisi intravasale, sindrome da lisi tumorale e rabdomiolisi)
  • Ipoinsulinemia e iperosmolarità
  • Intenso sforzo fisico
  • Paralisi periodica iperkaliemica
  • Tossicità digitalica
  • Terapia con β-bloccanti

Ridotta eliminazione di K+[modifica | modifica sorgente]

  • Diminuito influsso renale di soluti
  • Ipoaldosteronismo iporeninemico
  • Morbo di Addison
  • Eparina
  • Pseudoipoaldosteronismo
  • Insufficienza renale acuta
  • Ostruzione urinaria
  • Nefropatie
  • Diuretici

Fattori di rischio[modifica | modifica sorgente]

Ipocalcemia e acidosi.

Terapie[modifica | modifica sorgente]

Il trattamento è a base di farmaci quali il furosemide o una combinazione di insulina (attivatore della pompa sodio-potassio e quindi del riassorbimento cellulare di potassio) e glucosio e una combinazione di sorbitolo e kayexalate. In casi più gravi è indicata la dialisi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1716-8.
  • Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione), New York - Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-2459-3.
  • Guyton e Hall, Fisiologia medica (Dodicesima edizione), 2012, ISBN 978-88-214-3229-3.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]