Iba di Edessa

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Iba di Edessa (in siriaco Ḥībā, in greco ῏Ιβας; ... – 28 ottobre 457) è stato un teologo, scrittore e vescovo siro, vescovo di Edessa dal 435 al 457.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Viene menzionato per la prima volta come presbitero della chiesa di Edessa durante l'episcopato di Rabbula, perché sposò con forza le posizioni teologiche che il suo vescovo rifiutava con decisione. Iba era un fervente ammiratore degli scritti di Teodoro di Mopsuestia, che tradusse in [[|lingua siriaca|siriaco]] e che fece circolare in tutto l'oriente cristiano.

Secondo concilio di Efeso[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo concilio di Efeso si aprì il 3 agosto 449 ed uno dei suoi obiettivi era di sbarazzarsi di Iba, che era previsto per la seconda sessione, tenuta il 22 agosto. I tre vescovi che avevano condotto le indagini a Tiro ed a Beirut furono interrogati sui loro progressi; ma evitarono di parlare del proscioglimento di Iba, affermando che l'investigazione che fu fatta in un secondo tempo ad Edessa era stata più approfondita. Furono ammessi alcuni monaci di Edessa ed altre parti d'accusa e fu chiesto loro una relazione, che era contro Iba, come previsto. La deposizione fu eseguita senza obiezioni, Eustazio di Beirut e Fozio di Tiro, che precedentemente lo avevano assolto sulla base delle prove stesse, votarono con la maggioranza. Iba non fu neppure chiamata a comparire, anche se al momento era in carcere ad Antiochia[1].

Alla sua morte, i maggiori esponenti della scuola di Edessa fuggirono in Persia, per confluire nella scuola di Nisibis, fondata dal vescovo Barsumas.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Labbe, iv. 626, 634

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]