Il tiranno

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Il tiranno
Dionysius I of Syracuse.jpg
Dionisio I di Siracusa
Autore Valerio Massimo Manfredi
1ª ed. originale 2003
Genere Romanzo
Sottogenere Romanzo storico
Lingua originale italiano

Il tiranno è un romanzo storico di Valerio Massimo Manfredi pubblicato nel 2003.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo è ambientato in Sicilia, nel V secolo a.C. e racconta la storia del siracusano Dionisio famoso tiranno egocentrico che combatteva ogni forma di democrazia, creduta da lui una forma di governo che poteva permettere di governare anche gli sciocchi. Il libro si apre con la battaglia di Selinunte, dove i selenutini vengono massacrati dai Cartaginesi, stessa sorte tocca anche agli abitanti di Imera, città che aveva offeso gravemente il padre del capo dell'esercito cartaginese. Così Dioniso è costretto ad assistere al massacro di innumerevoli città della magna Grecia all'età di soli venti anni, però dopo aver incontrato tra i profughi di Selinute Arete, figlia di un grande "eghemon" esiliato dalla democrazia di Siracusa, la sua vita ha una grande svolta. Dionisio sposa, col consenso del padre, da lui molto stimato, Arete. Occorre dire che questa è l'unica donna che abbia mai amato e così quando questa viene violata e uccisa durante la sua assenza da casa Dionisio prende in mano la situazione, e consuma la sua atroce vendetta. Freddo e lucido nei ragionamenti il tiranno cresce, senza dimenticare il suo primo ed unico amore, in compagnia del suo migliore amico Filisto (seguace della filosofia greca e per questo sbeffeggiato dall'altro) e Leptines, suo fratello, che l'aveva raggiunto dall'Africa qualche tempo prima. L'autore riesce a raccontare come questo grande uomo abbia cercato di unificare tutta l'isola, combattendo i suoi grandi nemici, i Cartaginesi, a partire dalla sua città, Siracusa, dove, salito al potere con l'aiuto dei suoi cari, per politica aveva deciso di condividere la camera da letto con due donne, una siracusana e una loicrese, così da poter contare (in caso di aiuto) anche sui calabresi del tempo. Ma Dionisio ormai era entrato nel circolo vizioso dell'assolutismo e così seppur il più potente tra gli uomini non può ignorare i sospetti che lo attanagliano, facendo esiliare l'amico Filisto (esclusivamente per voci "di corridoio") e riservando un trattamento simile al fratello, sospettato del medesimo crimine. E in questo modo fa diventare Siracusa un potenza talmente forte da poter vantare di avere l'esercito più grande dell'antichità, tanto da rivaleggiare con quelli dell'Antica Grecia.

Le vicende di Dionisio (o anche Dionigi) sono espresse da Manfredi in modo da sottolineare le difficoltà che lo stesso incontra nel momento in cui capisce di non potersi fidare nemmeno dei suoi amici più stretti e del proprio fratello, che pure lo avevano aiutato a prendere il potere, divenendo così agli occhi di tutti un sovrano spregevole, visto che o mandava in esilio o soprattutto uccideva tutti coloro su cui aveva qualche sospetto. Alla fine l'autore sottolinea come anche i grandi uomini, nel bene o nel male, non mancano all'appuntamento con la morte che è sempre puntuale, anche se non può cancellare quello che hanno lasciato nella loro vita.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

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