Il club dei suicidi

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Il club dei suicidi
Titolo originale The Suicide Club
Stevenson New Arabian Nights (Scribner, 1895).djvu
Le nuove Mille e una notte
Autore Robert Louis Stevenson
1ª ed. originale 1878
1ª ed. italiana 1920
Genere racconto
Sottogenere giallo
Lingua originale inglese
Ambientazione Londra e Parigi
Protagonisti Principe Florizel di Boemia
Coprotagonisti Colonnello Geraldine
Antagonisti il Presidente del Club dei Suicidi.
Serie Le nuove Mille e una notte
Seguito da Il diamante del Rajah

Il club dei suicidi è il primo racconto della raccolta Le nuove Mille e una notte (The New Arabian Nights, 1882) di Robert Louis Stevenson. È suddiviso in tre parti e ha come protagonisti il Principe Florizel di Boemia e il suo Scudiero Colonnello Geraldine, e come antagonista il Presidente del "Club dei Suicidi".

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Parte I - Storia del giovane con le paste alla crema (Story of the Young Man with the Cream Tarts)[modifica | modifica wikitesto]

Il principe Florizel ed il suo scudiero Geraldine, grazie all'intermediazione di un curioso giovane che incontrano in un locale mentre sta regalando pasticcini alla crema, entrano in un'associazione chiamata "Club dei Suicidi" la quale ha lo scopo di organizzare il suicidio di tutte quelle persone economicamente rovinate e stanche della vita.

Il presidente nonché organizzatore del Club accoglie generosamente l'arrivo di Theophilus Godall e del suo amico il maggiore Alfred Hammersmith, rispettivamente Florizel e Geraldine camuffati. Dopo chiacchiere varie, il Presidente apre una sala dove tutti i partecipanti si riuniscono attorno a un gran tavolo verde, prende un mazzo di carte francesi e distribuisce una carta ciascuno: chi riceverà l'Asso di Picche sarà la vittima e chi riceverà l'Asso di Fiori sarà colui a cui verrà assegnato il compito di ucciderla.

Il colonnello è preso da un comprensibile terrore, mentre nel principe, dopo un primo momento di paura, a questa si mischia una certa eccitazione da giocatore d'azzardo. Le due carte finiscono in mano rispettivamente all’anziano e malandato signor Malthus e al giovane delle paste. Il giorno dopo i giornali riportano la notizia che Malthus è morto cadendo accidentalmente da un parapetto. Malgrado l’iniziale opposizione del colonnello, la sera stessa i due ritornano nel medesimo palazzo (il principe ha deciso di fare qualcosa per porre fine alle sciagurate azioni del Presidente e al diabolico meccanismo del club).

Dopo i consueti convenevoli tra i partecipanti, tutti si riuniscono nella solita sala. Questa volta a ricevere l'Asso di Picche è il principe, che dopo essersi ripreso dallo shock con un sorso di cognac esce incontro al proprio destino. Fuori, fortunatamente, viene provvidenzialmente “rapito” da Geraldine e dai suoi uomini (quasi tutti domestici di Florizel), che, guidati da un famoso detective assoldato all’uopo dallo scudiero, hanno anche catturato il Presidente e gli altri soci.

Al principe non resta che ringraziare infinitamente Geraldine per aver contravvenuto saggiamente ai suoi ordini. A questo punto, il principe assume il ruolo del “dispensatore di giustizia”: il presidente dovrà morire in duello (per mano del fratello del colonnello, su richiesta di quest’ultimo), mentre agli altri garantisce una grossa somma di denaro ed un lavoro fisso.

Parte II - Storia del medico e del baule di Saratoga (Story of the Physician and the Saratoga Trunk)[modifica | modifica wikitesto]

Silas Q. Scuddamore è un giovane facoltoso originario del New England, d'indole semplice e innocua ma estremamente curioso; egli alloggia in un albergo di Parigi per studiare le attrattive della città. All’inizio del racconto vengono descritti i suoi incontri con madame Zéphirine e un misterioso inglese, il principe di Boemia ed il suo Scudiero. Viene invitato tramite un biglietto anonimo ad un misterioso appuntamento con una donna, un’imponente matrona che lo affascina immediatamente.

Questa che gli dà nuovamente appuntamento per il giorno dopo, spingendolo anche ad una serie di azioni apparentemente insensate, ma che avranno il fine di facilitare gli ulteriori passi del suo piano. Infatti all’appuntamento non si presenta nessuno, e al ritorno Silas trova nella sua camera un cadavere. Su suggerimento del dottor Noel, un vicino di camera che gli aveva espresso la propria simpatia, occulta il cadavere nel suo baule di Saratoga (il tipico baule da viaggio degli statunitensi dell’epoca).

Con le forti prove che ci sono contro Silas, chiamare la polizia avrebbe infatti come risultato un arresto immediato. Il dottor Noel spiega di essere un ex-assassino, ora amico dello Scudiero del Principe, tramite il quale quel baule arriverà a Londra (infatti il Principe gode dell’immunità diplomatica e nessuno può controllarne i bagagli). A Londra Silas sarà costretto a portare a spasso il baule dall’orribile contenuto, finendo per riconsegnarlo per una fortuita coincidenza al Principe, che ha intercettato la lettera con la quale il dottor Noel metteva Silas e il cadavere di quello che rivela essere il fratello di Geraldine nelle mani dell’assassino, il temibile Presidente del Club dei Suicidi.

Parte III - L'avventura del calessino (The Adventure of the Hansom Cab)[modifica | modifica wikitesto]

Il tenente Backenbury Rich, un eroe delle guerre combattute in India dall’esercito britannico, viene spinto una sera dalla forte pioggia di Londra ad entrare in un calesse libero, e dice con noncuranza al vetturino di portarlo dove vuole. Questi lo prende in parola a lo scarica davanti a una grande villa, rivelando di essere a caccia di invitati per una festa per conto del signor Morris.

Attratto dall’avventura, Backenbury accetta l’invito e viene accolto benevolmente da Morris. Ci sono diverse persone (una quindicina), ma Rich si accorge che uno ad uno gli invitati vengono accompagnati dall’anfitrione in anticamera, per poi essere congedati con una scusa; mentre altri continuano ad arrivare, sostituendoli. Perlustrando la villa, scopre che si tratta di una casa disabitata, e che solo una sua parte è stata addobbata in quel modo sfarzoso, come per una messa in scena. A mezzanotte gli arrivi terminano, ma non le partenze, per cui alla fine rimangono solo quattro ospiti.

Morris li informa che sono stati da lui selezionati durante quella serata per una missione (pericolosissima e che dovrà rimanere segreta), nel corso della quale gli dovranno cieca obbedienza. Due ospiti si ritirano, e rimangono solo Backenbury e il maggiore O’Rooke. Morris confessa di chiamarsi Hammersmith (il lettore sa che si tratta di Geraldine!), e li conduce in un’altra villa, dove li aspettano Florizel e il dottor Noel. Tutti assieme tendono un agguato al Presidente del Club dei Suicidi (che vi cade grazie al tradimento di Noel) e lo catturano.

Quindi il Principe condanna a morte il Presidente, eseguendo la condanna, onorevolmente, tramite un duello alla spada. Dopo di che annuncia al dottor Noel, in attesa di essere a sua volta punito, la possibilità di redimersi con le sue future azioni; quest’ultimo va quindi pietosamente nel parco a seppellire il suo amico di un tempo.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il club dei suicidi è il titolo di uno dei quattro volumi che nel 1929 Mondadori pubblica per avviare la celebre collana dei Libri Gialli. L'inserimento di un autore "alto" come Stevenson accanto ad altri più prettamente polizieschi e commerciali ha il preciso scopo di elevare il livello di un genere letterario fino ad allora considerato inferiore. In realtà il volume mondadoriano contiene, oltre al racconto eponimo, anche Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Il club dei suicidi era già comparso in Italia presso Carra, Roma, 1920 nella collana "Nuovissima".

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