Il mio nome è Nessuno - Il giuramento

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Il mio nome è Nessuno - Il giuramento
Achilles Ajax dice Louvre MNB911 n2.jpg
Achille e Aiace Telamonio che giocano a dadi, da un vaso greco conservato al Museo del Louvre a Parigi
Autore Valerio Massimo Manfredi
1ª ed. originale 2012
Genere romanzo
Lingua originale italiano
Ambientazione isola di Itaca - Troia
Protagonisti Ulisse, Laerte, Autolykos, Achille, Agamennone, Patroclo, Menelao, Elena di Troia, Penelope, Aiace Telamonio, Priamo, Paride, Ettore, Andromaca, Nestore
Serie Il mio nome è Nessuno
Seguito da Il mio nome è Nessuno - Il ritorno

Il mio nome è Nessuno - Il giuramento è un romanzo di Valerio Massimo Manfredi.

Il libro è il primo di tre volumi sull'eroe Ulisse e narra della nascita e della vita dell'eroe fino alla fine della guerra di Troia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Parte prima[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo Ulisse (Odisseo) nasce nell'isola di Itaca, ad ovest della Grecia. La sua infanzia è segnata dall'ammirazione per i grandi eroi del passato quali Eracle con le sue dodici fatiche, il prode Giasone e i suoi Argonauti alla ricerca del Vello d'oro e i sette guerrieri che hanno attaccato la città di Tebe dopo la disgrazia del sovrano Edipo.
Spesso Ulisse passa le giornate nella casa del nonno sapiente Autolykos, che lo istruisce alla saggezza e alla caccia. In occasione della sua prima uccisione, Autolykos dona ad Ulisse un potente arco da lui fabbricato, che renderà il giovane invincibile.

Pochi anni dopo il padre di Ulisse, Laerte, porta il figliolo prima nella reggia del vigliacco e dispotico Euristeo, che ha costretto Eracle a compiere le dodici fatiche per abusare della forza leggendaria dell'eroe. Ulisse imparerà a conoscere che dietro la gloria di un eroe v'è dolore e sofferenza, come ad esempio la pazzia di Eracle, che lo ha portato a sterminare la sua famiglia, e poi la sua triste fine per via di un inganno. In seguito Ulisse e Laerte si recano ad un oracolo per l'iniziazione del fanciullo, che fa la conoscenza di Atena, dea della sapienza e della guerra, che si proclama sua protettrice.

Ulisse è ormai un giovane in forze, e il padre gli cede il trono di Itaca. Ora però il giovane deve prendere una sposa, e così si reca a Sparta. Infatti il re della città ha proclamato di voler dare in moglie la sua figlia Elena a l più valente dei fanciulli della terra degli Achei. Ulisse partecipa alle varie gare che si stanno organizzando, e conosce i futuri eroi della guerra di Troia, tra i quali Achille, Menelao, Aiace Telamonio, Patroclo e tanti altri. Tuttavia Ulisse ben sa alcune storie che girano attorno al conto di Elena, e così preferisce sposare un'altra donna: la cugina di Elena: Penelope. Il re spartano accetta (dopo che Ulisse gli ha chiesto scusa perché il giovane ha tentato di fare una fuga amorosa con la ragazza); ed accetta anche un altro consiglio di Ulisse: visto che i giovani pretendenti stanno litigando per il possesso di Elena, propone che tutti giurino nella sala reale di proteggere Elena e il suo sposo, in caso di rapimento di questa. Il re inizialmente è confuso, ma Ulisse dice che il suo consiglio gli è stato suggerito da Atena, e così si ritrova le mani legate.
Il giuramento di protezione e fedeltà viene eseguito con grandi onori.

Parte seconda[modifica | modifica wikitesto]

La seconda parte del romanzo è quasi tutta tratta dall' Iliade di Omero.

Poco tempo dopo il matrimonio di Elena e Menelao, fratello di Agamennone, re di Micene e di Argo, dalla lontana città di Troia giunge un'ambasciata. Infatti Agamennone, sommo re della Grecia, da tempo segue il desiderio di conquistare lo stretto dei Dardanelli per avere il monopolio sui traffici commerciali, ma le truppe del re Priamo lo hanno sempre ostacolato. L'ambasciata è composta dai comandanti Ettore, principe troiano, e dal fratello minore Paride. Quest'ultimo, durante la trattativa di pace tra Troia e la Grecia, s'innamora di Elena e la rapisce di notte per portarla via.
Immediatamente in Grecia scoppia il putiferio, e Ulisse è inviato in una nuova ambasciata a Troia per farsi restituire Elena. Viene accolto malissimo, e torna in patria a mani vuote. Così Agamennone, trovato il pretesto che da tanto aspettava, dichiara guerra a Troia e porta con sé tutte le truppe da tutti i paesi della Grecia. Immediatamente si scatena la guerra, che dura per dieci anni senza che la città nemica venga espugnata. L'indovino di Agamennone, Calcante, dichiara che la città verrà distrutta solo se verrà rubato il palladio di Atena, e così Ulisse e Diomede compiono il furto. Ma questo non basta affinché l'esercito greco abbia la meglio. Infatti altre disdette e sfortune si consumano nel campo acheo: Achille viene a lite con Agamennone per il possesso di una schiava e si ritira dai combattimenti. Il suo compagno Patroclo indossa le sue armi per infondere nuovo coraggio nelle truppe, ma viene trucidato da Apollo e da Ettore. Achille allora, furioso, si fa fabbricare nuove armi da guerra dagli Dei, e scende in campo, massacrando centinaia di guerrieri, ed infine, a duello, anche lo stesso nobile Ettore.

Ulisse dal canto suo, tornato a Troia, incontra Elena, e la insulta per i disastri che ha permesso si fossero consumati in tutti quegli anni. Elena si difende, mettendo a nudo la sua debole condizione di donna, addossando tutta la colpa a Paride che l'ha rapita solo per interesse capriccioso. Quando Ulisse torna nel campo, scopre che Achille è morto vittima di un tranello. Infatti è stato trafitto proprio al tallone da una freccia, unico punto debole dell'eroe. Riportato il suo cadavere nel campo greco, tutti gli eroi vengono a battaglia per il possesso delle sue armi. Alla fine i più meritevoli sono Ulisse ed Aiace il Grande. Agamennone si dichiara giudice, e sceglie Ulisse come destinatario delle reliquie, grazie allo zampino della dea Atena. Aiace, pazzo di dolore, si suicida per la vergogna.

Passati altri giorni Ulisse e l'artigiano Epeo vengono a discussione su come poter espugnare Troia, ed Epeo propone un'idea folle. Ulisse, usando l'astuzia, fabbrica l'idea di costruire un cavallo di legno per poter entrare con l'inganno nella città. Così i greci, ricevuta la notizia, si mettono all'opera e in breve tempo il cavallo di Troia è pronto per essere usato; alcuni valorosi si nascondono dentro il suo ventre, mentre il resto della flotta finge di salpare. I troiani, giunti in spiaggia, trovano solo il cavallo e, credendo che esso sia un'offerta agli Dei, decidono di accettare l'opera nella loro città. Così, quella notte stessa, si compie il massacro di Troia.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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