Hubertine Auclert

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Hubertine Auclert nel 1890

Hubertine Auclert (Saint-Priest-en-Murat, 10 aprile 1848Parigi, 4 agosto 1914) è stata una femminista francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in una famiglia borghese dell'Allier da una famiglia di proprietari terrieri. Nel 1861, alla morte del padre, fu messa in convento dalla madre. Per qualche tempo pensò di farsi suora poi, a sedici anni, lasciò il convento per tornare in famiglia, nella casa dello zio dove viveva anche sua madre, ma alla morte di quest'ultima fu nuovamente costretta a tornare nel monastero. L'esperienza conventuale la rese anticlericale e, lasciato definitivamente il convento nel 1869, si trasferì a Parigi quando la caduta di Napoleone III, l'esperienza della Comune e poi l'instaurazione della III Repubblica avevano aperto la strada all'attivismo femminile in favore della riforma del Codice civile napoleonico per il divorzio, l'istruzione e l'indipendenza economica delle donne.

Hubertine Auclert nel 1910

Ebbe l'"illuminazione" femminista leggendo una lettera che Victor Hugo aveva indirizzato a Léon Richer nel 1872, epistola in cui il grande scrittore lamentava l'ingiustizia della legge che concedeva i diritti agli uomini lasciando alle donne i soli doveri.[1] Ispirata da Maria Deraismes e da Richer, del quale divenne la segretaria, Hubertine Auclert s'impegnò nel movimento per i diritti delle donne, essendo forse la prima francese a dichiararsi esplicitamente femminista.[2] Esigendo il diritto di voto femminile, nel 1876 fondò la società Le droit des femmes che nel 1883 assunse il nome Le suffrage des femmes.

Nel 1878, il Congrès international sur les droits des femmes tenuto a Parigi non sostenne, contro i desideri della Auclert, il diritto di voto delle donne e allora ella lanciò, dal 1880, la rivolta fiscale femminile, difendendo, assistita dall'avvocato Antonin Lévrier, poi diventato suo marito, l'idea che in assenza di riconoscimenti politici le donne non potevano essere soggette a contribuzione fiscale. Il 18 febbraio 1881 fondò La Citoyenne (La Cittadina), un mensile femminista che ricevette il sostegno di Caroline Rémy e di Marie Bashkirtseff, e che aveva come motto Oser, résister ("Osare, resistere"). Scrisse anche su altre riviste, come La Libre Parole di Drumont, e, più tardi, Le Radical.

Nel 1884 denunciò le ingiustizie della legge sul divorzio, che risultava economicamente sfavorevole alle donne, e propose una legge, molto innovativa per l'epoca, che stabilisse la separazione dei beni dei coniugi al momento del matrimonio, in modo da garantire a entrambi un equo reddito in caso di divorzio.

Nel 1888 si stabilì in Algeria, dove Lévrier, che nel frattempo era andato in Nuova Caledonia, la raggiunse e la sposò. Ritornarono a Parigi quattro anni dopo. Pur costretta a chiudere La Citoyenne per motivi finanziari, la Auclert continuò il suo attivismo femminista, contribuendo alla creazione, nel 1900, del Conseil national des Françaises, organizzazione promotrice del suffragio femminile.

Nel 1908, per legge le donne francesi ottennero la disponibilità del proprio reddito. Quello stesso anno la Auclert bruciò simbolicamente un'urna delle elezioni comunali di Parigi e, due anni dopo, con Marguerite Durand, sfidò le autorità presentandosi candidata alle elezioni politiche.

Hubertine Auclert continuò a battersi fino alla morte, avvenuta a Parigi nel 1914. Sepolta nel cimitero del Père-Lachaise, la scultura sulla sua tomba rappresenta Il voto delle donne.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jean Rabaut, Féministes à la Belle Époque, 1985, p. 46.
  2. ^ (FR) Michelle Perrot, Mon histoire des femmes, 2006, p. 210.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean Rabaut, Féministes à la Belle Époque, Paris, Editions France-Empire 1985
  • Michelle Perrot, Mon histoire des femmes, Paris, Seuil 2006

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