Han van Meegeren

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Han van Meegeren

Han van Meegeren, nato Henricus Antonius van Meegeren (Deventer, 10 ottobre 1889Amsterdam, 30 dicembre 1947), è stato un pittore e ritrattista olandese, considerato uno dei più abili falsari d'arte del XX secolo[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Da giovane venne considerato un artista fallito. Apprese le tecniche di falsificazione da Theo Van Wijngaarden, famoso restauratore e falsario operante ad Amsterdam[2]. Affascinato dalla pittura olandese del Seicento e in particolare da Vermeer, si esercitò a lungo ricopiando fedelmente gli originali. Si impadronì così non solo delle tecniche, ma anche dello spirito con cui Vermeer dipingeva gli interni, le nature morte o i drappeggi. Per i suoi falsi, recuperò vecchie tele del '600, prive di valore artistico, da cui raschiava accuratamente il colore. Non commise mai l'errore di copiare opere di Vermeer esistenti: creò invece dipinti nuovi, mai visti da nessuno, con aderenza stilistica e tematica, riuscendo ad abbindolare tutti i critici, convinti di trovarsi al cospetto di eccezionali capolavori che andavano ad arricchire la storia dell'arte.

L'abilità di Han Van Meegeren, da sola, non sarebbe bastata ad ingannare gli esperti, se egli non avesse avuto anche l'accortezza di procurarsi materiali adoperati trecento anni prima e di evitare pennelli prodotti nel XX secolo. Inseriva con cura della polvere nel falso appena terminato per provocare la claquelure (lo spontaneo reticolo di piccole crepe, tipico delle tele ad olio invecchiate). Conosceva inoltre perfettamente il trattato di De Vild sulle tecniche e i materiali adoperati da Vermeer e faceva spesso uso del raro pigmento blu oltremare, ottenuto dai preziosi lapislazzuli e dell'olio di lillà[3].

Paradossalmente, fu proprio De Vild tra i primi ad ingannarsi, avallando l'autenticità dei falsi Vermeer. Persino Abraham Bredius, il massimo luminare dell'antica pittura olandese, aveva definito la Cena in Emmaus il più eccezionale dipinto di Vermeer (che si ispira all'opera di Caravaggio a Londra). Un falso Vermeer fu incautamente acquistato nel 1938 da Dirk Hannema[4], allora direttore del museo Boijmans-Van Beuningen di Rotterdam.

Oltre ad essersi arricchito con la frode, Van Meegeren si era soprattutto vendicato di coloro che non l'avevano mai apprezzato come pittore. Aveva addirittura venduto al capo delle SS, Heinrich Himmler, dipinti falsi per un valore di cinque milioni e mezzo di fiorini. Un altro falso Vermeer, Cristo e l'adultera, finì per una somma enorme nella collezione privata di Hermann Göring.

Van Meegeren creò in tutto 6 falsi Vermeer e, proprio per aver venduto due dipinti a dei capi nazisti, alla fine della guerra fu arrestato (maggio 1945) con l'accusa di collaborazionismo con i nazisti. Fu processato in Olanda nell'ottobre del 1947 e riuscì ad evitare l'ergastolo (fu condannato ad un anno di carcere), rivelando d'essere un falsario e d'avere venduto ai tedeschi delle patacche. Per dimostrarlo, dipinse nell'aula del tribunale un Gesù nel tempio, stupendo numerosi esperti. Sebbene ciò giovasse alla sua fama, a novembre fu ricoverato in clinica (l'abuso di alcool e droghe aveva irrimediabilmente compromesso la sua salute) e il 30 dicembre 1947, all'età di 58 anni, morì lasciando in eredità agli studiosi i tanti dubbi che ancora oggi li assillano quando si apprestano a pubblicare un volume sulla pittura olandese del Seicento [5].

Luigi Guarnieri, in La doppia vita di Vermeer (Mondadori 2004, Premio Selezione Campiello), raconta la storia del geniale falsario olandese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dutton, Denis, publisher= Oxford University Press Authenticity in Art in Jerrold Levinson (a cura di), The Oxford Handbook of Aesthetics, Oxford [Oxfordshire], 2005, pp. 261–263, ISBN 0-19-927945-4.
  2. ^ A. De Robertis, geometriefluide.com
  3. ^ Forumtime.it -> Blue
  4. ^ A. De Robertis, geometriefluide.com
  5. ^ tnunn.ndo.co.uk

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